Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

Reddito di solidarietà, Mosconi: "La Lega dimentica il 70% di aiuto agli italiani"

"Il comunicato della Lega nord sul Reddito di solidarietà della Regione Emilia Romagna conferma purtroppo uno spaccato della povertà su cui non bisognerebbe speculare"

"Il comunicato della Lega nord sul Reddito di solidarietà della Regione Emilia Romagna conferma purtroppo uno spaccato della povertà su cui non bisognerebbe speculare: il 70% dei richiedenti è italiano. Gli stranieri che hanno fatto richiesta, che sono il 30%, sono soprattutto famiglie numerose con 3 o più figli": è la replica dell'assessore comunale al Welfare Raoul Mosconi alla situazione evidenziata dalla Lega. E conclude Mosconi: "In una sotuazione di questo tipo, preoccupa che il consigliere regionale Pompignoli attacchi le misure messe in campo dalla Regione a contrasto della povertà. Penso che sia molto importante valutare con senso di responsabilità  tutte le misure utili in favore dei poveri e delle famiglie numerose", conclude Mosconi.

La replica di Pompignoli

Replica Massimiliano Pompignoli, consigliere regionale della Lega Nord: "È la Lega che denuncia da anni la situazione di impoverimento delle famiglie italiane, lanciando a questo proposito lo slogan ‘prima gli italiani’ per contrastare le politiche di welfare dissennate che prima pensano agli stranieri e poi, se ne rimane, agli italiani. Non avevamo dubbi che anche la trovata della Giunta Bonaccini del reddito di solidarietà avrebbe premiato gli stranieri e per questo l’abbiamo contrastata. Avevamo ragione: così è stato. Abbiamo infatti dimostrato, numeri alla mano, che alle famiglie straniere sono arrivate percentualmente più risorse che agli italiani. E paradossalmente è lo stesso Mosconi che lo conferma, quando dice che sono il 30% le famiglie straniere, con nuclei più numerosi, che hanno fatto domanda ricevendo, aggiungiamo noi, il 41% dei fondi. Quindi di fatto quasi la metà delle risorse messe a disposizione dalla Regione per Forlì (79.446 euro) sono andate agli stranieri, che rappresentano il 12% dei residenti. Basta fare due conti per capire che non c’è parità di trattamento, ma che i nuovi venuti sono favoriti dai parametri che determinano il diritto a ricevere le risorse. Parametri che sembrano fatti apposta per loro, come accade in tutti i settori del welfare e della sanità. E senza che mai venga fatto un controllo vero sulle loro reali condizioni economiche, verificando, per esempio, le proprietà che hanno nei loro paesi".

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