Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

La riabilitazione post-covid, "mancanza di energia e stanchezza: 6 mesi di recupero per i casi più gravi"

L'INTERVISTA - Alla messa a punto del progetto ha collaborato Renata Maria Rossi, responsabile della Medicina Riabilitativa Ausl della Romagna - sede di Forlì

Renata Maria Rossi nella foto

"Ho incontrato il coronavirus. Istruzioni per l'uso di una riabilitazione a misura di paziente". E' la prima pagina di una guida pratica realizzata dal Lions Club Forlì-Cesena Terre di Romagna, in collaborazione con l'Ausl Romagna, che viene consegnata a tutti i pazienti che hanno avuto il Covid al momento delle dimissioni dall'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì e che presto sarà disponibile in formato cartaceo negli ambulatori dei medici di famiglia del distretto forlivese. Alla messa a punto del progetto ha collaborato Renata Maria Rossi, responsabile della Medicina Riabilitativa Ausl della Romagna - sede di Forlì.

Dottoressa Rossi, quando è nata l'idea e come è stata sviluppata?
La proposta è stata del dottor Massimo Fiori, urologo e presidente del Lions club Forlì-Cesena Terre di Romagna, che ha contratto il virus. Dall'esperienza vissuta in prima persona è nata quindi l'idea di elaborare una guida che potesse accompagnare la persona in un percorso di recupero post degenza. Nella prima ondata dell'epidemia c'è stato un momento in cui c'erano oltre 50 pazienti da trattare e faticavamo a seguirli. La possibilità quindi di insegnare ai pazienti i trattamenti da portare avanti nel tempo era la soluzione per proseguire nella riabilitazione in autonomia, e rispondere così alle esigenze di tutti. E la guida è stata di ottimo aiuto.

Quanto tempo è stato impiegato per individuare gli esercizi idonei?
Siamo partiti dalle esperienze maturate a Rimini, Parma, ma anche nelle Marche. Poi abbiamo perfezionato le tipologie di esercizio da svolgere con l'aiuto di fisioterapiste, che effettuano ginnastica respiratoria su pazienti covid. Li abbiamo testati per valutare quali fossero i migliori.

Che tipo di esercizi suggerite?
Bisogna partire da una premessa. Dopo un'infezione da covid-19 il paziente può avere difficoltà respiratoria ed uno stato di stanchezza muscolare tali da causare un'estrema difficoltà a mantenere lo stile di vita che si aveva prima dell’infezione. Quindi gli esercizi respiratori e quelli di rinforzo muscolare che proponiamo saranno utili per rendere più veloce il ritorno alla normale vita quotidiana. Prima di tutto bisogna valutare il grado di stanchezza attraverso la Scala di Borg, che abbiamo illustrato nella guida. Si va da 0, ovvero nulla, a 10, massima. Oltre alla fatica percepita consigliamo di rilevare, per almeno 15 giorni, anche la saturazione periferica dell’ossigeno tre volte al giorno, utilizzando un saturimetro. Consigliamo di svolgere "esercizi respiratori", che aiutano a rilassare e controllare il respiro, almeno una volta al giorno ed una serie di esercizi di rinforzo muscolare da eseguire nei momenti della giornata in cui ci si sente meno stanchi, eventualmente anche dividendoli in due sessioni, al mattino e pomeriggio. Quest'ultimi sono da eseguire 6 giorni su 7, con un giorno a scelta di riposo, e con intensità crescente. Sono semplici, come il sollevamento delle gambe, ma anche alzarsi e sedersi da una sedia oppure sollevare le braccia da seduto. Quindi si passa alla camminata sul posto fino anche ai piegamenti.

Quali sono le criticità che prevalgono in un paziente ricoverato per covid e che osservate nelle prime fasi di riabilitazione?
L'astenia, cioè una mancanza di energia fisica nel riprendere a fare le attività di tutti i giorni, e stanchezza. Sono evidenti la difficoltà di recupero ed i problemi respiratori, soprattutto per i pazienti che sono stati ventilati.

Come inizia il percorso riabilitativo per i lungo degenti?
Veniamo contattati dai medici di reparto, che siano della Medicina o della Pneumologia, per una visita di consulenza. I fisiatri valutano quindi il fabbisogno del paziente, poi inizia il trattamento. Si parte con mobilizzazioni passive, con il fisioterapista che accompagna il paziente nei movimenti, e poi con la fisioterapia respiratoria. Occorre infatti recuperare la capacità di espandere i polmoni riducendo la possibilità che le "cicatrici" possano portare ad un danno persistente ai nostri polmoni.

Quanto dura la prima fase della riabilitazione e dove viene eseguita?
Per tutto il periodo del ricovero e il trattamento viene eseguito nel reparto di degenza. Nella prima ondata ci sono stati pazienti che, dopo il percorso di Rianimazione e Medicina, sono stati ricoverati anche in Riabilitazione per due-tre mesi. Si tratta quindi di percorsi molto lunghi. Al momento delle dimissioni forniamo al paziente la guida degli esercizi da seguire a casa, spiegando nel dettaglio cosa devono fare e come. In altri casi la riabilitazione prosegue nelle nostre palestre come pazienti esterni.

L'obiettivo è recuperare la forza muscolare e la capacità di espansione dei polmoni..
Esatto, ma anche tornare ad una vita normale. Ovvero fare le cose semplici di tutti i giorni.

Tornando al covid, il tempo di recupero sarà differente da persona a persona. Quanto tempo occorre aspettare mediamente per un ritorno alla vita ante-virus?
Dipende dalla gravità dell'infezione contratta. Ci sono stati pazienti che hanno anche impiegato oltre sei mesi. Rispetto alla prima ondata inoltre stiamo trattando anche pazienti più giovani e non abbiamo ancora disposizioni dati su cui basarci, in quanto stiamo ancora nella fase di acuzie.

Pazienti più giovani in termini di età, anche bimbi?
Per quanto riguarda il covid solo uno.

Cosa l'ha colpita in questo anno di epidemia?
Ricordo la prima volta che sono entrata nel reparto di Rianimazione per capire come organizzare il percorso di recupero. Nonostante sia medico dal 1984, è stata un'esperienza traumatizzante. Non avevo mai visto così tanti pazienti in gravi condizioni. Era una cosa che mi aveva turbato. Anche il dover lavorare con la visiera e non riconoscere i colleghi. Mi sono resa conto che non eravamo preparati a quella situazione. Ad un anno dell'emergenza ci sono più informazioni, è iniziata la campagna vaccinale e c'è un tra gli operatori sanitario un drastico calo dei contagi.

Da un aspetto negativo ad uno positivo. Vedere il recupero dei pazienti che soddisfazione dà?
Tanta, a prescindere dal covid. La Medicina Riabilitativa chiude un cerchio, perchè migliora la qualità della vita del paziente dopo aver attraversato un certo percorso clinico. E' una grande soddisfazione quando si hanno pazienti gravi ai quali si riesce a dare comunque una vita adeguata, seguendoli nel tempo.

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