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Don Dario Ciani

Don Dario Ciani

Raccogliere tutte le testimonianze di don Dario Ciani: al via il progetto

Parte ufficialmente il progetto "Don Dario: il ricordo, l'esempio". A sette mesi dalla scomparsa del sacerdote, fondatore della Comunità di recupero di Sadurano e per oltre vent'anni cappellano delle carceri

Parte ufficialmente il progetto “Don Dario: il ricordo, l’esempio”. A sette mesi dalla scomparsa del sacerdote, fondatore della Comunità di recupero di Sadurano e per oltre vent’anni cappellano delle carceri di Forlì, il gruppo di amici e conoscenti a lui legati annuncia l’avvio del primo “step” della grande iniziativa condivisa, volta a perpetuare l’esempio di un uomo pieno di vita e di passione per gli ultimi. “La prima cosa che vorrei comunicare – dichiara il presidente dell’Associazione Amici di Sadurano, Alberto Bravi – è il cambio del nome del nostro sodalizio, che da oggi diventa semplicemente Amici di don Dario. Crediamo sia il modo migliore per continuare il cammino intrapreso con lui. Sono stati vent’anni intensi, premiati dalla possibilità di confrontarsi con don Dario e le sue molteplici esperienze di carità”.

Il progetto alla memoria comprende quattro attività che saranno realizzate dall’Associazione in collaborazione con Edizioni IN Magazine, il Comune di Forlì e la Diocesi di Forlì-Bertinoro: la creazione di un archivio dedicato, un libro, un docufilm e un convegno. Don Dario non ha lasciato memorie, né diari: da qui la necessità di compiere un lavoro di ricognizione e recupero di materiali, documenti e soprattutto testimonianze. Contestualmente al cambio del nome si è insediato il comitato scientifico, con il compito di indirizzo, supervisione e controllo sul progetto.

Dalla lista dei componenti spiccano alcune personalità di chiara fama, a cominciare dalla capofila, Cristina Mazzavillani, presidente di Ravenna Festival e consorte di Riccardo Muti. “Il maestro – attesta Bravi – era molto legato a don Dario ed ha sempre apprezzato la comunità di Sadurano”. In attesa dei finanziamenti, si parte con le 30 interviste video ad altrettante persone tratte dal mondo culturale e solidale, testimoni del suo gran cuore e di una scelta di vita che rimane singolare, sempre condotta a stretto contatto con le periferie del mondo. E’ una partita creativa che sarà gestita direttamente da IN Magazine, l’agenzia di comunicazione diretta dall’imprenditore Stefano Scozzoli, che si occuperà anche di riordinare e catalogare il materiale raccolto, sino alla creazione di un archivio completo. Seguirà la redazione di un libro, in cui dare vita ad un racconto composito a più voci, che rispecchierà la poliedricità del sacerdote, la scelta a priori di stare con i più poveri. La prefazione sarà proposta allo stesso Riccardo Muti.

Grande attenzione anche alla predisposizione del docufilm: “L’importante – precisa Bravi – è che la sua memoria, le sue battaglie, il suo lavoro di prete, operatore sociale e imprenditore non siano dimenticati ma diventino patrimonio di tutti e servano da esempio per le generazioni future”. L’assessore alla Cultura Elisa Giovannetti conferma il patrocinio del Comune di Forlì all’iniziativa: “La creazione di un archivio documentale su don Dario, che sarà poi donato alla Biblioteca Comunale, rientra a pieno titolo nel progetto di questa Amministrazione di implementazione del nostro sistema documentale. Un tassello determinante di questo lavoro è l’Archivio della Memoria dei Forlivesi, che sarà collocato nell’ex Asilo Santarelli”. Per quanto riguarda il futuro dell’Associazione oggi intitolata a don Dario, Alberto Bravi è ottimista: “Continueremo a lavorare per la collettività con l’attività di sempre: la Lotteria della Solidarietà di Forlì, il KIT del carcerato, la programmazione di Sadurano Serenade e Arte sul Colle, che da quest'anno si realizzerà in carcere con un concorso ad hoc: l'artista che si distinguerà sarà premiato in occasione dell'ultimo concerto della rassegna musicale Sadurano Serenade, in programma il 26 luglio prossimo, un anno esatto dalla scomparsa di don Dario”. Dissolti i dubbi sull’Associazione, resta da chiarire cosa ne sarà di Sadurano.

“Vi invito – dichiara Daniele Mambelli, primo storico presidente degli Amici di Sadurano, costituitisi nel 1995 - a salire al borgo tanto amato dal don. Quando arrivammo lassù, nella seconda metà degli anni Settanta, erano solo macerie e terreni incolti: il sacerdote ha riportato la vita, dando una casa a tanti ex carcerati e giovani disabili e creando lavoro per tante famiglie”. Don Dario è stato pioniere dell’agricoltura biologica, della valorizzazione dell’uomo e del suo reinserimento nella società attraverso il lavoro. “Tutto questo è stato e sarà possibile a Sadurano, dove la cooperazione sociale è diventata e rimarrà sempre realtà quotidiana”. Le due cooperative fondate da don Dario sono in liquidazione, ma tutto il bagaglio umano creato dal prete dei poveri è intatto, chiara testimonianza d’amore per la sua gente e le nuove generazioni.

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