Raccolsero 500 firme contro la nuova raccolta dei rifiuti. Ed ora? "Non è così male"

A parlare sono Barbara Rocchi e Giampaolo Samorì, i due promotori della petizione anti-Alea di Castrocaro. La loro si potrebbe definire in apparenza una bella retromarcia, ma non si tratta di un ‘pentimento’

Quando la raccolta dei rifiuti targata ‘Alea’ doveva arrivare nel loro comune, Castrocaro, si sono fatti promotori di una raccolta di firme che in poche settimane ha messo assieme circa 500 sottoscrizioni. Ed ora, a più di due mesi dalla partenza del sistema ‘porta a porta a tariffa puntuale’? La tensione pare svanita: “Qualcosa da rettificare ancora c’è, ma non è così male. Siamo più convinti della necessità di differenziare”. A parlare sono Barbara Rocchi e Giampaolo Samorì, i due promotori della petizione anti-Alea di Castrocaro. La loro si potrebbe definire in apparenza una bella retromarcia, ma non si tratta di un ‘pentimento’: “Alea nei nostri Comuni è partita con un approccio autoritario, specialmente gli addetti alla distribuzione dei nuovi bidoni. Poi però abbiamo avuto un contatto con la dirigenza di Alea e abbiamo trovato un atteggiamento più costruttivo e sono stati messi nero su bianco importanti cambiamenti. Certo, c’è ancora molto da fare”.

Rocchi e Samorì, d’altra parte, spiegano che “non siamo mai stati contrari ad una maggiore differenziata e non siamo mai stati politicizzati”. Da qui, quindi, un atteggiamento più laico che ha permesso loro di rivedere l’approccio, senza liquidare però l’esperienza della raccolta firme. Ricorda Samorì: “Il problema principale era quello della dimensione dei contenitori. Gli addetti alla distribuzione volevano imporre quelli da 120 litri a tutti, ad alcuni arrivarono a dire che c’era posto in garage e che bastava lasciare la macchina in strada, una sorta di esproprio. Atteggiamenti che hanno indispettito molte persone. La raccolta firme è nata quando a mia madre, 86 anni e residente nel centro storico di Terra del Sole, in uno stabile senza ascensore con scale ripide, è stato affibbiato il contenitore da 120 litri senza neanche possibilità di disquisizione. Ci siamo accorti che molti anziani di Castrocaro e Terra del Sole si trovavano nello stesso disagio”.

“Nelle riunioni con la cittadinanza gli addetti continuavano a dire ‘per i problemi mi chiamate e vediamo’. Poi però prendere anche la linea con Alea era impossibile e quando l’operatore rispondeva spesso e volentieri si è rivelato impreparato”, spiegano i promotori. Anche i tempi di avvio sono stati troppo serrati: “L’informazione è partita in estate per un avvio fissato a settembre”.

Poi, però, continuano i due promotori, “nel contatto con la dirigenza di Alea abbiamo trovato un atteggiamento più costruttivo. Molti casi sono stati riconsiderati e in luogo dei bidoni grandi sono stati consegnati quelli più piccoli da 30 litri. Sono state fatte altre riunioni coi cittadini in cui sono stati analizzati tutte le problematiche e i dubbi, assemblee diverse da quelle iniziali. Infine ci hanno risposto per iscritto accogliendo molte delle richieste, ritenendole legittime, per esempio il bidone solidale per pannolini e pannoloni ad un costo simbolico”. Continuano Rocchi e Samorì: “Venendo da Treviso, dove il sistema è in vigore da molti anni, probabilmente si erano dimenticati di come si conduce una fase di avvio”.

Ed ora? “Criticità ce ne sono ancora tante”, sempre Rocchi e Samorì. Ma “non è così male”. Dice Rocchi: “Se differenzi bene, effettivamente l’indifferenziato è pochissimo. Sono passati oltre due mesi dall’avvio e noi il contenitore del secco non lo abbiamo ancora esposto una volta. Noi l’abbiamo in casa e nel nostro negozio ed è pieno per metà, quello di 30 litri, non quello di 120 che ci volevano dare inizialmente e che non avremmo saputo dove mettere, specialmente nel negozio. Un passaggio alla settimana per il ritiro poi è sufficiente”. Due mesi coi rifiuti, per quanto pochi, in un ambiente domestico e di lavoro, non c’è problema di puzza? “No, ovvio che certi rifiuti, per esempio gli assorbenti da donna, li si devono chiudere in un sacchettino prima di gettarli”. Insomma, dalla petizione all’apertura verso il nuovo sistema di raccolta, nella convinzione che la raccolta firme è servita a migliorare il servizio.

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