Assalto alla farmacia di Santa Maria Nuova, scatta l'arresto: resta il mistero sul bottino

Il cerchio delle indagini non si è concluso: resta infatti da capire che fine abbiano fatto i 6500 euro

Il momento della rapina

Finiscono dietro le sbarre anche per il colpo di Santa Maria Nuova di Bertinoro i tre catanesi responsabili della rapina commessa nella prima serata di sabato 23 gennaio alla Farmacia Maraldi. Al termine di un'attività investigativa condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Meldola, sotto la guida del luogotenente Gino Lifrieri e del capitano Marco Passarelli, e della stazione di Bertinoro, il giudice per le indagini preliminari Luisa Del Bianco, su richiesta del pubblico ministero Sara Posa, ha firmato le ordinanze di custodia cautelare in carcere per rapina aggravata in concorso: nei guai sono finiti S.S., un 34enne residente a Scandicci, C.P., 41enne residente a Poggio San Marcello (Ancona) e S.V., un 36enne residente a Palagonia (Catania).

Il terzetto era stato bloccato in flagrante dopo una rapina alla farmacia Zolino di Imola, lungo la via Emilia, che aveva fruttato loro 3mila euro. Per il 41enne si erano aperte le porte del carcere della Dozza di Bologna, mentre gli altri due erano stati associati agli arresti domiciliari. Per la rapina a Santa Maria Nuova erano stati denunciati. Si tratta di rapinatori seriali, già finiti in manette in passato per simili colpi sempre ai danni di farmacie. Due di loro erano anche noti per detenzione illegale di armi. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i malviventi avevano una buona conoscenza del territorio romagnolo, bazzicando tra il riminese e il pesarese.

LE RAPINE - Attraverso l'ausilio delle telecamere di videosorveglianza installate nel punto vendita e nelle aree vicine, gli uomini dell'Arma sono riusciti a ricostruire dettagliatamente i movimenti della banda. Il giorno precedente al colpo, l'occhio del 'Grande Fratello' li aveva immortalati transitare in zona, per poi dirigersi verso Imola. Probabilmente una sorta di sopralluogo preparatorio in vista degli assalti. La rapina alla Farmacia Maraldi si è concretizzata intorno alle 18.15. I tre hanno raggiunto Santa Maria Nuova di Bertinoro a bordo di una "Y10" chiara, appartenente alla compagna di uno dei banditi, estranea ai fatti. Dopo aver parcheggiato a debita distanza, prima di entrare in azione si sono travisati con cappucci, felpe e sciarpe. Il primo a presentarsi al banco dei farmaci è stato il 41enne, armato di un cutter. Una delle farmaciste ha cercato di allertare il 112 con un cordless, ma il telefono le è stato immediatamente strappato dalle mani. Pochi istanti dopo si sono materializzati a passo veloce i due complici, costringendo i dipendenti ed alcuni clienti in uno sgabuzzino. Impossessati del denaro, 6500 euro, si sono dileguati a tutta birra in direzione Imola. Alle 19,15 stesso copione, tentando di assaltare la farmacia imolese. Ma sono stati bloccati ed arrestati in flagrante dai Carabinieri della locale Compagnia.DSCF4834-2

LE PROVE - Gli uomini dell'Arma della Compagnia di Meldola hanno raccolto testimonianze ed analizzato le immagini delle telecamere di videosorveglianza dei due punti vendita. Ed è emerso come indumenti e movenze dei tre presentassero delle analogie. La prova del '9' l'ha data indirettamente uno dei tre: benchè fosse incappucciato, si riuscivano a scorgere chiaramente i lineamenti. L'analisi dei video immortalati dal sistema di sorveglianza urbano ed extraurbano tra Bertinoro e Imola ha invece permesso di evidenziare come la banda avesse una buona conoscenza del territorio.

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I tre avevano un modus operandi collaudato: infatti per non lasciare tracce telematiche spegnevano i cellulari, che nel caso dei due assalti del 23 gennaio erano stati trovati nascosti nel vano portaoggetti della Y10. Il cerchio delle indagini non si è concluso: resta infatti da capire che fine abbiano fatto i 6500 euro. Non si è esclude che la somma di denaro sia stata nascosta in un posto sicuro o affidata ad un'altra persona.

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