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Ricerca scientifica, ad Alessandro Talamelli il premio Pedriali

E' Alessandro Talamelli, 47 anni, dal 2001 professore associato di Aerodinamica presso l'Università di Bologna, il vincitore della XXII edizione del concorso "Ing. Giuseppe Pedriali"

E’ Alessandro Talamelli, 47 anni, dal 2001 professore associato di Aerodinamica presso l'Università di Bologna, nonché collaboratore di numerose università all’estero, il vincitore della XXII edizione del concorso “Ing. Giuseppe Pedriali”. Nel corso della cerimonia che si è tenuta giovedì 12 aprile 2012, nella Sala del Consiglio, alla presenza del vice-presidente della Provincia di Forlì-Cesena Guglielmo Russo, è stato consegnato il premio: un attestato e un assegno di ottomila euro, che va a riconoscimento dell’attività di ricerca del prof. Talamelli.



Il premio è stato attribuito in particolare per il coordinamento del progetto internazionale CICLOPE (Centre for International Cooperation in Long Pipe Experiments), relativo all'aerodinamica e alla fluidodinamica, in via di realizzazione nella Galleria Caproni a Predappio e a Rocca delle Caminate.
 
La proposta del prof. Talamelli è stata selezionata all’unanimità da una giuria formata dalle maggiori istituzioni scientifiche del Paese, presieduta da Giulio Ballio (Politecnico di Milano) e composta da Antonio Gugliotta (Politecnico di Torino), Sergio Carrà (Accademia Nazionale dei Lincei), Italo Carfagnini (Confindustria) e Marina Flamigni (in rappresentanza della Provincia di Forlì-Cesena, in qualità di ente finanziatore). Le proposte sottoposte alla giuria sono state 15.
 
Questa la motivazione della giuria: “La Commissione Permanente sottolinea che tutti i candidati hanno presentato lavori che rispondono a requisiti del bando ed ha apprezzato sia la numerosità delle domande sia la qualità […]. La Commissione si è soffermata su tre proposte i cui autori hanno dimostrato di aver contribuito in modo particolarmente significativo al progresso delle scienze, con particolare riguardo a migliorare la produzione industriale.[…] Dopo ampia discussione, e a seguito di un esame comparato dei lavori presentati, la Commissione propone all’unanimità il conferimento del XXII Premio nazionale "Ing. Giuseppe Pedriali" all’ing. Talamelli Alessandro per l’alta qualità della ricerca che sta alla base del lavoro presentato, per il pregio dei contributi scientifici pubblicati su riviste internazionali e per l’alto valore delle applicazioni sperimentali in campo aeronautico ed automobilistico”.
 
Alessandro Talamelli è nato nel 1965 a Fabriano (AN). Nel 1990 si laurea con lode in Ingegneria Aeronautica presso l'Università degli Studi di Pisa. Nel 1994 diventa dottore di ricerca in Ingegneria Aerospaziale al Politecnico di Milano e vince il concorso di ricercatore presso il dipartimento di Ingegneria Aerospaziale dell'Università degli Studi di Pisa nel 1995. Nel 2001 si trasferisce come professore associato di Aerodinamica presso l'Università di Bologna. Le sue attività di ricerca interessano i settori dell'aerodinamica e della fluidodinamica sperimentale. Responsabile del laboratorio di aerodinamica applicata dell'Università di Bologna, dal 2005 è anche il coordinatore del progetto internazionale CICLOPE (Centre for International Cooperation in Long Pipe Experiments) a Predappio. Collabora con numerose università all’estero. Dal 2003 è professore del corso di aerodinamica degli autoveicoli presso il Royal Institute of Technology di Stoccolma. Autore di più di 90 lavori pubblicati su riviste e atti di congresso internazionali e co-inventore di brevetti che riguardano sensori di pressioni innovativi per applicazioni aerospaziali e nautiche.


