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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cronaca

"Ricostruire la sovranità per sradicare le mafie": ne parla il procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo

L'incontro, che fa parte del ciclo "Alla ricerca della sovranità perduta", è organizzato dal Centro studi Melandri, con il patrocinio del Campus Unibo di Forlì

Giuseppe Creazzo, procuratore capo della Repubblica di Firenze, sarà il protagonista dell'incontro organizzato dal Centro Studi Melandri dal titolo "Ricostruire la sovranità ... per sradicare le mafie", in programma venerdì alle 17 l'Aula 14 del Campus universitario, in viale Corridoni 20. L'incontro, che fa parte del ciclo "Alla ricerca della sovranità perduta", è organizzato dal Centro studi Melandri, con il patrocinio del Campus Unibo di Forlì. E' aperto al pubblico ed ha come obiettivo una profonda riflessione sulle nuove forme di contrasto alla criminalità organizzata, "sempre piu capace di far sentire la sua pericolosa e nociva ingerenza nell' intera penisola  inclusi i territori di eccellenza". L'evento formativo è accreditato dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Forlì - Cesena . Presenterà l'intervento del procuratore Creazzo il professor Salvatore Vassallo, docente dell'Università di Bologna-Campus di Forlì  e direttore dell'Istituto Cattaneo.  Seguirà il dibattito, a cui interverranno Domenico Guzzo, storico e Antonio Giannelli, vice prefetto. 

Chi è Giuseppe Creazzo

Nato nel 1955, in magistratura dal 1984, ha iniziato da  sostituto procuratore a Enna dove è rimasto fino al 1989, quando è stato trasferito a Reggio Calabria, prima come sostituto procuratore presso la Pretura, poi come giudice presso il Tribunale e ancora come consigliere alla Corte d’Appello e infine come sostituto procuratore alla Procura della Repubblica presso il tribunale, dove ha  fatto parte della Direzione Distrettuale Antimafia. Quale GIP di Reggio Calabria si è occupato dell’omicidio del giudice Cesare Terranova (ucciso il 25/9/1979 a Palermo insieme a Lenin Mancuso, della sua scorta) e dell’omicidio del giudice Antonino Scopelliti, ucciso a Villa S. Giovanni il 9/8/1991. In entrambi i processi erano imputati i capi di Cosa Nostra. 

Da componente della DDA di Reggio, è stato referente distrettuale per i procedimenti riguardanti la tratta degli esseri umani e del settore cattura latitanti. Si è occupato di diverse importanti indagini tra cui quella sull’omicidio dell’on. Francesco Fortugno, vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria, ucciso il 16 ottobre del 2005 all’interno di un seggio elettorale. Le indagini condotte hanno portato alla cattura e alla condanna definitiva all’ergastolo di quattro soggetti. Nel luglio 2006 è stato chiamato al Ministero della Giustizia e nominato Vice Capo dell’Ufficio Legislativo. In tale qualità ha fatto anche parte della Commissione per la riforma del codice di procedura penale presieduta da Giuseppe Riccio e di quella per la riforma del codice penale guidata da Giuliano Pisapia.

Nel marzo 2009 gli è stato conferito dal Consiglio Superiore della Magistratura l’incarico di procuratore della Repubblica di Palmi. 
In tale qualità ha personalmente curato i casi più importanti, come il processo “Migrantes”,scaturito dagli scontri di Rosarno fra migranti africani e popolazione locale; ad appena tre mesi da quei fatti, che ebbero eco in tutto il mondo, fu disposta la cattura di 34 fra caporali e datori di lavoro e il sequestro di circa 200 appezzamenti di terreno dove i migranti di origine africana, molti dei quali clandestini, venivano fatti lavorare alla raccolta degli agrumi in condizioni di sfruttamento; il processo riguardante l’omicidio di Fabrizio Pioli, l’elettrauto di Gioia Tauro scomparso il 23 febbraio 2012, quando è stato assassinato durante una spedizione organizzata da padre e fratello di Simona Napoli, ragazza con cui aveva una relazione che non piaceva alla famiglia; il caso riguardante Concetta Cacciola, la testimone di giustizia che, dopo essersi ribellata ai soprusi da parte dei familiari, fuggendo e andando a collaborare con la giustizia, per amore dei suoi tre figli era rientrata a casa, dove poi fu trovata morta per ingestione di acido muriatico, forse uccisa simulando il suicidio. 

E’ stato docente a contratto di Ordinamento Giudiziario e Forense presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università degli Studi di Reggio Calabria dal 2010 al 2013. Ha svolto incarichi di insegnamento di diritto penale e procedura penale presso la  Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali della la facoltà di giurisprudenza dell’Università degli Studi di Reggio Calabria. Ha svolto incarichi di relatore ai corsi di formazione per magistrati presso la Scuola superiore della Magistratura. Dal giugno 2014 è Procuratore della Repubblica di Firenze. Molte indagini in materia di riciclaggio hanno permesso di ricostruire i rapporti tra imprenditori di altre regioni e gli investimenti in Toscana, con sequestri di patrimoni (ad es. per oltre cinque milioni di euro nei confronti di soggetti con legami con la criminalità organizzata calabrese, nel luglio 2017).
 

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