rotate-mobile
Diocesi

Dopo oltre 2 anni di chiusura forzata riapre la chiesa del Carmine. E lo farà con un concerto

Il centro di culto settecentesco di corso Mazzini si riprende la scena artistica forlivese grazie ad un concerto

Riapre la chiesa del Carmine. Dopo oltre 2 anni di chiusura forzata, disposta dai tecnici della Curia vescovile per motivi di sicurezza, il centro di culto settecentesco di corso Mazzini si riprende la scena artistica forlivese grazie ad un concerto. La kermesse musicale in programma giovedì 10 novembre, alle 21, chiuderà le celebrazioni del ventennale dell’associazione Amici dell’Hospice e dell’Hospice di Forlimpopoli, fondati entrambi nel 2002. Protagonisti saranno Yuri Ciccarese e il Quartetto Wolfer, assieme al Coro Cappuccinini-San Paolo.

Il concerto è diviso in due parti: nella prima è prevista l’esibizione del flautista Ciccarese insieme al Quartetto Wolfer, composto da Giampiero Montalti (violino), Daniele Brancaleoni (violino), Michele Rivi (viola) e Tatyana Mukhambet (violoncello), che proporrano il Quintetto di Boccherini, il Concerto di Vivaldi (n. 5 - Opera 10 in Fa maggiore) e il Quartetto K 285 B in Do maggiore di Mozart. Seguirà una seconda parte in cui il Coro Cappuccinini-San Paolo, diretto dal maestro Enrico Pollini, assieme all’Ensemble strumentale Forum Livii (archi, fiati, corde e percussioni etiche) proporrà la Misa Criolla di Ariel Ramirez. L’evento, a offerta libera, si svolge in collaborazione con l’associazione Magicamente Mozart.

I lavori

In tutti questi mesi il Carmine è stato oggetto di importanti lavori di restauro. “L’intervento - dichiarò ad avvio cantiere l’architetto Emanuele Ciani, a nome della direzione lavori che coinvolge anche gli ingegneri Gianni Bandini e Marco Margotti - ha riguardato esclusivamente il tetto della navata centrale, reso pericolante da infiltrazioni d’acqua e dall’incedere degli anni, e segue la messa in sicurezza realizzata nel novembre 2020, dopo aver constatato l’affossamento del tetto, visibile anche ad occhio nudo da piazza del Carmine”. Gli operai dell’impresa appaltatrice Casadio s.a.s. hanno smontato e rifatto tutte le capriate in legno dell’aula, in modo da garantire maggiore stabilità all’edificio. Il lavoro, del costo di mezzo milione di euro, è stato finanziato in gran parte con i fondi dell'8x1000 alla Chiesa Cattolica, oltre ad un importante contributo della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e della stessa Diocesi.

Per l’effettiva conclusione del cantiere resta solo la scala esterna di accesso al sottotetto, ma è questione di giorni. La riapertura del grande tempio mariano, dedicato “ab origine” alla Beata Vergine del Carmelo, è limitata all’aula centrale e al presbiterio. All’appello mancheranno infatti le navate laterali, precluse al pubblico fino a che non saranno realizzati i lavori di messa in sicurezza, che riguardano anche il campanile, tuttora vistosamente fasciato dopo l’intervento d’urgenza operato nel maggio 2020.

La Diocesi, divenuta proprietaria del monumento l’indomani della partenza da Forlì dell’ultimo carmelitano residente, padre Nazareno Mauri, avvenuta il 5 settembre 2015, sta cercando i fondi necessari. Rimane addirittura un sogno il restauro dell’apparato decorativo interno, uno dei più ricchi in Romagna: le convenzioni con la Cei, finalizzate all’utilizzo dell’8xmille, non coprono infatti pitture e abbellimenti. Resta da definire anche la data di ripresa delle celebrazioni religiose: “La questione - comunica il rettore don Nino Nicotra - prossimamente sarà oggetto di discussione del nostro Consiglio di Unità Pastorale”.

La storia della chiesa

“La storia carmelitana di Forlì – si legge in ‘La Chiesa del Carmine di Forlì dedicata alla Santissima Annunziata, Arti Grafiche, Il Torchio, Firenze, 1968’ - inizia ufficialmente quando si richiese formalmente il permesso di erigere una prima piccola chiesa dedicata alla Santissima Annunziata. È del 9 novembre 1347 la risposta positiva alla richiesta di permesso di costruzione del convento con annessa Chiesa. La firma era di papa Clemente VII, allora residente ad Avignone. Nonostante l’interdetto a cui Forlì era stata condannata a causa della ribellione di Francesco Ordelaffi, il papa, dopo aver accennato alla donazione di alcuni fabbricati fatta ai Carmelitani dai coniugi forlivesi Peppo Oroboni e Caterina Bestini, concede la facoltà di costruire in quei luoghi un convento e una chiesa”. La chiesa è stata rifatta radicalmente nel 1735 su disegno di fra Giuseppe Merenda. Del primitivo edificio resta il campanile, la cui costruzione fu avviata il 15 ottobre 1498. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Dopo oltre 2 anni di chiusura forzata riapre la chiesa del Carmine. E lo farà con un concerto

ForlìToday è in caricamento