IL PREMIO
Il Concorso biennale “Ingegnere Giuseppe Pedriali” è stato istituito nel 1967 e rappresenta un impegno concreto e costante della Provincia di Forlì-Cesena nel campo dello sviluppo economico. La Provincia di Forlì-Cesena finanzia e organizza il Concorso Nazionale, divenuto nel corso del tempo uno dei più prestigiosi nel suo settore. Con esso, la Provincia di Forlì-Cesena intende premiare l’eccellenza a livello italiano nel campo della ricerca applicata, sostenendo fattivamente l’innovazione e l’applicazione delle scienze per il miglioramento industriale. Alla base del Premio Pedriali vi è il riconoscimento che è l’ingegno umano, la creatività applicata alla produzione, il primo motore di sviluppo e crescita dell’economia. A contribuire al prestigio del Concorso Nazionale vi è senza dubbio la partecipazione delle massime istituzioni nel campo tecnico e scientifico nella giuria che assegna il riconoscimento: Politecnico di Milano, Politecnico di Torino e Accademia dei Lincei. Importante è, inoltre, la presenza di Confindustria, proprio per la volontà di ancorare il Premio ad una realizzazione concreta in campo industriale di un’idea innovativa.
 
Inoltre, il Premio, nato ormai 45 anni fa, può essere considerato precursore della recentissima creazione del Tecnopolo di Forlì-Cesena che risponde alla stessa filosofia: perseguire l’innovazione nel campo produttivo mediante il trasferimento nelle realtà economiche della ricerca avanzata. Proprio per questo la cerimonia di oggi di consegna del Premio ha visto un esplicito riferimento al progetto regionale dei Tecnopoli, oggetto dell’intervento del vice-presidente Guglielmo Russo.
 
Così, d’altra parte, immaginava il Concorso Nazionale lo stesso Giuseppe Pedriali, che nel 1932 morì lasciando erede del proprio cospicuo patrimonio l’Amministrazione Provinciale di Forlì, chiedendo, come esplicita volontà testamentaria, di istituire un premio “[…] al cittadino italiano che con pubblicazioni scientifiche o con invenzioni o con opere di qualunque specie abbia meglio efficacemente contribuito al progresso delle scienze, della fisica, della chimica e della elettricità applicate a migliorare la produzione industriale italiana […]” (dal testamento sottoscritto il 30.04.1930).
 
CHI ERA GIUSEPPE PEDRIALI?
Nato il 24 maggio 1867 a Cannuzzo di Cervia (RA) da famiglia piccolo borghese, partì nel 1890, appena laureato ingegnere a Torino, per il Belgio, a quel tempo in fase di impetuoso sviluppo industriale. Alternando lo studio al lavoro manuale, conseguì rapidamente una seconda laurea in ingegneria elettronica a Liegi, che gli consentì di trovare occupazione in qualità di ingegnere aggiunto presso l’importante Società Tranviaria di Bruxelles. Dopo soli quattro anni, nel 1897, ne divenne il direttore, accumulando un bagaglio di competenze di primo piano. Nel 1903, all’indomani di un disastro tranviario a Parigi, che mostrò la inadeguatezza delle attrezzature metropolitane ivi esistenti, fu chiamato dalla Società parigina "Metropolitan" per la determinazione delle cause della sciagura e l’approntamento immediato di radicali rimedi.
 
Questa fu l’occasione che lo fece conoscere al mondo della tecnica e dell’industria e lo condusse, alcuni anni dopo, alla guida della fusione e della ristrutturazione delle otto aziende tranviarie della città di Buenos Aires per conto della Compagnia Tranviaria Anglo-Argentina, di cui fu per oltre diciotto anni direttore generale e, infine, consigliere delegato. In tale veste realizzò la Metropolitana di Buenos Aires, la prima nel Sud America. Il conseguimento del successo, contrariamente a quanto spesso accade, lo rivelò mecenate e generoso, impegnato nel soccorso ai bisognosi attraverso la creazione di una Società Mutua, la più vasta della Repubblica Argentina. Fu l’animatore della colonia italiana e di numerose iniziative a favore degli emigrati italiani, nei quali cercò di mantenere vivo il legame con la terra d’origine.
 
