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Giovedì, 9 Febbraio 2023
Diocesi

Ritorna la festa di San Mercuriale, compatrono della città: si celebra nella chiesa di Santa Lucia e in Duomo

Anteprima della festa sarà il concerto di musica classica in programma sabato, alle 16.30, in Duomo, con brani tratti dall’Archivio Capitolare della Cattedrale a cura del soprano Eleonora Benetti, accompagnata all’organo da Pietro Cattaneo

Ritorna la solennità di San Mercuriale, compatrono della città assieme a San Pellegrino. Quest’anno tutte le celebrazioni religiose si terranno in Cattedrale e nella chiesa di Santa Lucia, in corso della Repubblica, in sostituzione dell’abbazia di piazza Saffi, chiusa per i lavori di restauro riguardanti la pavimentazione dell’aula centrale e l’interno del campanile. Anteprima della festa sarà il concerto di musica classica in programma sabato, alle 16.30, in Duomo, con brani tratti dall’Archivio Capitolare della Cattedrale a cura del soprano Eleonora Benetti, accompagnata all’organo da Pietro Cattaneo. Domenica in Santa Lucia, recita delle lodi alle 8.30 e sante messe alle 9, 11, 17.30 e 19.

Martedì 25, in Cattedrale, la festa vivrà uno dei momenti più suggestivi: alle 18.45 è, infatti, prevista l’accoglienza della reliquia della testa del compatrono custodita nella chiesa della SS. Trinità, con i primi vespri presieduti dal vescovo di Forlì - Bertinoro mons. Livio Corazza, che nell’occasione rivolgerà il suo discorso alla città. Mercoledì 26, sempre in Cattedrale, giorno della solennità liturgica di San Mercuriale, alle 8.30 officerà la messa il vicario generale diocesano mons. Enrico Casadei Garofani, seguito dal vescovo Livio che presiederà la celebrazione liturgica in programma alle 10. Ai secondi vespri delle 18.15 seguirà, alle 19, la messa vespertina presieduta dal parroco dell’Unità pastorale del Centro storico, don Antonino Nicotra. La festività del compatrono propone anche momenti di solidarietà: domenica 23, sul sagrato e nel chiostro di San Mercuriale è prevista la pesca di beneficenza dalle 9 alle 19, ma anche una vendita di torte a partire dalle 9.30. Entrambe le iniziative daranno l'occasione per contribuire alle spese per i correnti lavori di restauro. La centralissima basilica di piazza Saffi, fino al 1798 officiata dai monaci benedettini vallombrosiani, è sempre più avviata a recuperare il ruolo di fulcro della cristianità forlivese, tipica dei tempi in cui il cuore pulsante dell’urbe era più propriamente chiamato il “Campo dell’abate”.

La festa di San Mercuriale si celebrava inizialmente il 30 aprile, giorno in cui si organizzava persino un palio di cavalli dal Ronco fino alla Piazza Grande (l’attuale piazza Saffi). Per non sovrapporla a quella di San Pellegrino, che ricorre il primo maggio, la ricorrenza fu spostata al 26 ottobre, giorno in cui, nel 1601, le reliquie del protovescovo (eccetto il cranio e la mano sinistra custoditi rispettivamente alla SS.Trinità e in Duomo) furono traslate nella cappella Mercuriali, in fondo alla navata destra della basilica. Da ormai nove secoli, la splendida chiesa romanica è, infatti, legata a doppio filo al vescovo che guidò la prima comunità cristiana. Com’è noto, in base all’esame autoptico operato da un pool di esperti coordinati dall’antropologo fisico e paleopatologo Mirko Traversari, i resti ossei conservati nell’abbazia appartengono ad un uomo originario dell’Armenia, alto un metro e 60 centimetri, dell’età di almeno cinquant’anni, vissuto fra il II e il III secolo d.C. Altre analisi hanno permesso di conoscere la sua dieta, a base di cereali come il frumento, carne e latticini, la sua mobilità e gli spostamenti in vita. “San Mercuriale – si legge su ‘La Civiltà Cattolica’, digitalizzata su google – peregrinò a Gerusalemme, donde ritornando portò seco delle reliquie; poscia andò in Spagna da Alarico, re dei Goti ed avendolo guarito da una grave malattia, ottenne da lui la liberazione di duemila  e più forlivesi, che erano tenuti prigionieri dal re”. Da qui l’origine del toponimo del quartiere Schiavonia. 

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