Quella volta che a Rocca San Casciano cantò Pavarotti nel racconto di Dodo

Nella rubrica video “do ciacri” su Fb i ricordi della grande amicizia tra il mitico “Big Luciano” e il grande impresario rocchigiano Cappelli

Era il 25 luglio del 1987, quando un mito del canto lirico, il tenore Luciano Pavarotti, approdò a Rocca San Casciano, in una piazza Garibaldi gremita ed entusiasta per un evento tanto importante, che tantissime piazze, anche di città molto più grandi del piccolo paese della Valle del Montone, non possono annoverare. A motivo di quella storica serata, vi fu il grande rapporto di amicizia che legava “Big Luciano” al rocchigiano Carlo Alberto Cappelli, editore ed impresario teatrale della prosa, della lirica e della danza, tanto stimato e quotato da trattare con artisti di fama internazionale.

“Il Maestro Pavarotti inizialmente ci disse che sarebbe venuto a Rocca ad aprile, ma io osservai che ad aprile alla sera all’aperto in piazza è freddo e sarebbe stato meglio in estate, e Pavarotti con il suo fare sempre gioviale e disponibile, rispose: allora verrò in luglio”. Lo racconta Adolfo Frattagli, per tutti Dodo, nella quinta puntata della rubrica video “do ciacri”, ideata da Vincenzo Bongiorno, curata con la collaborazione del giovane Davide Pieri, e visibile nella pagina facebook del Progetto Cambia Vita. “Grazie alla signora Cappelli - spiega Dodo intervistato da Bongiorno - riuscimmo ad andare nel camerino del grande tenore al termine di una prova generale dell’opera lirica “L’elisir d’amore” a Bologna, e così lo invitammo come Associazione lirica prosa e danza Carlo Alberto Cappelli”. Sulla grande amicizia tra Cappelli e Pavarotti, Dodo ricorda: “La signora Cappelli una volta mi raccontò che un giovane Pavarotti, agli inizi della sua carriera, parlando con l’amico e impresario Cappelli gli chiese se secondo lui era il caso di continuare nel canto o forse era meglio mettersi a fare il maestro elementare, e Cappelli non ebbe dubbi: tu canta, perché hai la voce per diventare un grandissimo tenore”.

A “do ciacri” inoltre Dodo ripercorre la straordinaria storia dell’Associazione “Carlo Alberto Cappelli”: “Nacque agli inizi degli anni ’70, quando andavamo ad ascoltare musica in casa di Valerio Frassineti, che ne fu il primo presidente con grandi idee ed entusiasmo. Con noi ad animare l’Associazione sin dall’inizio vi erano anche Emilio Biserni, Giovanni Pentoli e tanti altri. Poi un grande grazie va alle tante persone che negli anni ci hanno sempre sostenuto con il loro operare, e tra queste il vicepresidente Mario Biserni, l’Assunta Mini, il commercialista Federico Mancusi, Tiziano e Marcella Bandinelli, Beppe di Roma, la Pro Loco del paese, gli sponsor, i tanti volontari per allestire al meglio le serate”.

E tornando a quella magica sera del 25 luglio 1987, Dodo ricorda: “L’amico e grande pittore francese Alain Delmas al termine della serata regalò a Pavarotti un ritratto che aveva realizzato per lui. Il Maestro lo gradì molto e di suo pugno scrisse "Ricordo di Rocca San Casciano 87”". Il pittore Delmas è un artista legato a Rocca e ne ha dipinto negli anni diversi scorci e anche la bella piazza centrale, piazza Garibaldi “Quella piazza Garibaldi - commenta Bongiorno - su cui per sempre si potrà raccontare ai posteri: qui una sera d’estate cantò il grandissimo tenore Luciano Pavarotti”.

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