Dopo aver conseguito i traguardi più ambiti in numerose società sudamericane, sia sul piano tecnico che amministrativo, ritornò in Italia in età matura, dedicandosi prevalentemente ad attività agricole. Anche in questo campo mostrò la propria moderna versatilità creando in pochi anni, in provincia di Firenze, un’azienda modello, l’“Antella”, dotata di razionali impianti di trasformazione dei prodotti agrari, di assoluta avanguardia per quei tempi.
 
Se la sua vita fu emblema della condizione umana di tanti giovani romagnoli e di tanti altri italiani, le sue volontà testamentarie e, ancor prima, il suo concreto operare sono stati la testimonianza della volontà di spezzare il rapporto esistente tra arretratezza economica e arretratezza culturale.
 
I PRECEDENTI VINCITORI
Come è di successo la storia personale di Giuseppe Pedriali, benefattore della Provincia di Forlì-Cesena, raccontano vicende di affermazione personale e sviluppo scientifico a beneficio della collettività anche le testimonianze dei precedenti vincitori che sono stati presenti oggi, giovedì 12 aprile, alla cerimonia di consegna del Premio Pedriali ad Alessandro Talamelli:
 
Vincenzo Arcella, premiato nell’ambito della chimica. Nel 2000 gli è stato conferito il Premio Pedriali per la tecnologia “Branching & Pseudoliving” per la produzione di fluoroelastomeri ad altissime prestazioni, atti ad operare in campi molto ampi di temperatura ed in ambienti ostili. Vincenzo Arcella ha contribuito validamente all’affermazione delle aziende italiane nel settore dei polimeri fluorurati consentendo di ottenere una serie di prodotti innovativi che, per le loro altissime prestazioni, risultano all’avanguardia a livello mondiale. Oggi vanta un’ampia attività di ricerca, il deposito di 23 brevetti, 15 pubblicazioni e 9 comunicazioni a congressi scientifici internazionali. E’ stato a lungo responsabile della ricerca fluoropolimeri di Ausimont S.p.A. Attualmente è a capo del gruppo Ricerca, Sviluppo e Tecnologia Fluoropolimeri alla Solvay Specialty Polymers SpA.
 
Alessandro Calari, premiato nell’ambito della biomedica. Nel 2002 gli è stato conferito il Premio Pedriali per il progetto dal titolo “Tecnologie biomediche: un insieme di tecnologie al servizio dell'uomo e non solo di carattere genetico”. Alessandro Calari ha svolto nell’arco di 42 anni un’importante attività nel settore delle tecnologie biomediche, con contributi originali in particolare nell’ambito dell’emodialisi e dell’ultrafiltrazione. Sull’argomento ha pubblicato vari lavori di estremo interesse dal punto di vista tecnico e scientifico, oltre ad essere stato il depositario di circa cento brevetti nel settore. Inoltre è stato socio fondatore di varie aziende biomediche che hanno facilitato l’aggregazione di iniziative di tipo industriale nel polo biomedicale di Mirandola, uno dei maggiori per il contenuto tecnologico del Paese.
 
Giuseppe Perale, premiato nell’ambito della bioingegneria e biomedica. Nel 2007 gli è stato conferito il Premio Pedriali per il progetto dal titolo “Microestrusione: una nuova analisi sul metodo produttivo di microelettrodi ceramici per l’applicazione biomedica”. Lo studio ha potuto svilupparsi grazie ad una azienda del settore, già titolare della tecnologia, che nel tentativo di creare costruttive sinergie si è rivolta al Politecnico di Milano, favorendo il successivo sviluppo del progetto in modo congiunto fino alla realizzazione di un impianto produttivo pilota. Attualmente è Acting Professor of Formulation Sciences presso il Dipartimento di Chimica, Materiali ed Ingegneria Chimica del Politecnico di Milano, nonché autore di numerosi articoli su riviste internazionali e nazionali. E’ anche presidente della Industrie Biomediche Insubri SA.

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