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Coronavirus, a Forlì non c'è la psicosi. I ristoratori cinesi: "I nostri prodotti sono tutti italiani"

Nella città mercuriale le attività ristorative orientali procedono senza alcuna ripercussione

A Forlì, al contrario di altre città d'Italia, non c'è la psicosi da Coronavirus, l'epidemia che si è sviluppata in Cina e che sta allarmando tutto il mondo. Nella città mercuriale le attività ristorative orientali procedono senza alcuna ripercussione. In pieno centro c'è il "Giardino Wu", che occupa dal novembre del 2017 gli spazi della "Vecchia Forlì" in via Maroncelli, all'angolo con via Maldenti, e che propone una cucina cinese gourmet. Sorride Ines: "Non abbiamo avuto cancellazioni. Possiamo garantire che tutti i nostri prodotti sono di provenienza italiana, certificata e tracciabile. Per la nostra cucina ci riforniamo da grossisti locali, come l'Arca". Inoltre, tiene ad evidenziare, "ci sono ancora più controlli".

Coronavirus: attivo gruppo di monitoraggio in Emilia Romagna

"Il nostro cliente - conclude - ha molta fiducia. Non abbiamo avuto telefonate di cancellazioni di prenotazione". A pochi passi da Piazza Saffi c'è il storico locale "China Town", in via Giorgio Regnoli: "Non ci sono state disdette - tiene ad evidenziare una dei soci -. L'ultima volta che sono stata in Cina risale a cinque anni fa. Quello che presentiamo a tavola, dalla carne al pesce, è tutto cibo italiano. Da 24 anni mi affido a Gramellini (marchio della distribuzione con sede in via Ravegnana, ndr), oltre all'Arca. Non c'è motivo per preoccuparsi. La gente sentendo le notizie ha paura ed è normale. Per quanto riguarda il nostro caso la nostra famiglia è da tanti anni in Italia. Siamo tranquilli". Anche dal "Wok Yo Yo", in viale Bologna, evidenziano: "E' tutto normale". Insomma, la psicosi può considerarsi infondata: ravioli, involtini primavera o riso alla cantonese sono pronti per essere gustati a tavola.

Coronavirus in Italia: controlli alti e nessun allarme

Si lavora senza sosta per prevenire la diffusione del nuovo coronavirus, i controlli sono altissimi e si studia la soluzione per il rientro degli italiani attualmente in Cina, dove si è diffusa l'epidemia. Fa il punto della situazione a Porta a Porta il ministro della Salute Roberto Speranza che ha sottolineato come la situazione sia seria ma non ci sia bisogno di fare allarmismo. "Stiamo lavorando perché un volo parta domani (oggi, ndr) e provi a raccogliere i 60 italiani che vivono lì e chiedono di poter rientrare da Wuhan", ha detto il ministro, missione che è stata confermata dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio proprio per oggi. "La situazione è molto seria e non può essere sottovalutata - ha aggiunto Speranza - Bisogna tenere alta l'attenzione ma non bisogna fare allarmismo. Ho chiesto una riunione urgente dei ministri europei perché anche gli altri paesi facciano altrettanto, ma stiamo parlando di nove casi in tutta Europa, non bisogna fare allarmismo".

Nessun caso di Coronavirus in Emilia-Romagna, ha sottolineato giovedì mattina la direttrice generale Cura della persona, Salute e Welfare della Regione, Kyriakoula Petropulacos, subito dopo la prima riunione del gruppo di coordinamento attivato dall’assessorato alle Politiche per la salute per garantire un collegamento costante tra Regione e Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna. “Voglio dare, innanzitutto, un messaggio totalmente rassicurante- ha detto la direttrice-. Nel nostro Paese, ad oggi, non c’è nessun caso di Coronavirus; tuttavia, come previsto in situazioni di questo tipo, sono già state messe in campo misure tutelanti. La nostra Regione si è immediatamente attivata, in stretto contatto con il Ministero e l’Istituto superiore di sanità, e abbiamo già fornito indicazioni precise a tutte le Aziende Usl del territorio. Ma, ripeto, non solo non c’è nessun allarme, ma neppure nessun elemento di preoccupazione”.

In Italia task force operativa 24 ore su 24

"Teniamo alto il livello di controlli come in nessun altro Paese europeo, abbiamo una task force installata al ministero della Salute, operativa 24 ore su 24 e un numero verde (è stato attivato uno specifico corso di formazione e aggiornamento rivolto agli operatori sanitari che presteranno servizio presso la sala operativa del 1500 per rispondere alle domande dei cittadini, ndr) da chiamare per qualsiasi dubbio e per sfatare le fake news - continua Speranza - Sto parlando ogni giorno con la commissaria europea alla salute e siamo in contatto costante con l'Oms. Il sistema sanitario nazionale è forte ed è in grado di tutelare i cittadini, stiamo facendo tutto quello che è necessario". Sui connazionali che rientreranno dalla Cina, Speranza ha poi aggiunto: "Quando saranno arrivati in Italia avremo bisogno di un percorso sanitario di controllo e monitoraggio. Abbiamo i controlli più alti come ci ha riconosciuto l'Oms". Il ministro ha però ribadito che sul territorio europeo "ci sono soltanto nove casi di infezione, un numero basso. Bisogna avere un approccio serio, trasparente senza alimentare una tensione ingiustificata ma mantenendo alta l'attenzione, con misure all'avanguardia".

Sita: "Numeri limitati se paragonati all'influenza"

A fronte degli ultimi dati sul nuovo coronavirus la Sita, Società italiana di terapia antinfettiva, invita a non cedere agli allarmismi, sottolineando che "i numeri sono limitati" se paragonati a quelli di un qualsiasi virus influenzale. E anche alcuni numeri di paragone possono servire: in Italia ogni anno circa 5.000 persone muoiono a causa di complicanze respiratorie da influenza, e 11mila per la polmonite batterica.

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