Cronaca

La ripresa del Covid in Romagna, l'esperto: "Casi più gravi su anziani spossati dal caldo"

Se prima eravamo al 4% di positività ora siamo al 10%, con la registrazione di alcune ospedalizzazioni nei casi di pazienti a rischio

Non si tratta di "Pirola", l'ultima variante del Covid, ma i numeri relativi ai pazienti positivi nelle ultime settimane sono aumentati. Prima i campionamenti al giorno erano poco meno di 100, ora superano i 150. E se prima eravamo al 4% di positività ora siamo al 10%, con la registrazione di alcune ospedalizzazioni nei casi di pazienti a rischio.
A darci qualche delucidazione in merito è il dottor Vittorio Sambri,  direttore dell’Unità Operativa Microbiologia del Laboratorio Unico di Pievesestina e docente del Dipartimento di medicina specialistica, diagnostica e sperimentale dell’Università di Bologna.

"Pirola" o Ba.2.86, la nuova variante del covid, è già arrivata in Italia?
No, non ancora. Per ora ci sono pochi casi al mondo e non sono in Italia. Però la cosa importante è che l'Organizzazione della Sanità, sui dati che ha in possesso al momento, non la considera  preoccupante. E' sicuramente una variante da monitorare, un'osservata speciale, ma per ora non sembra più patogena delle altre varianti nonostante abbia molte modificazioni nella proteina Spike.

Che tipo di covid sta girando attualmente in Romagna?
Innanzitutto va detto che, al contrario di quello che alcuni possano pensare, il virus continua a circolare e dobbiamo tenercelo. Quelle responsabili degli ultimi contagi sono le varianti Eg.5 EG.6. Il problema per alcuni anziani che sono dovuti a ricorrere all'ospedale è che è il contagio è aumentato in corrispondenza del gran caldo. Un caldo che, magari, li aveva già debilitati e spossati.

Che tipo di sintomi hanno avuto?
Chi è stato ricoverato aveva sintomi respiratori acuti. Nessuno, però, è morto per questo. Per quanto riguarda i giovani hanno avuto raffreddore, mal di gola, tosse, in molti caso febbre. Come sempre dipende molto dalle condizioni di salute in cui si trova la persona che viene contagiata.

E' fondamentale fare il test per capire se avere il covid oppure no?
Anche in questo caso dipende da chi si frequenta. Se un giovane o un paziente sano che viene contagiato sa di avere contatti con persone anziane o fragili è meglio che faccia il test per sapere se ha il covid oppure no. Il problema rimane sempre quello di non farlo girare tra chi ha delle condizioni di salute precarie. In più uno può anche voler sapere di averlo per non infettare nessuno: grande, piccolo, malato o in salute.

Come si cura?
Se non dà complicazioni, bastano antinfiammatori, antifebbrili e riposo: come si fa per una normale influenza. Quello che dobbiamo iniziare a pensare in maniera seria, invece, è di vaccinarci per l'inverno che sta arrivando. Quest'anno ci sarà la possibilità di farsi iniettare, con una sola puntura, il vaccino antiinfluenzale, l'anticovid e il vaccino contro il virus respiratorio sinciziale. Io non ho dubbi: ho 62 anni e, come tutti gli anni, mi faccio vaccinare. Quando c'è la possibilità vale la pena prevenire che curare. 

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