Cronaca

Quindici anni fa la scomparsa di Mariacristina Gori, "Ha percorso le vie della Bellezza"

Mariacristina Gori, all’insegnamento ha sempre affiancato un’intesa attività pubblicistica, dando alle stampe oltre cento opere di studio sul patrimonio artistico locale

Era il 2 ottobre del 2006 quando un drammatico incidente stradale si portò Mariacristina Gori, apprezzatissima storica dell’arte, studiosa e insegnante. Tanti gli attestati di stima della città di Forlì, tra cui l'intitolazione di un parco nel quartiere Romiti. Sabato, alle 18, è stata celebrata una messa in suo ricordo nella chiesa del Suffragio, alla presenza anche del marito Franco Sami. Gori, all’insegnamento ha sempre affiancato un’intesa attività pubblicistica, dando alle stampe oltre cento opere di studio sul patrimonio artistico locale.

"La sua figura rimane, vividissima, nel ricordo di tutti noi - afferma il sindaco di Forlimpopoli, Milena Garavini -. Docente di storia dell’arte ma anche, e soprattutto, raffinata studiosa e instancabile divulgatrice, Mariacristina è stata un modello e una guida per tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerla. Per questo motivo desidero ricordarla, insieme all’intera Amministrazione Comunale di Forlimpopoli, in questa ricorrenza, nel segno non solo della condivisione del ricordo ma anche della continuità di intenti.  Dopo la laurea a Bologna con Luciano Anceschi e il perfezionamento sotto la guida di Anna Maria Matteucci, la sua carriera professionale ha preso l’avvio nel 1982 al Liceo-Ginnasio “V. Monti” di Cesena dove insegnerà senza soluzione di continuità fino al 2006.  In parallelo il suo curriculum di studiosa si arricchisce con pari continuità grazie all’instancabile e variegatissima attività di ricerca condotta con grande passione e altrettanto rigore scientifico".

"Il territorio romagnolo viene minuziosamente scandagliato e indagato. Non vi è archivio – pubblico o privato – che non sia stato praticato da Mariacristina o carte che non vengano da lei compulsate e interrogate - prosegue -. Il suo interesse travalica ogni genere, anche minore, e ogni epoca. Con grande disponibilità e generosità Mariacristina ha sempre messo a parte degli esiti delle sue ricerche le comunità, scientifiche e non, attraverso una miriade di incontri dal vivo e pubblicazioni. Le vengono presto affidati importanti incarichi e viene coinvolta nella progettazione scientifica di mostre, anche di grande respiro come, su tutte, “Melozzo da Forlì. La sua città, il suo tempo” e “I Beni della Salute. Il patrimonio dell’Azienda Sanitaria di Forlì”. Mariacristina entra di diritto a fare parte di alcune fra le più importanti e prestigiose Accademie in terra di Romagna. Ma, soprattutto, indelebile resta il ricordo fra gli studenti che hanno avuto l’opportunità di frequentare le sue lezioni al Liceo Monti di Cesena, dove ha formato una nuova generazione di studiosi e di studiose ma, soprattutto, di cittadini e di cittadine cui un giorno sarà demandato il compito di preservare il meraviglioso patrimonio di arte e di storia che vive intorno a noi".

"Anche a Forlimpopoli - prosegue Garavini - Mariacristina ha lasciato testimonianza del suo lavoro di studiosa e ricercatrice. Grazie all’incontro e alla consonanza di sentire con personalità come Bruno Vittori, Alberto Aramini, e Tobia Aldini, ha avuto modo di sviscerare tanti aspetti della produzione artistica locale rintracciando e recuperando sempre gli stretti legami di quest’arte di periferia con contesti e produzioni ‘più alte’: suoi i contributi sulle arche degli Zampeschi in San Rufillo, sui pittori Antonio Fanzaresi e Paolo Bacchetti, sullo scultore Roberto de Cupis, sulle chiese della Madonna del Popolo e di San Cristoforo di Selbagnone, sull’ospedale di Forlimpopoli, sugli apparati decorativi del santuario della Beata Vergine delle Grazie di Fornò e delle “ville di delizie” che costellano le campagne forlimpopolese e bertinorese".

