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Chirurgia informatizzata, al "Morgagni-Pierantoni" arriva la Rai

Le telecamere della Rai all’ospedale “Morgagni-Pierantoni” per raccontare il percorso chirurgico informatizzato messo a punto dall’Ausl di Forlì. Il servizio andrà in onda venerdì

Le telecamere della Rai all’ospedale “Morgagni-Pierantoni” per raccontare il percorso chirurgico informatizzato messo a punto dall’Ausl di Forlì. L’esperienza, riconosciuta dall’Eipa (European Institute of Public Administration) fra le cinque migliori best practises a livello europeo nel campo delle pubbliche amministrazioni in occasione del premio biennale Epsa 2011 (European Public Sector Award), sarà, infatti, al centro del servizio, realizzato dalla giornalista Tindara Caccetta, in onda venerdì, alle 12.25, nel corso della popolare rubrica “Fuori Tg” di Rai3.

Attraverso interviste ai professionisti che hanno ideato e curato il progetto, e immagini girate in ospedale, verrà ricostruito l’intero percorso chirurgico informatizzato, all’interno del quale sono state individuate 16 diverse fasi. Ciascuna di queste ha un operatore responsabile che, con un piccolo palmare, legge i codici a barre associati a ogni sequenza, registrando luogo, tipo e tempo di attività svolta; i dati così raccolti vengono poi utilizzati per un cruscotto grafico che può essere consultato via web dal chirurgo e da altri professionisti per apportare, se necessario, ulteriori miglioramenti all’organizzazione. In questo modo, è possibile assicurare, oltre alla continua e corretta identificazione del paziente, un perentorio controllo delle operazioni eseguite su quest’ultimo. Tutto ciò, a garanzia che “il paziente giusto si trovi nella sala operatoria giusta per il giusto intervento chirurgico”.

Nel suo complesso, il sistema informatizzato di sala operatoria, attivo da gennaio 2009, ha permesso la registrazione dei percorsi di 10.395 interventi, nel periodo gennaio 2009-dicembre 2010, con significativi risultati: riduzione delle urgenze dal 25% al 16%, in virtù di una più precisa programmazione, e miglioramento del tempo di occupazione della sala, passato dal 71% al 79%. Non è dunque un caso se l’Europa ha deciso di premiare l’esperienza forlivese, che, durante la cerimonia andata in scena a Maastricht nel novembre scorso, ha ricevuto unanimi consensi.

«I responsabili del premio ci hanno fatto i complimenti, e non è stato così per tutti gli elaborati in concorso – ricorda il direttore generale dell’Ausl di Forlì Licia Petropulacos – questo perché effettivamente il nostro progetto ha molti pregi: è stato realizzato a costi bassissimi, implementando le tecnologie già esistenti, su tutte l’informatizzazione; è facilmente riproducibile ed applicabile; ed è stato sviluppato integralmente a livello locale, a partire dalle esigenze degli operatori. Con un piccolo investimento, quindi, pari a poche migliaia di euro contro i milioni di quelli presentati da altri paesi, abbiamo portato a casa un grande risultato. Il tutto a partire dalle idee di persone giovani che hanno lavorato e hanno poi saputo coinvolgere tutti gli operatori della sala operatoria».

Gli autori del progetto sono, infatti, l’ingegnere Matteo Buccioli e il dott. Vanni Agnoletti, dell’U.O. Anestesia-Rianimazione, con la supervisione del dott. Giorgio Gambale, direttore del Dipartimento dell’Emergenza e dell’U.O. di Anestesia-Rianimazione dell’Ausl di Forlì. «L’idea – raccontano – è nata dall’esigenza all’interno del blocco operatorio di conoscere meglio il percorso del paziente chirurgico, ridurre il rischio per il paziente e produrre dati per migliorare il lavoro di tutti». Davanti alle telecamere della Rai sono stati proprio loro a illustrare il progetto, insieme al prof. Claudio Vicini, direttore del Dipartimento di Chirurgie Specialistiche e dell’U.O. di Otorinolaringoiatria dell’Ausl di Forlì, e al direttore generale Licia Petropulacos.

 

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