Quartieri, tutti contro il Pd: "Bassissima affluenza, una disfatta"

Tutti i gruppi del Consiglio Comunale ad eccezione del Pd stroncano le elezioni di quartiere e la loro bassissima percentuale di affluenza, addirittura sotto il 5%. “Ha perso la città sull'altare della prepotenza, della presunzione e degli interessi oscuri"

Tutti i gruppi del Consiglio Comunale ad eccezione del Pd stroncano le elezioni di quartiere e la loro bassissima percentuale di affluenza, addirittura sotto il 5%. “Ha perso la città sull'altare della prepotenza, della presunzione e degli interessi oscuri. Solo il 4,95% degli aventi diritto al voto si è presentato ai seggi quando nel 2011 erano il 6,7%. I partecipanti al voto sono passati da 6.343 nel 2011 ai 5.032 di oggi, un calo di 1.311, in proporzione stiamo parlando del 20,5% in meno di quelli che hanno aderito al voto”: è il commento sferzante del gruppi politici.

Scrivono Mario Peruzzini (Capo Gruppo “ Noi con Drei”), Tatiana Gentilini (Capo Gruppo Misto), Paola Casara (Capo Gruppo “ Noi Forlivesi ”), Simone Benini (Capo Gruppo Movimento 5 stelle), Fabrizio Ragni (capo gruppo forza italia), daniele Mezzacapo (capo gruppo Lega Nord) e Davide Minutillo (Capo Gruppo Fratelli D’Italia): “Una scarsa partecipazione causata dalla inadeguata tempistica ed informazione alla città che, in alcuni quartieri, ha toccato perfino lo 0,5%, nonostante l’ampliamento degli aventi diritto al voto passati da 94.603 nel 2011 agli attuali 101.625, oltre 7.000 elettori incrementati del 7,5%. Anche il prefetto raccogliendo le sollecitazioni di tutti i gruppi consiliari tranne quello del Partito Democratico, aveva immediatamente inviato una lettera al Sindaco auspicando “…prudenti valutazioni, finalizzate ad assicurare la più ampia partecipazione possibile dei cittadini, confidando in ogni benevola valutazione al riguardo….”. Nulla da fare, avanti tutta. Barra dritta verso la disfatta della democrazia, della trasparenza, della condivisione e della partecipazione”.

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“Non si è voluto ascoltare la voce dei Capigruppo che rappresentano il 55% della città. Non si voluto ragionare sul bene comune. Non si è voluto coinvolgere adeguatamente l'intera cittadinanza. Meno tempo per informare, meno tempo per agevolare le candidature voleva dire a meno concorrenti con maggiori possibilità di piazzare il soliti amici attivisti e dirigenti del partito. Ora sarà necessario rivedere in tempi brevi il regolamento approvato lo scorso agosto, per ridare la fiducia e la speranza di un reale cambiamento. Da facili profeti ci assumeremo la responsabilità di non lasciare i quartieri soli, in balia di una azione amministrativa sempre meno attenta e lontana dai bisogni reali della città”.

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