Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Riesplode la movida, come la pandemia ha cambiato le abitudini dei giovani. E i locali si stanno re-inventando

Abbiamo parlato con quattro proprietari di locali del centro per capire come stanno vivendo il ritorno prepotente della movida

Dopo un inverno di chiusura, ecco di che cosa hanno voglia i giovani: strade gremite di persone, il vociare dei ragazzi, musica a tutto volume, cocktail e tanta allegria, il tutto nel centro storico di Forlì. Abbiamo parlato con quattro proprietari di locali del centro per capire come stanno vivendo il ritorno prepotente della movida.  Partiamo da corso Garibaldi, dove si trova il circolo culturale Demodè. Il responsabile, Andrea Marelli spiega: “Come associazione non potevamo neanche fare gli asporti. Abbiamo dovuto aspettare molto per poter riaprire. Fortunatamente i nostri associati ci hanno sostenuto e continuano a venire. Però ora viene l’estate, quando c’è meno lavoro. Aspettiamo l’autunno per ripartire come una volta”. Il circolo si è sempre distinto grazie ad eventi culturali di ogni tipo, attirando una clientela alternativa e fedelissima. “Abbiamo un sacco di idee” spiega Andrea “Adesso un artista locale, Luca Casadei, sta organizzando una mostra fotografica sul nostro locale, per fare vedere tutte le sfumature di Demodè. Oltre a questo abbiamo dovuto cambiare un po’ la logica del circolo. Prima aprivamo la sera, dopo cena. Ora, fino a che c’è stato il coprifuoco più serrato, abbiamo dovuto aprire molto prima. Il nostro obiettivo è quello di fare tutto in regola, evitando gli assembramenti. Infatti per gli Europei faremo i posti limitati, per poche persone. Vogliamo evitare la ressa, permettendo comunque a tutti di divertirsi, come una volta”. 

E passando in piazza dove Marco Sarti, titolare del bar Saffi 25, racconta di un’esperienza totalmente diversa. “Abbiamo completamente cambiato clientela. Prima lavoravamo principalmente di pomeriggio, con gli impiegati del Comune. Ora in molti sono in smart working. Ci siamo dovuti adattare. Adesso da noi vengono principalmente ragazzi la sera, anche perchè sono gli unici in giro in centro” ha spiegato Marco. “Mettiamo la musica, loro vengono, si divertono. Gli incassi sono rimasti gli stessi, però tutto il resto è cambiato. C’è voglia di svago da parte dei giovani e noi offriamo loro ciò che cercano”. 

Incamminiamoci ora per corso della Repubblica dove anche Leslie Leoni, gestore del bar Ca Leoni, ha sottolineato il desiderio di divertimento, spiegando: “C’è tanta voglia di tornare come prima, di divertirsi e uscire. Poi adesso c’è il problema che il centro di Forlì si svuota l’estate. Dobbiamo aspettare settembre per tornare come nel 2019.” Poi ha raccontato di un peculiare fenomeno: “A causa del coprifuoco molti hanno spostato prima l’aperitivo. Adesso lo fanno al posto della merenda, dalle cinque. Di certo è stato un cambiamento”. Infine ha mostrato la sua preoccupazione per il distanziamento sociale: “Ne abbiamo approfittato per ampliare lo spazio all’esterno, vogliamo evitare assembramenti. Ecco perché non faremo vedere gli Europei col maxischermo, metteremo solo una radio per chi è interessato. Purtroppo qui non ci sono gli spazi”. 

Infine torniamo indietro, percorrendo via delle Torri per arrivare in piazza Cavour, il nuovo 'food district' di Forlì, dove Marco Pasini, proprietario di Nati a Forlì, è rimasto ottimista dichiarando: “Ho visto la riapertura come molto positiva, stiamo tornando come prima. Ci sono stati dei cambiamenti, però questo è il momento in cui bisogna lottare e tenere duro, sfruttare ogni opportunità”. Poi ha aggiunto “Prima noi facevamo i buffet, ora invece abbiamo dovuto cambiare modello di ristorazione. Facciamo aperitivi, pranzi e cene. Di certo è diverso, per esempio teniamo aperto anche di più la sera, quando i giovani hanno più voglia di uscire a svagarsi”.

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