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Rinviata la riforma dei quartieri, l'assessore: "Emendamenti costruttivi". Il Pd: "Dubbi del segretario comunale"

Cintorino: "In queste ore ci sono pervenute varie proposte di emendamento, alcune da parte del Movimento 5 Stelle e di Italia Viva, meritevoli di accoglimento e di un maggiore e trasversale approfondimento"

 “Alla luce delle numerose osservazioni e degli altrettanti emendamenti pervenuti lunedì mattina, abbiamo deciso, d’intesa con i capigruppo di maggioranza e opposizione (circostanza smentita però dal Pd e Forlì & Co), di rinviare la discussione della delibera di consiglio riguardante il nuovo regolamento dei quartieri”: ad annunciarlo in apertura di consiglio è lo stesso assessore con delega al Decentramento, Andrea Cintorino, che sintetizza “la volontà dell’Amministrazione comunale di andare incontro alle richieste dei territori, laddove compatibili con gli obiettivi strategici di mandato, e di confrontarsi in maniera costruttiva con le opposizioni, senza pregiudizio e senza alcuna preordinata ostilità".

Sempre Cintorino: "In queste ore ci sono pervenute varie proposte di emendamento, alcune da parte del Movimento 5 Stelle e di Italia Viva, meritevoli di accoglimento e di un maggiore e trasversale approfondimento, rappresentando una critica costruttiva. Un approfondimento che si rende necessario, soprattutto per alcune tematiche, per recepire nell’articolato i suggerimenti pervenuti e apportare migliorie tecniche e sostanziali allo scheletro originario della delibera consiliare. L’auspicio è che la buona volontà di questa Amministrazione si coniughi con un atteggiamento altrettanto costruttivo dei gruppi di minoranza nell’interesse, assolutamente prioritario, di tutta la comunità forlivese.” L'annuncio del rinvio è giunto nel Consiglio comunale di lunedì, dopo che la scorsa settimana c'era stato il voto bi-partisan per la proroga degli attuali organi dei quartieri per sei mesi. Senza il voto, invece, sarebbero decaduti alla fine di novembre. Questo permetterà ulteriori 6 mesi per gli approfondimenti.

Sul punto interviene anche il gruppo del Partito Democratico: "Con grande soddisfazione accogliamo il parere con cui il segretario generale dà ragione alle nostre osservazioni e ritiene necessario il rinvio, per compiere ogni dovuto approfondimento, della delibera relativa al nuovo regolamento dei quartieri. Il segretario, sulla scorta delle nostre osservazioni – spiegano - ha rilevato il potenziale contrasto del regolamento in approvazione con lo Statuto Comunale vigente, con speciale riferimento al ruolo dei Comitati di Quartiere, a cui lo Statuto attribuisce espressamente un potere di rappresentanza della cittadinanza, che nel nuovo regolamento sarebbe invece attribuito ai Coordinamenti territoriali di quartiere, organo elettivo di secondo livello".

"Ebbene, il parere del segretario comunale, che ringraziamo per l’attenzione prestata all’argomento e la disponibilità ad approfondire e dirimere le potenziali illegittimità dello stesso, fa proprie le nostre osservazioni, ripetutamente rappresentate all’assessore competente e all’intera maggioranza, ma sempre rimaste inascoltate. Proprio per questi motivi – ricordano i dem- avevamo ritenuto opportuno convocare tempestivamente un Consiglio comunale straordinario, da molti esponenti della maggioranza liquidato come una inutile perdita di tempo e di denaro, e che invece si è rivelato un momento indispensabile per far emergere le perplessità, non più solo nostre, a questo punto, sulla legittima del Regolamento stesso. Sotto il profilo politico, pertanto, viene certificata l’ennesima incapacità e brutta figura da parte dell’amministrazione e dell’assessore Cintorino, che respingendo pervicacemente ogni proposta di collaborazione giunta dai banchi della minoranza per tentare di migliorare il testo proposto, ha insistito su una proposta che, evidentemente, presenta gravi profili di illegittimità", concludono i consiglieri del gruppo Consiliare del Partito Democratico.

