Rapina da 17mila euro col nastro adesivo, catturati i responsabili

Presi i responsabili della rapina a mano armata commessa il 17 febbraio scorso alla Cassa di Risparmio di Rimini, in viale Roma 12. Si tratta di Pietro Di Grado, 22enne di Caltanisetta, e Francesco Alfio Iuvara, catanese di 42 anni

Presi i responsabili della rapina a mano armata commessa il 17 febbraio scorso alla Cassa di Risparmio di Rimini, in viale Roma 12. Si tratta di Pietro Di Grado, 22enne di Caltanisetta, e Francesco Alfio Iuvara, catanese di 42 anni, arrestati dalla Squadra Mobile di Forlì, coordinati dal dirigente Claudio Cagnini, in esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal pubblico ministero Marco Forte e firmata dal gip Rita Chierici.

I due si trovano già in carcere dallo scorso aprile ad Ivrea per aver commesso una rapina in un istituto di credito della città piemontese. Gli inquirenti non escludono che la coppia, che da tempo non aveva legami con la propria terra, sia responsabile di una serie di colpi anche in altre città del nord Italia. La tecnica utilizzata era sempre la stessa. Il ragazzo entrava in banca fingendo di voler aprire un conto corrente. Pochi istanti più tardi si materializzava il complice, calvo, ed armato di cutter.

Quindi scavalcavano il bancone per ripulire la cassa, per poi dileguarsi non prima di aver bloccato con dello scotch i dipendenti. Così andò anche per la rapina di viale Roma, che fruttò 17mila euro. Subito sono scattate le indagini della Squadra Mobile. Fin da subito sono state visionate le immagini delle telecamere di videosorveglianza, con divulgazione a livello nazionale delle foto, ascoltati i testimoni e repertato alcune impronte papillari.

Queste appartenevano al 22enne. Altri riscontri sono arrivati anche dai tabulati telefonici, che hanno permesso di ricostruire anche i giorni precedenti della rapina. I due siculi erano arrivati in Romagna il 13 febbraio, alloggiando in un albergo di Forlimpopoli con le loro compagne. Per depistare le ricerche, utilizzavano le utenze telefoniche delle donne. Le celle di quest’ultime sono state agganciate in viale Roma proprio il giorno dell’assalto.

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Conferme sull’identità dei due banditi sono arrivate anche dal confronto tra i fotogrammi della banca e le fotosegnaletiche inviate da Ivrea. A quel punto i giochi erano fatti. Di Grado e Iuvara sono così stati raggiunti dall’ordine di carcerazione. Il lavoro degli investigatori prosegue per verificare eventuali responsabilità in altri assalti.

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