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Rifiuti urbani, la sfida dell'Emilia Romagna: obiettivo 70% per la raccolta differenziata

"Il raggiungimento degli obiettivi di prevenzione e recupero – evidenzia Freda – consentirà di ridurre progressivamente il fabbisogno di smaltimento finale, a partire dall'ottimizzazione dei flussi in base al principio di prossimità"

Ridurre la produzione pro-capite di rifiuti urbani del 25%, raggiungere il 70% di raccolta differenziata, riciclare il 60% dei rifiuti prodotti, dare priorità al recupero di materia rispetto al recupero di energia, e minimizzare lo smaltimento a cominciare dal conferimento in discarica. Sono questi i principali obiettivi che l'Emilia Romagna dovrà raggiungere entro il 2020 secondo quanto previsto dal Documento preliminare del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR) approvato dalla Giunta Regionale su proposta dell'assessore all'Ambiente e alla Riqualificazione urbana Sabrina Freda.

Si tratta dell'atto fondamentale che delinea la struttura portante del nuovo Piano Regionale Rifiuti e che avvia la procedura di confronto con l'Assemblea legislativa, con gli enti territoriali, le associazioni e tutti i portatori di interesse e che dovrà portare all'approvazione definitiva del Piano entro il 12 dicembre di quest'anno, così come disposto dal Dgls 152/06. «Il Piano deve individuare strategie per il contenimento della produzione di rifiuti “alla fonte” – spiega Freda – e significa trovare soluzioni per prolungare la vita dei prodotti e incentivare processi di produzione con meno sprechi, puntando quindi su un diverso modello di sviluppo che superi la cosiddetta “società dei consumi”, che ha mostrato tutti i suoi limiti, e assuma invece come motore la sostenibilità».

In questa ottica, il secondo obiettivo strategico è costituito dal recupero di materia dai rifiuti. «Dobbiamo riuscire – prosegue Freda – a far crescere e prosperare sul territorio regionale una filiera integrata del recupero, attraverso specifici accordi tra associazioni di categoria, consorzi e altri soggetti coinvolti nella gestione dei rifiuti. Sfruttando le potenzialità del recupero, vogliamo creare un nuovo mercato di materie prime seconde, da usare nei cicli produttivi al posto della materia vergine, realizzando sul territorio veri e propri distretti del recupero.»

Infine, recupero e prevenzione dovranno incidere positivamente sullo smaltimento, fase conclusiva del ciclo di gestione dei rifiuti. «Il raggiungimento degli obiettivi di prevenzione e recupero – conclude Freda – consentirà di ridurre progressivamente il fabbisogno di smaltimento finale, a partire dall'ottimizzazione dei flussi in base al principio di prossimità, alla conseguente razionalizzazione e fino alla progressiva riduzione dell’impiantistica a livello regionale. In definitiva, il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti renderà l'Emilia Romagna avamposto della cosiddetta “Clean Economy", naturale articolazione della Green Economy, che punta sullo sviluppo di innovative tecnologie a impatto zero, in grado di trasformare i rifiuti in risorsa superando la logica dello smaltimento».

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