Benzinaio rapinato e accoltellato, la fuga dura 4 giorni: presi due banditi

Secondo quanto ricostruito, i banditi, armati di una pistola scacciacani e di un coltello, hanno atteso che il benzinaio uscisse di casa per mettere a segno il colpo

E' durata appena quattro giorni la fuga di due dei quattro banditi che sabato scorso hanno aggredito e rapinato fuori la propria abitazione il malcapitato benzinaio della stazione di servizio "Energia Fluida". Gli agenti della Squadra Mobile di Forlì, guidati dal dirigente Claudio Cagnini, insieme ai Carabinieri del Nucleo Investigativo, al comando del nuovo capitano Amedeo Conzales, hanno assicurato alla giustizia due giovani albanesi di 21 e 23 anni, entrambi già noti alle forze dell'ordine (uno per precedenti specifici in furti in ville e rapine), gravemente indiziati di aver partecipato all'agguato.

LE ACCUSE - Il lavoro degli investigatori è stato coordinato dal pubblico ministero Antonio Vincenzo Bartolozzi. Il primo è stato individuato nei pressi dello scalo ferroviario di Genova, mentre il secondo nella zona di Bergamo. Probabilmente si stavano preparando a fuggire nel loro paese d'origine. Entrambi dovranno rispondere delle accuse di rapina aggravata (perchè commessa con armi) in concorso, lesioni, porto d'armi e porto di oggetti atti ad offendere. I due, individuati con la collaborazione della Polfer del capoluogo ligure e della Squadra Mobile bergamasca, sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria per pericolo di fuga.

LE INDAGINI - Nel registro degli indagati sono stati iscritti altri nomi. Tra questi ci sarebbe anche colui che ha fornito le indicazioni utili per metter a segno il colpo. Gli inquirenti sono arrivati ai due rapinatori attraverso una serie di elementi. Su tutti un'auto sospetta, una "Mercedes", vista girare nei pressi dell'abitazione del malcapitato, e la presenza di una donna di nazionalità albanese, che si prostituiva a Forlì negli stessi giorni in cui i rapinatori erano in città per studiare i movimenti della vittima. Utili ai fini delle indagini anche le immagini delle telecamere di sorveglianza di alcune attività nella zona della rapina e alle foto scattate alle vetture in transito al casello autostradale di Forlì.

LA RAPINA - Secondo quanto ricostruito, i banditi, armati di una pistola scacciacani e di un coltello, hanno atteso che il benzinaio uscisse di casa per mettere a segno il colpo. Il malcapitato, un trentenne marocchino, in quei giorni responsabile dell'area di servizio poichè il titolare era in ferie, aveva con se uno zainetto all'interno del quale vi era l'incasso, circa 20mila euro. Ha provato a reagire, ma è stato colpito prima alla testa col calcio dell'arma e quindi con una coltellata allo stomaco (prognosi di 14 giorni). Dagli accertamenti sembrerebbe che ad impugnare la pistola fosse il 21enne. Gli investigatori sono sulle tracce anche degli altri due malviventi che hanno messo a segno la violenta rapina.

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