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Forlì ricorda Silver Sirotti vittima dell'attentato al treno Italicus

In occasione del 41° anniversario dell'attentato al treno Italicus, avvenuto a San Benedetto Val di Sambro nel 1974, martedì la città di Forlì ricorda Silver Sirotti

In occasione del 41° anniversario dell'attentato al treno Italicus, avvenuto a San Benedetto Val di Sambro nel 1974, martedì la città di Forlì ricorda Silver Sirotti, cittadino forlivese, vittima dell'attentato, medaglia d'oro al valore civile. La cerimonia istituzionale si svolgerà nella mattinata alle 10, nel parco “Silver Sirotti” di via Ribolle, dove alla presenza dei familiari, delle massime autorità cittadine, dei Gonfaloni del Comune di Forlì e della Provincia di Forlì-Cesena e delle rappresentanze delle associazioni combattentistiche e d’Arma, verranno deposti fiori al cippo che ricorda il sacrificio del giovane forlivese. Interverrà il sindaco di Forlì, Davide Drei.

Il 4 agosto 1974 sul treno "Italicus", che collegava Roma con il Brennero, esplose una bomba provocando la morte di 12 persone e ferendone altre 48. La deflagrazione avvenne al termine della galleria di San Benedetto Val di Sambro, sulla linea Firenze-Bologna, a circa 40 Km da Bologna. L'attentato fu rivendicato dagli estremisti di “Ordine nero”. Fra i morti anche il ferroviere forlivese Silver Sirotti in servizio come controllore. Il giovane, diplomatosi all'Istituto tecnico industriale “G. Marconi” di Forlì nel 1968, era sopravvissuto all'esplosione ma trovandosi in vicinanza della vettura colpita e compresa la tragedia soccorse alcuni viaggiatori; poi, visto che le fiamme si diffondevano sempre più, impugnò un estintore e tornò per l'ultima volta nella vettura esplosa, dove il fumo e le fiamme spensero la sua giovane vita. Nel 1975, con Decreto del Presidente della Repubblica, gli fu conferita la medaglia d'oro al valore civile per il coraggioso atto compiuto con la seguente motivazione: “Controllore in servizio, in occasione del criminale attentato al treno Italicus non esitava a lanciarsi, munito di estintore, nel vagone ov’era avvenuta l’esplosione per soccorrere i passeggeri della vettura in fiamme. Nel nobile tentativo, immolava la giovane vita ai più alti ideali di umana solidarietà. Esempio fulgido di eccezionale sprezzo del pericolo e incondizionato attaccamento al dovere, spinti fino all’estremo sacrificio”.

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