Cronaca

Rotte le trattative tra sindacati e Start Romagna, si va verso lo sciopero locale del trasporto pubblico

I sindacati del personale del trasporto pubblico hanno rotto le trattative con Start Romagna e hanno aperto formalmente lo stato di agitazione

I sindacati del personale del trasporto pubblico hanno rotto le trattative con Start Romagna e hanno aperto formalmente lo stato di agitazione,  con un primo sciopero che sarà attuato nei prossimi giorni. E' quanto fanno sapere con una nota i sindacati Cgil, Cisl, Uil, Faisa-Cisal e Usb. La decisione arriva dopo l'incontro di alcuni giorni fa in Prefettura con Start Romagna per esperire il tentativo di conciliazione previsto dalla legge sugli scioperi.

“La vertenza in  corso riguarda esclusivamente problematiche del territorio di Forlì e Cesena già comprese in accordi sottoscritti tra le parti il 6 marzo 2020 e il 9 marzo 2021, ma mai rispettati da Start Romagna”, lanciano l'accusa in una nota i sindacati. I sindacati chiedono risposte sull' apertura del tavolo di Area Vasta sul tema del salario d'ingresso del personale neoassunto; carenza di personale viaggiante nel bacino di Forlì-Cesena; un tavolo tecnico cper la riorganizzazione della rete urbana suburbana ed extraurbana del bacino; la riassegnazione delle residenze esterne fisse; il servizio mensa, la pausa ristoro, la produttività, le problematiche della Centrale Operativa, le  esternalizzazioni, la manutenzione dei mezzi in servizio e la riduzione dei tempi di percorrenza su alcune tratte urbane ed extraurbane.

Per i sindacati in Star Romagna ci sarebbero “disparità di trattamenti, che spaziano da territorio a territorio poiché l’attività svolta dall’azienda e dislocata nelle province di Rimini, Ravenna e Forlì Cesena, ad oggi i vari territori mantengono in essere gli accordi delle Ex aziende entrate in Start Romagna, mai armonizzati perché le proposte di Start Romagna mirano ad adeguare i trattamenti sempre al livello più basso in pratica un vero dumping contrattuale. Inoltre la categoria maggiormente penalizzata riguarda i nuovi assunti ai quali viene applicato il contratto base di categoria, ma non hanno nessun trattamento integrativo come previsto dallo stesso, per questi lavoratori sono inesistenti i così detti contratti di secondo livello”.

Ed infine: “Tra gli ultimi anche tutto il personale del territorio di Forlì e Cesena, perché dalla nascita di start Romagna ad oggi si è interrotto il percorso di contrattazione già previsto dall’unificazione delle tre ex aziende del territorio, tra l’altro questo il territorio con maggiore produttività di tutta start Romagna per il rapporto tra forza lavoro e chilometri svolti”. 

Replica Start Romagna: "Ognuno dei punti evidenziati dalla nota stampa necessiterebbe di qualche pagina per riprenderne il filo, ricordare impegni e attività svolte con una visione che evidentemente resta complicata da comprendere, quella di una azienda unica che deve tendere ad omogeneizzare il suo rapporto con centinaia di lavoratori che operano in tre differenti province. Ma questo è un punto fermo nella prospettiva di una azienda sempre più concepita come unica, unita, solidale e sostenibile. Nel corso del 2020 sono state espresse 375 istanze sindacali e l’Azienda ha sempre cercato di trovare, con la massima attenzione, un punto d’incontro rispettoso dell’equilibrio economico che va garantito, tanto più in una condizione così complicata come quella che si sta vivendo da mesi nella gestione di un servizio pubblico nel corso di una pandemia".

"Da settembre 2020 si sono svolti 45 incontri fra Azienda e Sindacati di cui 17 del tavolo negoziale centrale, oltre 30 riunioni a livello di singola unità operative 5 Comitati Covid-19. Sono stati raggiunti in questo periodo accordi in ottobre, febbraio e marzo su diversi argomenti in discussione. Pur tuttavia siamo da inizio anno all’ennesimo stato di agitazione e ricorso allo sciopero. L’11 giugno scorso nel corso del confronto sindacale, l’ennesimo di questa così intensa attività, Start Romagna ritiene di aver chiarito punto per punto tutte le rivendicazioni e le accuse di violazione di accordi esposte. Se le Organizzazioni sindacali ritengono di ricorrere allo sciopero è un loro diritto farlo, ma non comprendiamo le ragioni che possono giustificare tale forma di protesta così reiterata a danno di tutta la cittadinanza".

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