Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Muller Fabbri diventa direttore a Washington, Forlì premia uno dei suoi figli che danno lustro alla città all'estero

Lunedì pomeriggio in apertura del Consiglio Comunale, il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini ha consegnato un attestato di benemerenza al professor Muller Fabbri, medico forlivese distintosi a livello internazionale

Forlì premia uno dei suoi figli che stanno dando lustro alla città all'estero. Lunedì pomeriggio in apertura del Consiglio Comunale, il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini ha consegnato un attestato di benemerenza al professor Muller Fabbri, medico forlivese distintosi a livello internazionale. Il riconoscimento arriva "per gli alti meriti in campo medico scientifico e il prestigio portato alla Città di Forlì nel mondo". Stimatissimo docente universitario, ricercatore, conferenziere, consulente, il professor Fabbri, allievo di Dino Amadori, è pioniere nel campo della ricerca biomolecolare che investiga nuove cure per combattere il cancro, minimizzando gli effetti collaterali nocivi delle stesse.

Numerosi gli incarichi fin qui rivestiti, recentemente è stato nominato direttore associato del "Center for Cancer and Immunity Research" del Children's National hospital di Washington. Fabbri, 48 anni, prendendo la parola in Consiglio ha parlato di una “bellissima sorpresa, che mi emoziona”, dato che fino all'ultimo non gli è stato detto che gli sarebbe stato conferito il riconoscimento della città. E' Forlì il suo epicentro in Italia, come spiega Fabbri: “Quando torno in Italia sono a Forlì dalla mia famiglia, ho studiato alla scuola media Pascoli, al Liceo Scientifico, con una carriera universitaria alla scuola superiore Sant'Anna di Pisa. Il momento chiave è stata la conoscenza di Dino Amadori, ricordo il primo colloquio avuto con lui e purtroppo anche l'ultimo, in mezzo tanti altri incontri importanti dal punto di vista professionale e umano. Gli devo tutto della mia carriera come mentore”.

“La mia carriera è iniziata con una borsa di studio delle Ior. Ero contento di fare il clinico oncologico a Forlì, ma continuavo a vedere tanta gente morire, ho lavorato all'Hospice di Forlimpopoli dove si accompagna l'ammalato negli ultimi giorni della sua vita, anche qui ho avuto persone che mi sono morte tra le braccia. Questa malattia (il cancro, ndr) mi ha sempre interessato e  da medico oncologo mi sono sempre chiesto se potevo fare qualcosa in più. Mentre avevo questo travaglio interiore, Amadori mi propose un'esperienza all'estero, in America. Doveva essere un anno , sono stato 14 mesi a Filadelfia ed ero già pronto a tornare quando mi vollero tenere a completare gli studi. Dino capì subito che la mia strada era lì, mi chiese però di collaborare con l'Istituto a cui all'epoca stava già pensando, l'Irst”. Muller Fabbri ha lavorato quindi in centri di ricerca, ospedali e università a Los Angeles, alle Hawaii, fino all'incarico raggiunto a fine giugno al Children's National hospital di Washington, "dove stiamo avendo risultati importanti”, spiega.

E sul premio della città ha aggiunto: “E' un onore. Si dice che nessuno è profeta in patria e un po' l'ho pensato anche io: l'Italia mi ha cresciuto professionalmente, ma poi mi ha accolto un altro Paese, perché il frutto della mia ricerca ora è targata Stati Uniti”. Ma l'attestato in consiglio comunale per Fabbri, ha avuto l'importanza di un riconoscimento della sua opera di ricercatore anche in Italia.

Consegnandogli il premio, il sindaco Gian Luca Zattini lo illustra “come un bellissimo messaggio nel primo giorno di scuola, che fa capire agli studenti cosa si può fare se si è determinati. Risento nelle sue parole tante cose del professor Dino Amadori. Quando studiavo medicina, l'oncologia non aveva neanche un nome se non 'brutto male', e nella farmacologia c'erano appena tre paginette. Amadori iniziò ad occuparsene in una stanzetta dell'ospedale”. E sull'impegno di Fabbri all'estero aggiunge: “Non la vedo come una fuga di cervelli, l'intelligenza e la ricerca vanno condivisi. I benefici ora sono in America, ma lo saranno anche per noi, ne avremo giovamento tutti. Tutti dobbiamo gioire di queste esperienze”. Infine un richiamo all'attualità, quando il sindaco mette in relazione l' “esempio di scienza del professor Fabbri”, rispetto  “a una nicchia presente tra i nostri medici che ancora non riesce a capire i benefici della scienza come lo sono ora i vaccini”.

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