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Raid vandalico sulla tomba del Duce, due indagati

Svolta nelle indagini relative al raid vandalico del 27 novembre scorso sulla tomba di Benito Mussolini, nel cimitero di San Cassiano a Predappio. Nel mirino della Procura di Forlì sono finiti due anarchici

Svolta nelle indagini relative al raid vandalico del 27 novembre scorso sulla tomba di Benito Mussolini, nel cimitero di San Cassiano a Predappio. Nel mirino della Procura di Forlì sono finiti due anarchici. Ai quotidiani cartacei subito dopo l'episodio era arrivata la rivendicazione firmata dal gruppo “Partigiani per la libertà”. Ma gli inquirenti sono al lavoro per vedere possibili collegamenti con atti vandalici a sfondo politico.

“La Voce di Romagna”, nell'articolo a firma di Paolo Bertuccio, ha sottolineato che dietro le scritte sulla cripta del Duce (“Fascisti e clero complici corrotti” e “L'unico fascista buono è quello morto”) ci sarebbero rivalità tra elementi di estreme destra e sinistra. Questa rivalità, secondo diverse ipotesi, avrebbero dato vita ad episodi di recrudescenza non solo nel Forlivese, ma anche nel Ravennate.


Nel mirino degli investigatori il raid con bomboletta a spray del 17 gennaio scorso nella sede forlivese di Equitalia in viale Roma e l'attacco incendiario del 4 dicembre scorso alla banca di Ravenna.

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