Sulla stessa linea i consiglieri di Forlì e Co. Giorgio Calderoni e Federico Morgagni: "Lo Statuto del Comune di Forlì individua unicamente i Comitati di Quartiere quali “organismi di partecipazione e consultazione”, definendoli espressamente come “organismi consultivi dell’Amministrazione comunale” e “mezzi di segnalazione” alla stessa delle problematiche relative al proprio territorio. Lo Statuto prevede inoltre l’elettività dei Comitati di Quartiere, in ciò stabilendo quel nesso inscindibile tra elettività popolare e attribuzione agli stessi delle citate funzioni. Al contrario, la proposta del nuovo Regolamento spezza questo nesso inscindibile tra elettività e attribuzione di funzioni consultive e di partecipazione popolare, in quanto contempla sì l’elezione dei Comitati di Quartiere ma li priva di questi compiti per attribuirli invece a organismi di secondo grado e privi della diretta investitura elettiva popolare denominati Coordinamenti Territoriali dei Quartieri. Secondo la proposta infatti sono i Comitati territoriale di quartiere che si relazioneranno con l’Amministrazione con funzioni di proposta e interlocuzione, oltre ad avere la facoltà di indirizzare richieste e proposte agli organi comunali competenti, relativamente al bilancio comunale, al piano triennale e allo stato di attuazione delle opere pubbliche di interesse del territorio".

Ed ancora: "Altro punto critico del Regolamento è l’articolo 12, che attribuisce alla Giunta il compito di approvare specifiche linee guida per l’organizzazione e la gestione dei Coordinamenti territoriali dei quartieri su aspetti come sedi, strumenti, risorse finanziarie, risorse umane. Questo passaggio, che significa sostanzialmente l’attribuzione “in bianco” dell’emanazione di Linee guida alla Giunta, è in contrasto con gli articoli dello Statuto che attribuiscono al Consiglio le funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo del Comune, assegnando invece alla Giunta la funzione di attuare quegli indirizzi. Il riconoscimento delle puntualità delle nostre osservazioni è arrivato poche decine di minuti prima dell’inizio del Consiglio comunale con un parere del Segretario generale del Comune che sollecitava il rinvio della discussione del documento, data la necessità di approfondire i punti di contrasto con lo Statuto da noi evidenziati, cosa che poi è effettivamente avvenuta.
La forzatura tentata dall’Amministrazione è quindi fallita e la vicenda è tornata al punto di partenza".

Ed infine Massimo Marchi di Italia Viva: "Una riforma del sistema del decentramento nel nostro territorio è una necessità manifestata da più parti e che anche noi condividiamo. Non perchè non si riconosca il ruolo fondamentale della partecipazione, ma perchè un sistema basato su 42 Comitati di Quartiere è evidente che, in una città di 120mila abitanti, è difficilmente sostenibile. Ben venga, dunque, l'intento di mettere mano a questo sistema, a patto che lo si renda più performante e in grado di rispondere alle esigenze del territorio. Riteniamo che il regolamento predisposto dall'Amministrazione, pur perseguendo questo obiettivo, non dia ancora una risposta efficace. Per questo abbiamo preparato una serie di emendamenti che hanno lo scopo di contribuire a migliorare questo testo e dare una efficacia maggiore alla partecipazione, irrobustendo la funzione dei territori e fluidificando il rapporto tra Comune e Quartieri".

"La nostra opposizione a questa Amministrazione è sempre stata improntata all'approccio collaborativo e costruttivo, pensiamo che sia un un'atteggiamento più utile per contribuire a trovare soluzioni. Siamo convinti che prima delle appartenenze di partito, viene la nostra funzione istituzionale. Abbiamo apprezzato la decisione dell'Amministrazione di rinviare la discussione su questo argomento perché in questo particolare momento non costituisce una priorità anche in considerazione del fatto che sono stati appena prorogati i consigli di quartiere esistenti fino al 31 maggio prossimo e quindi c'è tutto il tempo per migliorare il testo del regolamento. Ci aspettiamo, quindi, che le nostre proposte, che sono in linea con questo spirito, vengano esaminate ed accolte, se davvero c'è la disponibilità del Sindaco e dei suoi Assessori a collaborare anche con chi ha idee differenti dalle loro".

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