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Ragazzina disabile a scuola troppo lontano. Battaglia a Villafranca

"Non si tratta di un campionato di calcio, Villafranca in serie B per decisione degli arbitri, senza essere scesi in campo per giocare la partita". E' il coordinatore di quartiere, Euro Camporesi

“Non si tratta di un campionato di calcio, Villafranca in serie B per decisione degli arbitri, senza essere scesi in campo per giocare la partita”. E' il coordinatore di quartiere, Euro Camporesi, a denunciare la situazione di una 12enne disabile “costretta” ad andare a scuola lontano da casa e amici per “motivi burocratici”. Anche l'associazione genitori di Villafranca e San Martino in Villafranca interviene sull'argomento entrando nello specifico.

I genitori si chiedono “se è giusto che una dodicenne, disabile, riconosciuta invalida civile, debba andare in una scuola diversa da quella richiesta, nonostante il medico curante, l’Associazione Invalidi, il neuropsichiatra, siano concordi nell’affermare che questo spostamento aggraverebbe la sua situazione già molto difficile, invece che  inserirla nella scuola media, adiacente alle scuole primarie, che sta terminando con i propri compagni”.

La motivazione sarebbe numerica: “La scuola secondaria di I° grado di Villafranca, dove la bambina si era iscritta per continuare il suo percorso scolastico insieme ai suoi compagni, non ha problemi di spazio per accoglierla, allora perché spostarla nel plesso P. Maroncelli, per garantire la terza classe, e mettere in gravi difficoltà la bambina, la famiglia (mamma senza patente, papà lavoratore e nonni anziani)? - continua la nota dell'associazione genitori - ci sembra inammissibile, che la bambina possa prendere un autobus di linea, da sola. La bambina è stata indirizzata verso l’altro plesso perché per il prossimo anno scolastico risultavano iscritti 32 alunni, numero insufficiente per fare due classi, ma troppo numeroso per fare una classe con disabile. Perché, allora, non promuovere il rientro di alunni iscritti in altre scuole ma di bacino d’utenza, invece di accanirsi contro chi è indifeso?” I genitori fanno un appello perchè la bambina possa rimanere a Villafranca.

L'assessore all'istruzione del Comune di Forlì, Gabriella Tronconi, spiega come le competenze siamìno dell'Ufficio scolastico Provinciale eo dello stesso dirigente scolastico. "Il comitato dei genitori avrebbe dovuto muoversi prima, a gennaio, quando sono partite le iscrizioni, cercando di tenere tutti gli utenti del bacino di Villafranca, 46 mi pare, in modo da riuscire a formare le due classi".

“E' proprio qui che si accaniscono le normative, la burocrazia, i numeri, ma soprattutto l'indifferenza ai problemi sociali di molte istituzioni pubbliche – conclude Camporesi - Non pensiamo sia scritto da qualche parte che è sempre il turno di Villafranca quello di retrocedere in serie B o C, favorendo le solite realtà  cittadine che rimangono fisse in serie A.
Il quartiere di Villafranca non ci sta a questo gioco. Aspettiamo risposte trasparenti, non giri di parole dalle istituzioni amministrative locali, amministrative e dirigenziali scolastiche”.

 

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