Riforma del codice della strada, l'Asaps: "No ai 150 in autostrada. Cellulare alla guida, sospendere la patente"

L'Asaps – Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale - ha presentato un documento illustrativo delle diverse problematiche connesse alla sicurezza stradale

La Commissione Trasporti della Camera ha proseguito mercoledì le audizioni informali nell'ambito della discussione e approvazione dei vari disegni di legge di riforma del Codice della Strada. L'Asaps – Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale - ha presentato un documento illustrativo delle diverse problematiche connesse alla sicurezza stradale. Tra i temi principali quello della distrazione alla guida dovuto all'utilizzo di telefonini e smartphone.

"Non è più rinviabile l'inasprimento delle sanzioni accessorie per chi guida distratto - afferma il presidente Giordano Biserni -. Serve da subito la sospensione della patente alla prima violazione, in Italia è prevista infatti solo nei casi di recidivi nel biennio. Peccato che non esista una banca-dati nazionale delle violazioni amministrative, mentre quella sui punti-patente viene spesso aggiornata con grave ritardo. Nel mondo digitale e iperconnesso in cui viviamo è quotidiana l'immagine di chi invia sms, chatta su whatsapp, controlla il profilo social, si fa un selfie mentre sta al volante. Distrazioni che spesso si pagano care, anche con la vita. E' la sbornia del Terzo Millennio, un fenomeno in espansione geometrica, ora prima causa di morte e feriti sulle strade italiane".

Velocità

Altra priorità per Asaps è legata alla seconda causa di morte e lesioni in materia di infortunistica stradale, quella della velocità. "Siamo totalmente contrari anche alla sola possibilità di concedere l'aumento dei limiti a 150 km/h su certe autostrade - tuona Biserni -. Ma nessuna concessionaria lo ha mai elevato non ravvisando le condizioni di sicurezza indicate dal Codice. Nessun Paese al mondo sta pensando di farlo. Ora verifichiamo i fatti concreti. Sicuramente l’elevazione del limite comporterà un maggior consumo i carburanti e un maggior inquinamento. Non si discute. Di fatto con questa riedizione del vecchio progetto Lunardi (2001) non si guadagnerà assolutamente tempo perché è dimostrato che ad una elevazione del limite anche di soli 10 chilometri (di più per 20 chilometri) aumenterebbero parallelamente i sinistri, magari anche di lieve entità ma che causerebbero più frequenti code e rallentamenti, quindi si correrebbe di più per fermarsi più spesso, è indubitabile. I 20 chilometri orari in più in un tratto come quello da Milano a Rimini farebbero guadagnare il prezioso risultato di arrivare al mare circa 20 minuti prima. Una differenza essenziale. E del differenziale di velocità fra camion  in sorpasso che occuperanno per km due corsie e le vetture che si fionderanno sui 160 chilometri orari nella terza e unica  corsia libera che valutazioni si danno?".

Etilometri

Asaps ha poi lanciato l'allarme sull'assenza degli etilometri sulle pattuglie delle forze dell'ordine. "Nel momento in cui anche la Corte Costituzionale ha decretato la legittimità delle più gravi sanzioni per omicidio stradale per chi guida ubriaco e drogato, emerge nuovamente un problema devastante per la sicurezza stradale, l'assenza di idonea strumentazione per misurare il tasso alcolemico - osserva Biserni -. Ci sono centinaia di etilometri in attesa al Centro di revisione di Milano, unico in Italia, con Tir pieni di etilometri che arrivano da tutta la Penisola. Non è più ammissibile che l'ufficio preposto a Roma, il Csrpad sia fermo in manutenzione da 26 mesi, non è degno di un paese civile. E se poi quella pattuglia non ha effettuato il controllo etilometrico? Chi lo spiega ai familiari della vittima? E' passibile anche di denuncia per omissione?". Asaps, continua il presidente, "chiede inoltre la riduzione dei tempi per la revisione annuale degli etilometri, con apertura di nuovi centri di revisione in Italia. Non parliamo poi del "drogometro", introdotto da una Legge del 2010, ma tutt'ora non presente sulle strade, per l'assenza di un decreto attuativo".

Altri fenomeni

Asaps ha poi evidenziato "nuovi fenomeni che vanno contrastati con fermezza sulle arterie italiane", come quello dei "prestanome", persone fisiche e giuridiche che sono proprietari di centinaia di veicoli ma che non dichiarano reddito o che sono falliti, mentre le loro macchine vengono utilizzate dalla criminalità e vengono coinvolte in episodi di “pirateria stradale”.

Bici contromano

"Asaps" è favorevole - prosegue Biserni - ma con una normativa prudente, alla circolazione in controsenso dei ciclisti su strade quartierali, ove già vige il limite di velocità di 30 chilometri orari, con larghezza della carreggiata da definire con apposito decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con l'analisi dei sinistri avvenuti negli ultimi 10 anni, e con un periodo di sperimentazione di almeno un anno sotto la competenza dei sindaci, al termine del quale si potrà rendere definitivo il provvedimento, che comporta sicuramente rischi per l'utenza. Infatti un discorso è prevedere la circolazione in controsenso dei velocipedi in una città con un limitato parco di questi mezzi, un altro è prevederlo nelle città ad altissima vocazione ciclistica come i centri di pianura dell’Emilia Romagna o del Veneto nelle quali, specie nei giorni di mercato, anche nelle province più piccole si spostano in bicicletta e contemporaneamente alcune decine di migliaia di mezzi a pedali. Si potrà verificare che arriveranno controsenso decine e decine di ciclisti dall’andamento incerto (tanti sono anche gli anziani) e dalla lenta percezione della situazione e delle condizioni di rischio. Altro aspetto da considerare è quello delle città con planimetria completamente piatta e città che hanno colline con sali scendi, quindi acceleratrici della velocità lato discesa, in un contesto di oggettivo maggior rischio. Si considerino anche gli ingressi dei veicoli dalle laterali delle singole strade".

Sosta invalidi

Con riferimento alla circolazione e sosta dei veicoli al servizio di persone invalide, per la previsione dell’esenzione della corresponsione di alcuna somma nelle aree di sosta a pagamento per i veicoli a servizio delle persone con disabilità (fatto che è già presente in molte città italiane), Asaps "esprime parere favorevole, ma si chiede contemporaneamente l'introduzione di una banca-dati nazionale per i controlli sui permessi disabili, per verificare in tempo reale ad esempio l'esistenza in vita del titolare, considerato l'avvio dell'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente. Per quanto attiene i proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie (articolo 208 del codice della strada) Asaps chiede l'attuazione della rendicontazione delle azioni effettuate dagli Enti Locali, come già previsto dalla Legge numero 120/2010, ma non attuata per mancata approvazione del relativo Decreto".

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