Ravenna a fine anno spegne l'inceneritore, trema Forlì: "Zattini impedisca che arrivino qui"

A fine anno avrà fine il conferimento dei rifiuti urbani nell’inceneritore di Ravenna, uno degli impianti più vetusti, coi rifiuti che saranno smaltiti probabilmente anche a Forlì

A fine anno avrà fine il conferimento dei rifiuti urbani nell’inceneritore di Ravenna, uno degli impianti più vetusti, coi rifiuti che saranno smaltiti probabilmente anche a Forlì, che ha tra gli inceneritori più nuovi della regione. È stato evidenziato nella relazione di chiusura del monitoraggio intermedio del Piano regionale dei rifiuti, che ne verifica lo stato di attuazione a tre anni dalla sua approvazione. Ad annunciarlo è stata la Regione Emilia-Romagna, il Comune di Ravenna ed Hera che insieme hanno definito la road map che porterà allo stop: il periodo da qui a fine anno servirà per gli adempimenti tecnici e organizzativi. "Questo senza compromettere l’autosufficienza della regione nella gestione e nello smaltimento dei rifiuti, che sarà garantita da un lato attraverso l’efficace utilizzo degli altri impianti presenti nel territorio, secondo la programmazione definita, e dall’altro, in particolare, dall’aumento della raccolta differenziata, sulla quale si sta centrando l’obiettivo del 73% entro il 2020 previsto sempre dal Piano, essendo arrivata al 68% nel 2018 (+3,7% sull’anno precedente)", rileva un comunicato della Regione.

"Dal 2020, quando verrà spento l’inceneritore di Ravenna, come ha annunciato il governatore Bonaccini, dovremmo batterci per evitare che vengano accolti nella nostra città i rifiuti prodotti  dei nostri “cugini” ravennati", lancia l'allarme Fabrizio Ragni, coordinatore comunale di Forza Italia. "E i forlivesi sono già penalizzati, visto che, come da accordi presi con Hera, come previsto nella pianificazione regionale  annua del sistema integrato di rifiuti, e come aveva ribadito la precedente giunta comunale, per tutto il 2019 verranno smaltiti nell’inceneritore di Forlì non meno di 120mila tonnellate di rifiuti urbani - insiste l'esponente azzurro -. E’ del tutto pacifico, allora, che nonostante gli sforzi dei forlivesi alle prese con il nuovo sistema di  raccolta differenziata non vi sarà una riduzione automatica di rifiuti da incenerire e a breve dovremo sorbirci anche l’immondizia delle città e delle province limitrofe come Ravenna".

Il coordinatore comunale di Forza Italia confida "in un’azione decisa della nuova giunta comunale di centrodestra nell’interesse della nostra comunità" e ribadisce l’invito che aveva lanciato al sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, all’indomani dello storico voto del ballottaggio, "di pianificare in agenda al più presto un incontro con il vertice di Alea Ambiente per chiarire tutti gli aspetti sul tappeto  e valutare con la stessa Regione i flussi dei rifiuti da accogliere in città per l’anno 2020". 

"Esiste un accordo fra Regione e Comune di Forlì che garantisce  l’assenza di trasferimento in città di rifiuti provenienti da fuori Emilia-Romagna, ma non esclude però che la portata sia diversa da quella che Hera ha fissato per far funzionare il termovalorizzatore, accogliendo nell’impianto di via Grigioni rifiuti provenienti dalle città a noi limitrofe. Dunque la questione Ravenna si pone. Come Forza Italia auspichiamo sia possibile rinegoziare con Hera i conferimenti e magari, intanto, tornare alla potenzialità dell’impianto di incenerimento che di più di 10 anni fa era fissata in 60mila tonnellate annue. Chiediamo inoltre alla Regione che con l’aumento della raccolta differenziata e diminuendo i rifiuti da conferire all’inceneritore di Forlì, si possa (oltre che  ridurre il costo della bolletta) procedere anche al definitivo spegnimento dell’impianto", conclude Ragni.    

Spiega da parte sua il sindaco di Ravenna De Pascale: "L’impianto di Ravenna non viene chiuso per un localismo, per demagogia o per una sindrome nimby, ma viene chiuso perché è un impianto troppo piccolo e il più vecchio della regione con le peggiori performance emissive. Ravenna è un territorio che tanto ha dato e tanto dà al sistema della gestione dei rifiuti dell’Emilia-Romagna e vede oggi un risultato importante sul territorio, che si sta abbinando a uno sforzo molto importante dei cittadini di tutta la provincia di Ravenna per il passaggio a un nuovo sistema di raccolta che aumenti significativamente la raccolta differenziata. I dati sulle percentuali vanno letti con attenzione: Ravenna è stata una delle poche province che è andata a gara per il sistema di raccolta rifiuti. Questo ha impedito negli ultimi anni di effettuare cambiamenti radicali al sistema di raccolta che invece stanno avvenendo proprio in questi mesi e che già stanno dando risultati estremamente positivi. Quindi Ravenna vedrà la chiusura dell’inceneritore vedrà al contempo un aumento molto significativo delle sue percentuali di raccolta differenziata".

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Critico invece l'esponente leghista Jacopo Morrone: "O tutti o nessuno. E’ difficile condividere la soddisfazione del presidente Stefano Bonaccini, che parla di un’improbabile ‘svolta ecologica’ della Regione, quando si apprende che i rifiuti conferiti nell’inceneritore di Ravenna, che la Giunta ha deciso di chiudere a fine anno, saranno presto smaltiti dagli altri impianti regionali". A parlare è l'onorevole di Lega Nord Jacopo Morrone: "Ci spieghi Bonaccini perché a subire il contraccolpo ambientale dovranno essere gli altri territori romagnoli e perché non si sia deciso di far diminuire progressivamente e contestualmente l’attività di tutti i termovalorizzatori. Quella sì sarebbe stata una decisione ecologicamente ineccepibile. E’ invece evidente che la decisione della chiusura dell’impianto ravennate non deriva dal dato positivo della raccolta differenziata (annunciato solo la settimana scorsa), che per altro a Ravenna non è a regime. Si tratta invece, a nostro avviso, di una scelta per così dire ‘politica’ che premia, non si sa perché, il territorio ravennate a discapito degli altri, fra cui quelli forlivese e imolese che saranno certamente fra quelli penalizzati. Cittadini di serie A e di serie B. Altro che difesa dell’ambiente e del mare. Tutte parole ‘ecologiste’ al vento. Il Piano regionale dei rifiuti, rivelatosi fin da subito deficitario, mostra oggi tutti i limiti e i fallimenti della Giunta Bonaccini nelle politiche di settore".

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