La salma di Fabio bloccata da 50 giorni dall'esame del Dna. Appello della famiglia: "Chiediamo umanità"

I due ragazzi sono deceduti nello schianto al suolo di un ultraleggero biposto "P9s Tecnam" , un incidente avvenuto nella periferia sud di Nettuno, in provincia di Roma, domenica 31 maggio

Sono ormai passati 50 giorni dalla tragica morte di due promesse del nuoto italiano, il 22enne forlivese Fabio Lombini e il 23enne romano Gioele Rossetti. I due ragazzi sono deceduti nello schianto al suolo di un ultraleggero biposto "P9s Tecnam", un incidente avvenuto nella periferia sud di Nettuno, in provincia di Roma, domenica 31 maggio. Nonostante tutto questo tempo, i genitori di Lombini ancora non hanno una tomba su cui piangere il loro figlio mentre i parenti, gli amici e il mondo del nuoto non hanno potuto ancora dire addio al giovane che viveva con la famiglia a Castrocaro. Questo perché la salma di Fabio Lombini pare intrappolata in una tenaglia di burocrazia disumana. "Per noi è prolungare una fase di dolore, non poter chiudere un terribile capitolo", spiega composta la madre Francesca Pierotti, che quasi si scusa quando sbotta: "Ci sentiamo presi in giro. A distanza di quasi due mesi non si sa neanche quando tornerà la salma di mio figlio".

Lo spoglie di Fabio Lombini, infatti, giacciono in un obitorio di un ospedale di Roma. Per settimane, nessuno delle autorità preposte - dalla Procura di Velletri, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti, ai carabinieri che seguono le indagini - ha avuto la sensibilità di informare la famiglia sulle procedure, le tempistiche e gli eventuali ritardi. Come se questo corpo fosse un pacco postale che può attendere senza urgenza. "Solo dopo un sollecito del nostro avvocato è arrivata ora una risposta in cui viene spiegato che il test del Dna non è stato completato e quindi non c'è ancora la piena identificazione di Fabio", spiega la madre.

Anche il sindaco di Castrocaro Marianna Tonellato si unisce alla richiesta: "Giovedì mattina ho scritto alla Procura di Velletri e ai Carabinieri di Nettuno perché la salma di Fabio Lombini venga restituita alla sua famiglia e a tutti noi. Attendere due mesi per motivazioni incomprensibili non è più accettabile. Fabio ti aspettiamo".

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Nell'incidente, infatti, i corpi di entrambi gli occupanti sono andati carbonizzati e si è reso necessario l'esame del Dna per stabilire l'esatta identità di ciascun corpo. "Ma noi abbiamo effettuato il tampone del Dna per il confronto già una ventina di giorni fa, ci sembra un tempo lungo per completare l'esame", spiega Francesca Pierotti. "A volte servirebbe un po' di umanità, capire che c'è una famiglia che sta ancora aspettando suo figlio", aggiunge. Ma quel che è peggio è che nella risposta giunta all'avvocato della famiglia non viene indicata una scadenza per la riconsegna del corpo e "pare che la questione si allunghi ulteriormente di molto", spiega il suo timore la famiglia. L'appello quindi è di "velocizzare" l'iter e riconsegnare, nel rispetto del dolore delle famiglie, le salme il prima possibile. D'altra parte si prefigurano delle indagini complesse: la magistratura incaricherà uno o più periti ad esaminare i resti dell’aereo. Si vuole appurare cosa non abbia funzionato all’improvviso, impedendo al pilota Rossetti di tentare un atterraggio di emergenza. Sul luogo della sciagura sono intervenuti anche gli ispettori dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) e quelli dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac), appurando come vi fossero tutti i pezzi dell’aereo andato distrutto subito dopo l’impatto dalle fiamme.

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Video - L'intervento dei Vigili del Fuoco

La sciagura si è consumata in pochi secondi, non appena l’ultraleggero intorno alle 10.40 ha spiccato il volo dall'aviosuperficie "Crazy Fly" nella zona delle Grugnole. Poche ore dopo la tragedia i genitori di Fabio hanno raggiunto Ostia per riprendere gli effetti personali che il figlio aveva lasciato nella foresteria del polo natatorio della Federazione nuoto. Il 22enne era stato convocato ad un raduno collegiale della nazionale di due settimane. Fabio Lombini era una giovane promessa del nuoto forlivese. L'atleta del Gs Forlì Nuoto- Insport Rane Rosse, era stato convocato dal tecnico dei mezzofondisti, Stefano Morini, per un collegiale nel centro federale di Ostia. Nel suo palmares vantava anche una medaglia di argento agli assoluti nei 200 stile che era valso il pass per gli Europei nel 2017.  Era anche un atleta delle Fiamme Rosse dei Vigili del Fuoco. Con Lombini è deceduto anche il pilota Gioele Rossetti, 23 anni romano, anche lui nuotatore. Una volta toccato terra, tra Grugnole e Acciarella, l'aereo è stato distrutto dalle fiamme e le due persone a bordo sono morte carbonizzate. In quel momento, secondo una prima ricostruzione dei fatti, le condizioni meteo erano ottime: buona visibilità e leggerissimo libeccio.

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