Ripartenza, "Nessuno deve essere lasciato indietro": manifestazione in Piazza Saffi

Hanno già comunicato l'adesione Auser Forlì, Cgil Forlì, Emergency Forlì-Cesena, Federconsumatori Forlì-Cesena Aps e Sunia Forlì-Cesena

Manifesteranno, facendo sentire la loro voce e dire che "per andare avanti nessuno deve restare indietro". Scenderanno in piazza Saffi sabato mattina, dalle 10 alle 12, Forlì Città Aperta, Libera Forlì-Cesena, Salute e Solidarietà, Anpi, Messaggeri del mondo e Associazione Luciano Lama. Hanno già comunicato l'adesione Auser Forlì, Cgil Forlì, Emergency Forlì-Cesena, Federconsumatori Forlì-Cesena Aps e Sunia Forlì-Cesena.

"Dobbiamo ricominciare subito a ricostruire momenti di socialità, di dibattito, di denuncia e di lotta - è la prima motivazione della manifestazione -. Dobbiamo farlo insieme. Con rispetto per misure preventive tuttora indispensabili, ma affermando con forza che la chiusura delle strade, delle piazze, dei teatri, delle sedi associative non uccide come il Covid 19 ma fa male quanto il Covid-19, forse di più. Lo diciamo con gli occhi ancora gonfi per le oltre 33mila vittime che il virus ha mietuto e con la consapevolezza che alla riapertura delle imprese deve affiancarsi la riapertura della vita associativa e culturale perché non siamo solo individui atti a produrre, la vita è molto di più".

"Le piazze, ma anche i luoghi di lavoro e di studio, sono luoghi fondamentali di socializzazione dei problemi, delle idee, delle conoscenze - continuano gli organizzatori -. Luoghi dove nascono amicizie e amori e dove i giovani crescono e imparano. Dobbiamo quindi contrastare l’idea che adesso si debba sempre lavorare e studiare “da casa”. Chiusi in casa siamo destinati ad essere solo consumatori e non attori della nostra vita. La crisi economica tra breve si farà sentire terribilmente. Già oggi ci sono milioni di persone che non vedono un futuro. La cassa integrazione, la disoccupazione, il reddito d’emergenza, gli aiuti dell’Europa, l’impegno dei volontari servono per oggi, ma poi? Dovremo essere sempre un paese di assistiti?".

"Se non “usciamo” di casa, se non affermiamo che nessuno deve essere lasciato indietro, se non denunciamo i ritardi, se non pretendiamo di controllare le scelte per il futuro saremo considerati amici e complici del potere, dei ricchi, dei profittatori della crisi - proseguono gli organizzatori -. Stiamo lasciando questo spazio a persone, come si è ben visto a Roma, irresponsabili, spacciatori di bufale, venditori d’illusioni. Dobbiamo difendere e migliorare il nostro welfare. Abbiamo visto in questi mesi quanto ci è costata la sbornia delle privatizzazioni nella Sanità. Non deve ripetersi. La Sanità deve servire a tutti i cittadini e non per arricchire alcuni. Dobbiamo costruire nuove opportunità di lavoro nel rispetto dell'ambiente. L’epidemia forse ci ha offerto la grande occasione di capire che è urgente e prioritario salvare l’ambiente e quindi noi stessi e le future generazioni".

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"Dobbiamo cancellare le disuguaglianze create per dividere, ricattare e sfruttare le persone, innanzitutto chi lavora. Dobbiamo pretendere una legge per la regolarizzazione dei migranti meno limitata e non discriminatoria, dove lo sfruttamento, il caporalato e il lavoro nero finalmente emergano, creando così legalità per i migranti, ma anche per quegli italiani che sono costretti, per lavorare, ad accettare le medesime condizioni - concludono -. Questo è il momento in cui sono necessari il confronto, la partecipazione, il controllo. Possiamo dare una rappresentanza politica a questi temi? Certamente. Ma possiamo farlo solo creando spazi pubblici di discussione, costruendo dal basso la partecipazione dei cittadini, avendo grande cura della coesione sociale. Fin dall’inizio della pandemia si è detto: nessuno potrà uscirne da solo. Bene, è giunto il momento dei fatti".

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