Rifiuti, la protesta di un ristorante: "Costi raddoppiati e meno servizi, serve class action contro Alea"

Costi maggiorati, servizi meno efficienti e mancanza di comunicazione con l'operatore pubblico della raccolta dei rifiuti: si può sintetizzare così la protesta contro Alea Ambiente

Costi maggiorati, servizi meno efficienti e mancanza di comunicazione con l'operatore pubblico della raccolta dei rifiuti: si può sintetizzare così la protesta contro Alea Ambiente di Nicolò Russo, titolare del ristorante  e albergo 'Acquacheta' di San Benedetto in Alpe. Russo chiama a raccolta quanti si trovano nella sua stessa situazione, soprattutto commercianti e attività produttive, così da poter valutare una class action contro Alea. I problemi della raccolta dei rifiuti si ramificano quindi anche nelle aree più remote del territorio forlivese, dove una minore pressione demografica dovrebbe far ritenere la situazione più semplice e meno gestibile.

Ma non è così, a sentire la descrizione della sua situazione data dal titolare dell'hotel e ristorante: “Attualmente mi trovo a spendere oltre 3000 euro nel 2019 (al momento fatturati come acconti) a confronto dei circa 1400 euro degli anni precedenti che includevano un vero servizio da parte di Hera, bollette alla mano. Ho fatto tante richieste dal novembre 2018: la prima sulle tariffe e sul contratto con i costi, senza aver avuto una risposta, la seconda su dove ubicare i miei bidoni, non avendo spazio interno sono costretto a lasciarli giorno e notte lungo la strada e spesso mi trovo sorprese di vicini o turisti che non sanno dove buttare l'immondizia; la terza di poter avere una variazione dei contenitori ricevuti e mi è stato risposto che devono inoltrare la richiesta e valutare se mi possono dare i bidoni di cui io avrei bisogno (devono decidere loro cosa darmi?), Anche qui  ancora nessuna risposta dopo già diversi mesi.  Ho chiesto diversi appuntamenti per avere un contatto diretto visto che sia allo sportello che al call-center mi hanno sempre detto di inoltrare email, cosa che ho fatto e non ho mai avuto una risposta”.

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E conclude: “Ho deciso di fare questa lettera pubblica per sapere se anche altri commercianti e privati si trovano nella mia stessa situazione, così da trovare una soluzione insieme come coalizione di utenti e nel peggiore dei casi fare una class action nei confronti di Alea Ambiente”.

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