Stefanino, l'ultimo saluto. Trent'anni di vita insieme a CavaRei: "Amava Meldola"

"Ripercorrendo ora la sua vita, possiamo dire che il suo non è stato solo un sogno. Con la sua partecipazione alle attività di Associazioni, della Pro Loco, del Gruppo Scout ha dimostrato di essere stato un protagonista della vita pubblica nel più nobile dei significati", è il ricordo

Si sono svolti giovedì pomeriggio, alle 14.30, alla chiesa di San Francesco di Meldola, i funerali di Stefano Prati, il 47enne affetto dalla sindrome di Down attivo nel mondo del volontariato. Tutta la comunità meldolese è in lutto, perchè Stefanino (così era per tutti) era un esempio di integrazione e volontà. Ha frequentato il laboratorio socio-occupazionale di Cavarei (ex Tangram) dal suo insediamento a Meldola nel 1990 fino al giorno prima della sua scomparsa. "Sono stati 30 anni di presenza continua, partecipata ed entusiasmante che lo hanno reso a unanime pensiero sia di educatori che di utenti l’elemento più rappresentativo di tutto il Centro - è il ricordo di membri di CavaRei -. Per tutti coloro che lo hanno seguito è stato un compagno di viaggio di cui si farà fatica fare a meno".

"La Cooperativa è stata per lui un punto di riferimento, un luogo dove ha potuto sperimentare varie attività occupazionali, vivere tante esperienze e sperimentare stage lavorativi. In pratica la sua seconda famiglia, anche se considerando le sue frequentazioni, di famiglie Stefano ne ha avute tante - viene rimarcato -. Leggendo le tante frasi che in questo momento gli stanno dedicando i suoi amici ed i suoi concittadini, emerge quanto fosse conosciuto e amato a Meldola. Tutti hanno un ricordo o una foto con lui, a testimonianza di quanto fosse presente nella vita di tutti e di quanto lui stesso ci tenesse ad esserci. Quando nel 2015 realizzammo un libro fotografico per raccogliere i sogni lavorativi dei nostri ragazzi, Stefanino espresse senza esitazione di aver voluto fare il sindaco e per questo venne fotografato nello scranno più ambito del salone comunale, sotto quello stemma che rappresenta la sua comunità. In quel suo desiderio c’era tutto l’amore per il suo paese e la consapevolezza, senza presunzione, di esserne una parte importante".

"Ripercorrendo ora la sua vita, possiamo dire che il suo non è stato solo un sogno. Con la sua partecipazione alle attività di Associazioni, della Pro Loco, del Gruppo Scout ha dimostrato di essere stato un protagonista della vita pubblica nel più nobile dei significati - viene sottolineato -. Noi che abbiamo condiviso con lui tanti momenti e tanta vita, vogliamo ricordarlo col suo sorriso e col suo inconfondibile saluto che elargiva a chiunque conoscesse. Abbracciamo con tanto affetto tutta la sua famiglia e in particolare la mamma per averci donato un ragazzo così speciale". Stefano lascia la mamma Teresa e le sorelle Eleonora, Giuliana, Milena e Rita.

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