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Venerdì, 9 Dicembre 2022
Cronaca

Riciclo di capsule di caffè in alluminio, il progetto "Da Chicco a Chicco" cresce anche a Forlì-Cesena

Il programma “Da Chicco a Chicco” di Nespresso, nel 2021 ha permesso di recuperare a Bologna, Forlì-Cesena, Modena, Ferrara e Rimini, oltre 84 tonnellate di capsule in alluminio

Crescono a Bologna, Forlì-Cesena, Modena, Ferrara e Rimini l’impegno e i risultati di Nespresso nell’ambito del progetto di economia circolare per il recupero e il riciclo delle capsule di caffè in alluminio sul territorio italiano. Ancora una volta, infatti, risultati in crescita per il programma “Da Chicco a Chicco” di Nespresso, che nel 2021 ha permesso di recuperare a Bologna, Forlì-Cesena, Modena, Ferrara e Rimini, grazie alla collaborazione con CIAL (Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio) e Gruppo Hera, oltre 84 tonnellate di capsule in alluminio. Un successo che si somma ai positivi risultati raggiunti in tutta Italia e che hanno permesso di recuperare nel 2021 oltre 1.500 tonnellate di capsule esauste in alluminio – segnando un +18% rispetto al 2020 -, 677 tonnellate di caffè esausto e 58 tonnellate di alluminio da rimettere in circolo. Una buona riuscita registrata dal programma di economia circolare fondato nel 2011 da Nespresso in Italia, confermata anche dai risultati raggiunti nella Penisola nel primo trimestre del 2022, con le prime 472 tonnellate di capsule raccolte, +13% rispetto allo stesso periodo del 2021. 

Quello per garantire una seconda vita alle capsule esauste attraverso il loro riciclo è un impegno preso da Nespresso nel nostro Paese più di dieci anni fa, quando ha lanciato il primo sistema in Italia per il recupero e il riciclo delle capsule usate in alluminio, forte di un approccio alla sostenibilità, ambientale e sociale, che guida l’azienda da oltre 30 anni e nella consapevolezza che il caffè possa essere davvero una forza al servizio del bene comune, in grado di influire positivamente sulle comunità, sull’ambiente e sul clima. Principi che Nespresso ha messo al centro delle sue strategie adottando un modello di business rispettoso del Pianeta, e che le ha consentito anche la recente certificazione come azienda B Corp. In Italia, questo si è tradotto anche con la modifica immediata dello statuto in Società Benefit, nonché nella continuità di azioni e impegno portati avanti grazie al programma “Nespresso per l’Italia”, per sostenere il patrimonio ambientale, sociale e culturale che rende speciale l’Italia, e di cui il progetto “Da Chicco a Chicco” fa parte.

Nato nel 2011 grazie a una convenzione con CIAL (Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio), Utilitalia e CIC (Consorzio Italiano Compostatori), “Da Chicco a Chicco” permette ai clienti di riconsegnare le loro capsule esauste in alluminio nell’apposita area recycling presente all’interno delle Boutique Nespresso e nelle isole ecologiche partner dell’iniziativa distribuite sul territorio nazionale, per un totale di oltre 140 punti di raccolta in 79 città italiane. Una volta raccolte dalle aziende di gestione del servizio di raccolta differenziata, le capsule esauste vengono inviate per la lavorazione ed il recupero presso un impianto dove l’alluminio viene separato dal caffè: l’alluminio è destinato alle fonderie per avviare il processo di riciclo che lo trasformerà in nuovi oggetti come penne, biciclette, coltellini, mentre il caffè esausto  viene inviato presso un impianto di compostaggio per la sua trasformazione in compost, che viene successivamente ceduto a una risaia in provincia di Novara. Il riso prodotto grazie a questo concime naturale viene poi riacquistato da Nespresso e infine donato a Banco Alimentare della Lombardia e a Banco Alimentare del Lazio, per trasformarsi in un aiuto per chi ne ha più bisogno. Finora, grazie a “Da Chicco a Chicco”, Nespresso è riuscita a donare oltre 4.000 quintali di riso equivalenti a oltre 4 milioni di piatti, che hanno permesso di supportare circa 300.000 persone e 1.600 strutture caritative ogni anno.

Quali sono state le città che, nel 2021, hanno registrato i numeri più interessanti per quanto riguarda la raccolta di capsule esauste? Si parte da Milano, dove lo scorso anno sono state recuperate 220 tonnellate di capsule esauste, +28% rispetto al 2020, per arrivare a Roma che, con 200 tonnellate, ha incrementato del +25% rispetto al 2020 le tonnellate di capsule recuperate. Ottimi risultati raggiunti anche a Piacenza, Parma e Reggio Emilia: 160 tonnellate, per un +18% rispetto all’anno precedente, seguite dal territorio di Como, Brescia e Bergamo, che con 112 tonnellate di capsule esauste raccolte segnano un +31% rispetto al 2020. Genova, con oltre 69 tonnellate, registra un +17% rispetto all’anno precedente, mentre Venezia incrementa le tonnellate di capsule esauste recuperate del 28%, con le 53 tonnellate raccolte nel 2021. Padova e Trieste insieme hanno raccolto nel 2021 46 tonnellate di capsule (+38%) e Monza quasi 42 tonnellate, +73% se paragonate alle 24 del 2020. Sono oltre 40, invece, le tonnellate recuperate a Varese (+9%) contro le quasi 39 di Treviso (+2%).

Napoli e Palermo hanno registrato un ottimo incremento percentuale: se nel 2020 il capoluogo partenopeo è riuscito a riciclare poco più di una tonnellata di capsule esauste, nel 2021 la raccolta è cresciuta fino ad arrivare a quasi 6 tonnellate (+324%). Stesso trend per Palermo, dove le capsule recuperate sono state oltre 4, +139% rispetto ai 1.740 kg del 2020.

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