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Il caso

Sara Pedri, partite le ricerche nel lago di Santa Giustina: in azione anche cani specializzati arrivati da Monaco di Baviera

Tutto nasce dalla Compagnia Carabinieri di Cles guidata dal Maggiore Guido Quatrale, coordinatore delegato dal Commissario del Governo, nell'ambito del Piano provinciale ricerca persone scomparse, che fa capo al Commissariato nazionale

Sono partite domenica mattina, nel territorio di Revò (Novella) la due giorni di ricerche speciali con l'impiego di diversi corpi, anche tedeschi, di Sara Pedri, la ginecologa romagnola scomparsa da Cles il 4 marzo del 2021. Tutto nasce dalla Compagnia carabinieri di Cles guidata dal Maggiore Guido Quatrale, coordinatore delegato dal Commissario del Governo, nell'ambito del Piano provinciale ricerca persone scomparse, che fa capo al Commissariato nazionale. L'attività sarà caratterizzata dal servizio di Cooperazione internazionale di polizia attivata dall'Arma dei carabinieri con il tentativo di trovare il corpo della ragazza. Dopo le attività di ricerche terrestre e fluviale, l'esito negativo ha così portato a ritenere che l'unico posto dove poter cercare è ora il lago di Santa Giustina.

LE RICERCHE - La notizia da TrentoToday.it 

"E' stato attivitato il meglio delle unità specializzate impiegabili - ha spiegato il maggiore Quatrale ai microfoni di TrentoToday -. Grazie al servizio di Cooperazione internazionale di polizia, tramite il Mistero dell'Interno, siamo riusciti ad ottenere cinque unità cinofile della polizia tedesca di Monaco di Baviera, con cani specializzati nella ricerca di cadaveri in acqua, con l'ausilio di un altro cane specializzato del Nucleo Carabinieri Cinofili di Bologna e il Nucleo Carabinieri Subacquei di Genova con sei sommozzatori, con il natante e con l'ecoscan sonar, per la scansione tridimensionale del fondale del lago che consente di individuare corpi solidi, permettendo ai subacquei di effettuare immersioni mirate".  Presenti sul posto anche i vigili del fuoco volontari della Val di Non, i corpi di Cles, Taio, Tassullo, Banco e Cagnò, oltre ai militari della Guardia di finanza di Cles. 

L'auto della donna era stata trovata parcheggiata in località Mostizzolo, nel comune di Cis, al confine con quello di Cles, nelle vicinanze del ponte che sovrasta il torrente Noce, in Trentino. All'interno il suo cellulare. Da quel giorno della giovane ginecologa che aveva lavorato all'ospedale Santa Chiara di Trento si sono perse le tracce. A Trento è in corso un procedimento giudiziario sui presunti maltrattamenti sul luogo di lavoro da parte dell'ex primario del reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale Santa Chiara, Saverio Tateo, e della sua vice, Liliana Mereu, che hanno sempre respinto ogni accusa. Le parti offese identificate dalla Procura di Trento sono 21, tra queste anche la ginecologa forlivese. 

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