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Cronaca Forlimpopoli

Tra la boscaglia ed i rovi spuntano rifiuti edili abbandonati: area bonificata

E' stata inoltrata una denuncia alla Procura della Repubblica di Forlì per abbandono incontrollato di rifiuti pericolosi e non pericolosi da parte di titolari di imprese o responsabili di enti

Impegno costante, controlli sistematici, finalizzati alla tutela del territorio e alla prevenzione generale, da parte del Nucleo Operativo del Corpo della Guardia Zoofila Ambientale di Forlì, sui rifiuti abbandonati. Questa volta è avvenuto nell’area interna alla cava di Selbagnone, nel comune di Forlimpopoli. In fondo a una scarpatina, parallela al fiume Bidente, occultati tra la boscaglia e dai rovi, sono stati rinvenuti rifiuti abbandonati, verosimilmente provenienti da cantiere edile.

Nell’occasione, sullo stesso sito, è stato accertato anche un altro abbandono di rifiuti, probabilmente avvenuto anni addietro, con i materiali presenti parzialmente inglobati al suolo. E' stata inoltrata una denuncia alla Procura della Repubblica di Forlì per abbandono incontrollato di rifiuti pericolosi e non pericolosi da parte di titolari di imprese o responsabili di enti. In accordo con il Comune di Forlimpopoli, che si è reso immediatamente disponibile alla rimozione dei rifiuti rinvenuti, l’area è già stata ripristinata.

"Certamente rispetto al passato la situazione è decisamente migliorata pur rimanendo una zona permanentemente attenzionata - osserva il comandante Stefano Ghetti -. L’area è chiusa da sbarre di accesso che sono aperte solo negli orari diurni, quando la cava è in funzione per il normale svolgimento delle proprie attività, tra le quali rientra anche il ritiro di alcuni materiali edili al fine di riciclo".

Ghetti ribadisce che "chi getta i rifiuti nell’ambiente agisce in base ad una cultura di illegalità elevata a stile di vita. Quindi, come sempre, non parliamo solo ed esclusivamente di rifiuti. Infatti, riteniamo che un’impresa, un artigiano o qualche lavoratore completamente sconosciuto al fisco non avrà la possibilità o la “sfacciataggine” di compilare un documento di trasporto, quale il formulario, obbligatorio per legge, per conferire rifiuti o comunque materiali prodotti da lavori eseguiti in nero".

"Ora rimangono le responsabilità da delineare a carico dei responsabili del fatto - continua Ghetti -. Oltre alla responsabilità penale per abbandono di rifiuti ed eventuali altri reati in fase di accertamento, vi sono sicuramente anche quelle amministrative per la violazione sull’obbligo del documento di trasporto “formulario di identificazione dei rifiuti” e verosimilmente anche in relazione alla tenuta, omessa o incompleta, del registro di carico-scarico dei rifiuti nonché eventualmente in relazione alla procedura Sistri".

"La sola violazione relativa al registro comporta una pena pecuniaria da 2600 euro a 15.500 euro e nell’insieme, le violazioni, se accertate, comporterebbero una pena pecuniaria di qualche decina di migliaia di euro - conclude -. Non da ultime, si potrebbero verosimilmente riscontrare violazioni in campo tributario, le quali, di regola, sarebbero doverosamente comunicate al Comando della Guardia di Finanza competente per territorio. Ogni attività espletata dal Corpo, che ricordiamo essere sempre “al servizio dei cittadini”, comprende, oltre alle peculiari attività di prevenzione e repressione dei reati e degli illeciti negli specifici settori di competenza, anche funzioni di prevenzione generale".

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