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Quasi 3.500 firme per istituire l'area protetta del fiume Ronco

La petizione richiede l'istituzione dell'area protetta. - spiega Roberto Riguzzi dell'associazione - Questa, oltre a non rappresentare un vincolo per attività turistico - sportive, chiuderebbe in modo definitivo il problema di nuove cave

L’associazione I Meandri da oltre dieci anni si batte per la tutela del Fiume Ronco e la sua valorizzazione ambientale, organizzando pedalate, visite guidate, cene e convegni scientifici. Grazie a questa attività, l’Associazione ha raggiunto una conoscenza di questi territori e dei suoi ecosistemi approfondita e competente. Circa un anno fa ha promosso la petizione popolare che richiede la tutela delle zone di maggior pregio ambientale tra Magliano e Selbagnone.

“Parliamo del bosco allagato, della vegetazione a tunnel sul fiume, gli stagni ricchi di anfibi, le stazioni dove crescono piante rare, che fanno di questa zona a due passi da Forlì e Forlimpopoli un vero scrigno di biodiversità, riconosciuto a livello europeo dal Sito di Importanza Comunitaria (SIC) “Meandri del Fiume Ronco”.La petizione richiede l’istituzione dell’area protetta. - spiega Roberto Riguzzi dell'associazione - Questa, oltre a non rappresentare un vincolo per attività turistico - sportive, chiuderebbe in modo definitivo il problema di nuove cave e sarebbe un chiaro indirizzo per la rapida dismissione dei frantoi esistenti. Inoltre consentirebbe l’accesso a finanziamenti pubblici e sarebbe di volano al turismo del nostro territorio”.

Il Comune di Forlì a breve discuterà in Consiglio Comunale l’Accordo Territoriale del Fiume Ronco. L‘associazione ha consegnato al sindaco Roberto Balzani il risultato ottenuto: 3.350 firme, raccolte principalmente nei territori interessati dal futuro parco. Un vero record per un’area protetta.

“Purtroppo – continua Riguzzi - nel testo dell’Accordo Territoriale manca il tema area protetta e il no definitivo a nuove cave. Si riscontrano invece progetti sulla cui sostenibilità ambientale l’Associazione I meandri da sempre ha evidenziato i suoi dubbi. L’accordo territoriale di fatto non ha l’obiettivo prioritario della salvaguardia ambientale dell’area, ma è sbilanciato verso interventi urbanistici. La consegna delle firme chiede che il SIC diventi il protagonista dell’Accordo, non come si evince dal testo in discussione, un dettaglio marginale della pianificazione territoriale. Speriamo in questo modo di convincere l’amministrazione comunale di inserire nell’accordo territoriale l’impegno ad istituire l’area protetta in tempi rapidissimi e a confermare l’impegno contro l’apertura di nuove cave nella zona dei Meandri del Fiume Ronco”.

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