rotate-mobile
Cronaca Centro Storico

Educazione all’aria aperta: convegno per gli educatori

A Forlì, il Buon Vivere dei bambini ospitato dalla Scuola “Suore Francescane”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Educazione all’aria aperta – uno stile di vita è il nome dell’incontro in cui è intervenuto il professor Roberto Farnè, Docente di pedagogia del gioco del dipartimento di scienze per la qualità della vita all’Università di Bologna. Il convegno che si è tenuto giovedì è stato promosso dalla Scuola dell’infanzia Paritaria “Suore Francescane”, dove particolare attenzione è dedicata all’importanza dell’outdoor education. Un incontro pensato per gli educatori, per le maestre e per i genitori, al fine di sensibilizzare questo particolare aspetto della pedagogia in cui i bambini sono protagonisti del l’apprendimento negli ambienti esterni. La condizione dell’infanzia, soprattutto nei contesti urbani della nostra società, è fortemente connotata da tempi programmati in spazi chiusi. I bambini che vivono esperienze libere di gioco e di socialità all’aperto sono pressoché invisibili. Ciò determina un’oggettiva crisi dell’educazione che riguarda lo sviluppo di un vasto arco di competenze psicomotorie, cognitive ed emotive dei bambini. Con l’Outdoor Education (OE) si definisce a livello internazionale un orientamento pedagogico che intende favorire le esperienze in presa diretta con l’ambiente: dal bisogno naturale nell’infanzia di esplorare e mettersi alla prova, ai progetti di educazione ambientale.

I temi del rischio, della salute, del movimento richiedono un profondo ripensamento degli spazi di vita scolastici e urbani, e della professionalità educativa. Questi concetti sono ampiamente spiegati nel volume Outdoor education curato dallo stesso Farnè insieme a Francesca Agostini. “Oggi i bimbi hanno molte opportunità per imparare ma hanno perso dei campi di esperienza che riguardano il corpo, la sensorialità, il contatto con la natura e tutto questo bisogna restituirlo - spiega il professor Farnè -. Voglio essere chiaro - continua - non sono un nostalgico del passato, oggi le condizioni dei bambini sono migliorate però occorre recuperare l’importanza del rapporto con la natura”. Secondo il professor Farnè è importante che le fasi di apprendimento non siano disancorate dalla realtà perché è possibile spiegare a un bambino come funziona il ciclo dell’acqua ma quanto è diverso fargli sentire realmente l’acqua sul viso. Il punto è che il primo limite verso lo sviluppo di questo processo è dato dagli adulti e dai problemi di sicurezza direttamente collegati ai possibili rischi presenti nell’ambiente esterno. “Oggi i bambini vivono agli arresti domiciliari e scolastici e vengono negate loro molte possibilità di fare esperienza. Bisogna insegnare loro che rischio e pericolo sono due concetti diversi e bisogna insegnare loro a valutare il rischio senza inibire la libertà del loro gioco, incoraggiando la loro curiosità”. Dolores Carnemolla

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Educazione all’aria aperta: convegno per gli educatori

ForlìToday è in caricamento