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Un incontro per ricordare il decano dei giornalisti Mario Vespignani

Corrispondente dell'Avanti nel dopoguerra, fondatore e responsabile per tanti anni dell'ufficio stampa del Comune di Forlì, è stato molto apprezzato come compositore di testi della tradizione musicale romagnola.

Sabato, alle ore 15.30, nella sede dell'Istituto Friedrich Schürr, via Cella 488, Santo Stefano, si svolgerà un incontro per ricordare Mario Vespignani (Forlì 1927 - 2014), un grande romagnolo, molto popolare non solo a Forlì, città nella quale è nato e dove ha sempre vissuto. Vespignani è stato un punto di riferimento per la cultura della nostra terra; fu stretto collaboratore di Aldo Spallicci nella valorizzazione del dialetto e nella redazione della rivista "La Piè". Corrispondente dell'Avanti nel dopoguerra, fondatore e responsabile per tanti anni dell'ufficio stampa del Comune di Forlì, è stato molto apprezzato come compositore di testi della tradizione musicale romagnola.

Decano fra i giornalisti della nostra regione, Vespignani iniziò a scrivere per le redazioni locali e nazionali,  alternando la cronaca con la saggistica, la narrativa, il teatro e la poesia, nella quale ha creato un ricco repertorio che spazia dalla dimensione lirica alle sferzanti " zirudêli". Da ricordare la sua intensa attività di organizzatore e conduttore dei trebbi "di piadarul" (per un totale di 72 trebbi in altrettanti paesi della Romagna, dal 1986 al 2003). Molto intensa è stata la sua opera di promozione dell'Associazione Schürr, nei primi anni di attività, quando la si voleva far conoscere al popolo di Romagna.

Il programma dell'iniziativa prevede la trattazione della biografia e del profilo umano, culturale e sociale di Vespignani da parte di Gabriele Zelli. Successivamente si svolgerà un trebbo dedicato a Mario con la lettura di sue poesie, zirudelle e scritti fa parte di dicitori e poeti romagnoli, nonché l'esecuzione di brani musicali su suoi testi che verranno eseguiti da Claudio Molinari, Tina e Mauro Neri. Nel corso dell'incontro, coordinato da Radames Garoia, sarà consegnato alla figlia Mariangela il premio "Argaza d’arzent" alla memoria, per la lunga e prolifica attività di poeta e autore dialettale. Ingresso libero. 

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