"A Maria Cristina non possiamo quindi che rinnovare il più sentito ringraziamento per quest’eredità di studi che rappresenta una vera e propria miniera per tutti coloro che vorranno ulteriormente approfondire il patrimonio storico-artistico del nostro territorio. Un grazie che estendiamo, con un abbraccio, al marito Franco, insieme al figlio Giovanni, per l’impegno che continua a profondere nella divulgazione degli studi di Maria Cristina - conclude -. Mariacristina che, per tutti noi, ha percorso le vie della Bellezza. Di quella Bellezza che – ce lo auguriamo in momenti così bui come quelli che stiamo attraversando – “salverà il mondo”. E lo ha fatto, con la levità e il garbo che le erano propri. Mariacristina ha percorso le vie di una Bellezza intesa non solo come canone estetico ma anche, e soprattutto, come categoria morale, da identificarsi in quella ‘aspirazione alla pienezza’ e al compimento interiore che sono insiti in ciascuno di noi".
 

La biografia

Nata a Forlì il 31 agosto 1954, Gori si è laureata a Bologna nel luglio del 1977, con una tesi sulla Poetica di Federico Barrocci seguita da Luciano Anceschi, e successivamente pubblicata negli Atti dell'Accademia Clementina di Bologna. Il 4 marzo 1980 ha conseguito, sempre a Bologna, il Diploma della Scuola di Perfezionamento in Storia dell'Arte con una tesi in Storia dell'Arte Medievale e Moderna, sotto la guida di Anna Maria Matteucci, con la quale ha condiviso successivamente una ricerca con il Cnr sulla decorazione in Emilia Romagna.

Nel 1982 vinse il concorso per l'insegnamento di Storia dell'Arte, a cui seguì nel 1985 la nomina di docente di ruolo per la cattedra di Storia dell'Arte al Liceo Classico “Vincenzo Monti” di Cesena. Nel 1993 venne nominata Ispettore Onorario della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena. Fu nello stesso tempo membro di numerose accademie e associazioni culturali: Filopatridi, Benigni, Filergiti, Studi Romagnoli, Soroptimist, socio corrispondente della Deputazione di Storia Patria delle Province di Romagna, membro della Commissione Diocesana di Arte Sacra di Forlì e Bertinoro e del Comitato provinciale Forlì-Cesena dell'Istituto per la Storia del Risorgimento a Roma. Di grande rilievo e di costante impegno la sua collaborazione con le riviste “Il Carrobbio”, “Romagna Arte e Storia”, “La Piè”, “Studi Romagnoli”, “Il Melozzo”, “Forlimpopoli-Documenti e Studi”.

Dal 1999 collaborò con la delegazione FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano) di Cesena e di Forlì, di cui fu membro delegato per la cultura. Oltre a un cospicuo regesto di saggistica, si deve a Mariacristina Gori la responsabilità scientifica di diverse mostre: La pittura della finzione, Architettura e decorazione a Forlì nei luoghi dello spettacolo fra '800 e '900 (Forlì 1997); I beni della salute. Il patrimonio dell'Azienda Sanitaria di Forlì, con Ulisse Tramonti (Forlì 2004), Mauro Guidi fra utopia e realtà (1761-1829) con Daniela Savoia (Cesena 2005); L'arte per la città. Presenze in alcuni luoghi di incontro e di lavoro (Forlì 2006).

Nel 2011 in occasione della pubblicazione del volume L'arte in Romagna dal Rinascimento all'Eclettismo. Scritti scelti (1978-2006) a cura di Ulisse Tramonti Giovanni e Franco Sami hanno voluto ricordare l'appassionata ricerca di Mariacristina intorno alla pittura di Pompeo Randi, promuovendo il restauro di tre opere della Pinacoteca Civica di Forlì, particolarmente significative e con problemi di conservazione: Autoritratto con cappello, Ritratto di Amalia Romagnoli Randi, San Pietro.
Nell'anno seguente, sempre per volontà della famiglia, in suo ricordo sono stati restaurati 3 antichi testi del XIII secolo della biblioteca Malatestiana. Il 6 ottobre del 2018 venne intitolato ai Romiti un parco alla sua memoria.

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