Alluvione, la ripartenza

Alluvione di Villafranca, dopo 4 anni arrivano i ristori dalla Regione. Liquidazione entro febbraio 2025

Si chiude dopo una lunga odissea burocratica l’iter di assegnazione, da parte della Regione Emilia-Romagna, delle risorse a copertura dei danni provocati a privati e aziende dagli eventi alluvionali del maggio 2019

Dopo 4 anni arrivano i ristori dalla Regione Emilia Romagna a copertura dei danni provocati a privati e aziende dagli eventi alluvionali del maggio 2019, che manda così in archivio una lunga odissea burocratica. La liquidazione delle somme è prevista entro febbraio 2025. Con Decreto numero 135 del 7 settembre 2023 del presidente Stefano Bonaccini, la Regione Emilia Romagna ha comunicato l'avvio della seconda fase finalizzata ad erogare il saldo per i danni dell'alluvione del maggio 2019, che ha colpito particolarmente l’abitato di Villafranca. I danni, rimborsabili nel limite dell’80%, sono stati calcolati sulla base di apposite perizie e rendicontati alla luce delle spese sostenute dagli alluvionati.

Nel dicembre 2022 è stata disposta una prima fase che consentiva di liquidare spese fino a 5mila euro per i privati e 20mila euro per le attività produttive. Tale ha permesso di soddisfare completamente 42 privati e 2 attività produttive. Con l'avvio della seconda fase, saranno soddisfatti altri 45 privati. In totale, per l’area di Villafranca, si parla di un rimborso complessivo di circa 590mila euro, suddiviso tra 89 alluvionati, 87 privati e 2 attività produttive. "Ne prendiamo atto - commenta l'assessore Giuseppe Petetta -. A conti fatti, ci vorranno quasi 6 anni per dichiarare concluse le procedure di ristoro a beneficio di 89 alluvionati". Secondo le indicazioni contenute nel Decreto della Regione, infatti, i cittadini di Villafranca che non hanno ancora eseguito i lavori riceveranno il rimborso del danno stimato a imprese e abitazioni private entro la fine del mese di febbraio 2025, quasi sei anni dopo la catastrofe del maggio 2019.

“L’acconto di 5 mila euro - aggiunge Petetta - ha tamponato solo in minima parte i disagi e le ingenti perdite causate dall’alluvione. Tanto più che la somma è stata liquidata ai residenti tre anni e mezzo dopo la rottura dell’argine del Montone, che ha provocato l’allagamento per decine di chilometri di campi, abitazioni e attività produttive. Quest’ultimo importante provvedimento del presidente Bonaccini mette la parola fine a un’estenuante epopea burocratica, smorzata dalla resilienza e dallo spirito di sacrificio dei cittadini di Villafranca. In tutti questi anni il quartiere ha dimostrato una grande capacità di resistenza e voglia di ripartire. Sia i privati cittadini che le imprese del territorio si sono rimboccati le maniche e hanno lavorato sodo per ripulire dal fango e dai detriti decine di case ed ettari di terreno".

La reazione dei deputati 

"Parlare è sin troppo facile, fare è tutta un'altra cosa: prima di criticare il Governo Meloni, che in due mesi ha stanziato 4,5 miliardi per far fronte ai danni dell'alluvione, dopo tre mesi ha iniziato a rimborsare gli enti pubblici e dal 15 novembre lo farà coi privati, il presidente Bonaccini guardi al suo operato - attacca la parlamentare di Fratelli d'Italia, Alice Buonguerrieri -. Solo dopo 6 anni, come si evince dal suo Decreto 135 del 7 settembre 2023, e un lungo percorso burocratico, arriveranno a Forlì i rimborsi, promessi per l'alluvione del maggio 2019: infatti secondo il Decreto della Regione le somme saranno erogate entro la fine del mese di febbraio 2025. E questa sarebbe l'efficienza tanto decantata dalla sinistra? Alla luce di questi risultati si permettono pure di impartire lezioncine al Governo? Se avessero un minimo di decenza, dovrebbero solo lavorare in silenzio per cercare di rimediare almeno in parte alle loro evidenti responsabilità".

“Solo nel dicembre scorso, quindi dopo tre anni e mezzo dall'evento, era arrivata una prima anticipazione - aggiunge la deputata -.  I danni, lo ricordiamo, in questo caso sono rimborsabili nel limite dell’80%, mentre il Governo Meloni si è preso l'impegno a coprire la totalità dei danni subiti da cittadini e imprese nel maggio scorso. Sei anni per dare ristoro a 89 alluvionati con circa 590mila euro, questa è l'entità dell'intervento della Regione, è un'eternità: Bonaccini dovrebbe solo scusarsi con i cittadini per questo iter così lungo e complesso. Ma dovrebbe anche scusarsi perché, nel frattempo, non ha mosso un dito per cercare di evitare che la stessa cosa potesse accadere nuovamente. E' bene infatti precisare che l'alluvione del 2019 di Forlì ha colpito la stessa zona finita sott'acqua anche nel maggio scorso dove quindi in questi anni la Regione non è neppure intervenuta per mettere in sicurezza il territorio".

"È quindi surreale, se non ridicolo, il continuo attacco da parte del presidente della Regione Emilia-Romagna al governo sulla gestione dell’emergenza di questi ultimi mesi - afferma la deputata di Forza Italia e coordinatrice azzurra dell’Emilia-Romagna, Rosaria Tassinari -. L’esecutivo si è mosso bene e ora, grazie all’azione del commissario Figliuolo, sta portando avanti uno straordinario lavoro, operando su più fronti e dimostrando di saper gestire al meglio sia l’emergenza che l’avvio della ricostruzione. Imprese e famiglie saranno ristorate al 100% al più presto. Altro che sei anni di trafile burocratiche. Il governo di centrodestra continuerà a lavorare sodo affiancato dalla struttura commissariale, per dare ai territori colpiti tutte le risposte che attendono".

"La notizia che la liquidazione dei danni (590mila euro) avverrà entro febbraio 2025 dovrebbe suggerire al presidente Stefano Bonaccini di usare grande prudenza nelle sue chiassate sui supposti ritardi del Governo Meloni nell’affrontare la ricostruzione delle aree della Romagna colpite dall’alluvione del maggio 2023 - afferma il parlamentare della Lega, Jacopo Morrone -. Di fronte ai tempi biblici dell’amministrazione regionale anche nel trattare situazioni come quella di Villafranca, certamente grave ma pur sempre limitata, sono veramente un’inezia i pochi mesi utilizzati dal Governo per prevedere le ingentissime risorse necessarie per il post alluvione del maggio scorso e per approntare una struttura commissariale già operativa per gli indennizzi di ‘somma urgenza’. Di fronte alla realtà dei fatti, auspichiamo che Bonaccini metta finalmente il silenziatore alle critiche pretestuose e usi il proprio prezioso tempo per velocizzare i tempi dell’amministrazione regionale che appare paralizzata su diversi fronti non ultimo quello della tutela del territorio”.

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