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"Questioni di cuore", un film per combattere l'infarto

Infarto, cosa fare e come comportarsi spiegati attraverso un film. Sarà, infatti, "Questioni di cuore" di Francesca Archibugi il filo conduttore del convegno "La cultura della salute"

Infarto, cosa fare e come comportarsi spiegati attraverso un film. Sarà, infatti, “Questioni di cuore” di Francesca Archibugi il filo conduttore del convegno “La cultura della salute”, organizzato, sabato 8 ottobre, dall’U.O. di Cardiologia dell’Ausl di Forlì, diretta dal dott. Marcello Galvani. L’incontro è stato promosso in occasione della manifestazione “Cardiologia Aperta”, tradizionale momento d’incontro fra cittadini e operatori sanitari dell’unità, inserito, anche quest’anno, nel programma della Settimana del Buon Vivere, grande evento promosso nella provincia di Forlì-Cesena da Legacoop, Irst e Lilt.

Il format dell’iniziativa, in programma a partire dalle 9, in sala Pieratelli (ospedale “Morgagni-Pierantoni”), ricalca quello sperimentato con successo nel dicembre scorso col congresso “Questioni di cuore: l’infarto miocardico nell’era della comunicazione globale”, pensato per spiegare sia la malattia sia il funzionamento dei servizi offerti dall’unità e il corretto modo di utilizzarli attraverso la storia del film “Questione di cuore”, che racconta l’esperienza di due persone colpite lo stesso giorno da infarto miocardico. I lavori saranno quindi scanditi dalla proiezione di video-clip tratti dal film, che serviranno ad introdurre le varie relazioni, dirette ad accrescere la consapevolezza dei cittadini su quella che rimane la principale emergenza in ambito cardiologico. Si illustrerà, così, “Quando il dolore toracico rivela l’infarto” e “Come riaprire la coronaria chiusa in corso di infarto miocardico”, e si parlerà di “Relazioni di cura in Terapia Intensiva Cardiologica”, di prevenzione e recidive. Verrà, inoltre, presentato ai cittadini il peculiare percorso attivato, da qualche anno, dall’U.O. di Cardiologia dell’Ausl di Forlì, in collaborazione col 118, per fronteggiare l’infarto miocardico acuto. Grazie a tale percorso, è stato abbreviato al massimo il tempo fra diagnosi e riapertura della coronaria e, in quattro anni, si sono effettuate quasi 900 angioplastiche primarie. I risultati non sono mancati: a partire dal 2006, nella provincia di Forlì-Cesena, la mortalità per infarto miocardico acuto si è più che dimezzata (-56%), arrivando all’attuale 4,8%, mentre la degenza media è passata dal 9 a 6 giorni (-31%).

«La nostra unità – illustra il dott. Marcello Galvani – sottopone ad angioplastica primaria, vale a dire all’apertura, attraverso il palloncino, dell’arteria chiusa responsabile dell’infarto, tutti i pazienti a rischio individuati grazie all’elettrocardiogramma eseguito a domicilio dal 118. Prima, il paziente con sintomo di dolore al petto doveva recarsi al Pronto Soccorso, effettuare l’elettrocardiogramma e attendere la valutazione del cardiologo; solo a quel punto poteva essere inviato al laboratorio di Emodinamica. Ora, invece, il cardiologo, ricevuti in tempo reale i risultati dell’esame eseguito a domicilio, può subito disporre la riapertura coronarica. In questo modo, in media, si hanno tempi inferiori di circa 30 minuti rispetto a quelli considerati standard. Si tratta di un modello organizzativo che rispecchia perfettamente quei principi di universalità alla base della riforma sanitaria del 1978».

Oltre a fare il punto sul trattamento dell’infarto, il convegno metterà l’accento sull’importanza della comunicazione in Cardiologia, con una tavola rotonda cui parteciperanno, fra gli altri, il Direttore generale dell’Ausl di Forlì Licia Petropulacos e l’assessore alle politiche di welfare del Comune di Forlì Davide Drei. Chiaramente, pazienti e cittadini potranno intervenire ponendo domande e chiedendo ulteriori spiegazioni.

«Come ogni diritto, anche quello alla salute implica un dovere che, nel caso specifico, consiste nello sforzo, richiesto al cittadino, di impegnarsi a conoscere il funzionamento del sistema sanitario – illustra il dott. Filippo Ottani, dell’U.O. di Cardiologia dell’Ausl di Forlì, ideatore dell’iniziativa insieme al dott. Andrea Pozzati, responsabile dell’U.O. Semplice Cardiologia di Bazzano, e al dott. Galvani – Dall’altra parte, il medico ha l’obbligo di comunicare in modo chiaro, ma non semplicistico, le dinamiche e le nuove opportunità che la medicina può offrire. E’ necessaria un’opera di educazione continua al dialogo bidirezionale medico-paziente-medico: occorre soffermarsi ad ascoltare la storia di ogni singolo malato, perché ascoltare significa restituire un senso sia alla sua richiesta di aiuto sia ai gesti terapeutici, così da costruire una vera alleanza medico-paziente, filo conduttore del processo di cura».

A ogni partecipante sarà consegnata una cartellina con opuscoli volti a sensibilizzare sui corretti comportamenti per un sano stile di vita.
 

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