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La vittima mentre ringrazia il capitano Cristiano Marella

La vittima mentre ringrazia il capitano Cristiano Marella

Rapinarono signora in casa: presi con indagini "vecchio stile"

In manette è finito Danyel Frani, un albanese di 21 anni, fattorino di pizze, già arrestato a Riccione per spaccio di droga alla discoteca Cocoricò. Il complice, un connazionale di 23 anni, operaio edile, è stato denunciato

E' un'indagine vecchio stile quella che ha portato i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Forlì, diretti dal capitano Cristiano Marella, e della stazione di Castrocaro, diretti dal maresciallo Stefano Borreca, ad assicurare alla giustizia i responsabili della violenta rapina commessa nella tarda serata del 27 luglio scorso a Castrocaro ai danni di una signora residente in viale Marconi. In manette è finito Danyel Frani, un albanese di 21 anni, fattorino di pizze, già arrestato a Riccione per spaccio di droga alla discoteca Cocoricò.

Il complice, un connazionale di 23 anni, D.S. le sue iniziali, incensurato e operaio edile, è stato denunciato a piede libero. Per entrambi l'accusa è di rapina aggravata. Denunciata a piede libero anche un'amica di due rapinatori, una studentessa forlivese di 17 anni, per averli aiutati nel vendere un particolare orologio a pendolo ad un antiquariato della zona. Per la ragazzina l'accusa è di ricettazione.

LA RAPINA - Il violento episodio si è consumato la sera del 27 luglio. Erano circa le 23 e la vittima si trovava sola in casa a guardare la tv. Ad un certo punto ha cominciato ad avvertire dei rumori provenire dalla sala. Lì ha sorpreso due individui incapucciati. Subito i banditi si sono avventati contro la padrona di casa: uno le ha tappato la bocca, costringendola ad inginocchiarsi. L'altro invece ha fatto razzia di monili in oro, bigiotteria ed un orologio a pendolo di marmo a forma di sole e di color rosso.

L'AUTO - I malviventi sono fuggiti a bordo dell'auto della signora, una "Toyota Yaris". Ascoltata dagli inquirenti, dopo esser stata dimessa con sette giorni di prognosi, la signora ha affermato che i malviventi parlavano con un accento dell'est Europa. La piccola utilitaria è stata trovata parcheggiata dai Carabinieri dopo pochi giorni nel centro storico di Forlì, nei pressi di piazzale Guido Montelfetro. Gli uomini dell'Arma hanno iniziato a visionare le telecamere di videosorveglianza delle attività commerciali della zona, osservando nelle immagini le sagome di due individui lasciare l'auto ed incamminarsi verso il centro storico ed entrare nel porto di un'abitazione.

LE INDAGINI - Questo ha permesso di scoprire che in quell'abitazione abitava il 23enne D.S.. Da quel momento in poi i militari del Radiomobile hanno cominciato a studiare i movimenti del soggetto, scoprendo in particolare una frequentazione assidua con il 21enne Frani. Inseguiti giorno e notte, i due sono stati visti spesso girovagare per le vie del centro nelle ore notturne, in particolare negli ambienti legati allo spaccio della droga. Gli inquirenti hanno controllato alcuni soggetti avvicinati dai due extracomunitari, trovandoli in possesso di dosi di droga.

IL PENDOLO - Contemporaneamente i Carabinieri hanno controllato diversi mercati dell'antiquariato. L'intuizione si è rilevata efficace, poichè è stato trovato un orologio a pendolo simile a quello rapinato a Castrocaro. L'esercente l'aveva acquistato al prezzo di 130 euro da due ragazzine forlivesi, identificate grazie al registro vendite. Le attenzioni si sono focalizzate su una delle due, minorenne, vista spesso frequentare i due albanesi.

CHIUSO IL CERCHIO - Controllando il profilo Facebook dei tre sospettati, gli uomini dell'Arma hanno appurato come il 21enne fosse particolarmente attivo anche nello spaccio di stupefacenti. Gli ordinativi venivano fatti con un linguaggio convenzionale: "Facciamo una partita di calcetto con cinque per squadra" oppure "portami cinque pizze" era l'equivalente di cinque grammi di "roba".

L'ARRESTO - Frani, già ai domiciliari per esser stato sorpreso vendere droga al "Cocoricò" di Riccione, è stato raggiunto mercoledì da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Rita Chierici e richiesta dal pubblico ministero Fabio Di Vizio che ha coordinato le indagini. Oltre all'accusa di spaccio, dovrà rispondere di rapina aggravata (perchè commessa con violenza e da più di una persona). Il complice, reo confesso, è stato indagato a piede libero così come la ricettatrice. La refurtiva, per svariate migliaia di euro, non è stata recuperata. Probabilmente è stata piazzata al dettaglio nei canali che conducono alla droga.

"GRAZIE" - La vittima ha ringraziato in lacrime il Maggiore Fabrizio Fratoni, il capitano Marella e il maresciallo Borreca: "L'Arma mi è stata vicina e mi ha dato un aiuto morale. Mi sono sentita abbracciata. Hanno svolto un lavoro silenzioso, ma allo stesso tempo tenace. Sono commossa perchè mi hanno fatto un bellissimo regalo di Natale". La signora ha ricordato anche gli attimi dell'assalto: "Sentirsi violati e inermi è stato terribile". Ora la fine di un incubo.

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