L'Emilia-Romagna si candida per una ripartenza anticipata di bar e ristoranti

"Qui possiamo permetterci di aprire un po' prima e mi pare che Conte abbia aperto a questa possibilità", evidenzia Bonaccini

Stefano Bonaccini torna a candidare l'Emilia-Romagna per una ripartenza anticipata di bar, ristoranti e delle altre attività rimaste chiuse: "Qui possiamo permetterci di aprire un po' prima e mi pare che Conte abbia aperto a questa possibilità". La speranza è di una ripartenza di quasi tutto il 18 maggio, spiagge comprese. "Preferiamo tenerle chiuse fino al 18 perche' rischieremmo assembramenti senza sapere come garantire il distanziamento. Ma facciamo sacrifici oggi per sorridere domani", ha evidenziato il governatore dell'Emilia Romagna, ospite giovedì mattina della trasmissione Cento Citta', su Rai Radio Uno.

Bonaccini ha ricordato che l'Emilia Romagna "è di gran lunga prima in Italia nel rapporto tra guariti e contagi attivi, ma abbiamo gia' pagato un prezzo fin troppo alto. Eravamo i piu' vicini al focolaio di Codogno, Piacenza e' divisa solo da un ponte dal basso lodigiano. E quasi la meta' dei decessi in Regione viene da Parma e Piacenza. Adesso pero' andiamo all'attacco. Arriveremo tra pochi giorni a 10.000 test al giorno e arriveremo a 20.000 test al giorno a settembre".

Bonaccini e' tornato anche sul nodo degli stagionali in agricoltura, problema che si e' aperto quest'anno per l'assenza di manodopera straniera causa coronavirus. L'idea di andare a pescare tra i disoccupati per percepiscono il reddito di cittadinanza, lanciata a suo tempo delle associazioni agricole e adottata dallo stesso Bonaccini, ha creato qualche contraccolpo polemico.

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"Mi sembra si stia facendo una questione ideologica per una manciata di voti- afferma il presidente- questo e' un problema drammatico per gli agricoltori. Non capisco perche' non si possano tenere insieme i diritti delle persone e le necessità imprese". (fonte Dire)

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