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Riclassificazione dell'inceneritore, la Lega: "Il porta a porta non serve più a niente"

"Allo stato attuale i forlivesi si impegnano quotidianamente nel porta a porta, differenziano e promuovono un sistema virtuoso di recupero dei rifiuti urbani nella speranza di respirare meno schifezze, meno diossina e meno polveri inquinanti. Una speranza mal riposta"

“Allo stato attuale i forlivesi si impegnano quotidianamente nel porta a porta, differenziano e promuovono un sistema virtuoso di recupero dei rifiuti urbani nella speranza di respirare meno schifezze, meno diossina e meno polveri inquinanti. Una speranza mal riposta nei proclami della sinistra. Un tentativo fallito sotto ogni punto di vista. D’ora in avanti questo percorso responsabile di gestione e smaltimento dei rifiuti urbani non servirà più a nulla”: lo sostiene il segretario della Lega Nord Jacopo Morrone.

“La realtà dei fatti è che Hera, dopo il semaforo verde della conferenza dei servizi e la conversione dell’impianto di Coriano in R1, ha licenza di bruciare a tutto spiano. Morale? L’impegno, il sacrificio e la salute dei forlivesi non valgono il business e l’interesse produttivo di Hera”, sono le parole del segretario leghista romagnolo, Jacopo Morrone, all’indomani delle dimissioni dell’assessore Bellini e della riclassificazione dell’inceneritore di Forlì.

“E meno male che è intervenuta l’assessore regionale Gazzolo a metterci una pezza e ad ammansire gli animi dei forlivesi: «non cambia nulla» ha dichiarato l’assessore «al momento non ci sono rischi» ha aggiunto. Possiamo quindi dormire sogni tranquilli - ironizza Morrone - perché la Regione si è premurata di sottoscrivere un accordo blindato con Hera che esclude, se non in casi eccezionali in un’ottica di solidarietà territoriale, l’assorbimento - e quindi lo smaltimento - di rifiuti extraregionali. Un’intesa coi fiocchi; peccato che nessuno, nemmeno il Sindaco di Forlì, ne conosca il contenuto o ne abbia visionato il testo. Insomma un mistero a 360 gradi. Fa sorridere poi l’idea che Hera, messa di fronte alla possibilità di un guadagno facile, rispetti i vincoli di questo fantomatico accordo lasciandosi sfuggire la ghiotta opportunità – in termini economici - di bruciare tonnellate di rifiuti provenienti da tutta Italia. Forse a Bologna credono che i forlivesi siano dei creduloni e che non si informino su un tema che sta loro a cuore”.


“Siamo certi che l’assessore Gazzolo sia al corrente del fatto che l’Unione Europea - a differenza di quanto lei stessa ha dichiarato - ha bocciato la formula per il calcolo della classificazione R1, dedotta dal d.l 7/08/2013, poiché in contrasto con la normativa europea (Allegato II della Direttiva 2008/98/CE) intimando il nostro paese a procedere ad un riallineamento dei parametri di calcolo. Mi chiedo quindi a cosa si riferisse l’assessore regionale parlando di «recepimento di una direttiva europea e non di una scelta». C’è poco a cui adeguarsi se non alle raccomandazioni della Commissione europea sul perseguimento di un’economia sostenibile e la riduzione di inquinanti ambientali in un’ottica di salvaguardia e tutela della salute umana. Tutte cose che evidentemente non piacciano a Bologna e le cui ricadute dovranno subire i nostri cittadini.”

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