Covid-19, il saluto del commissario Venturi: "Mai avuti attacchi di panico, ma ci sono andato vicino"

Lo ha confidato Sergio Venturi, che sabato lascerà il ruolo di commissario ad acta all'emergenza covid-19. "Mi fa piacere che dopo due mesi si apra una fase nuova", ha detto l'ex assessore

"Mai avuti attacchi di panico, ma ci sono andato vicino". Lo ha confidato Sergio Venturi, che sabato lascerà il ruolo di commissario ad acta all'emergenza covid-19. "Mi fa piacere che dopo due mesi si apra una fase nuova", ha detto l'ex assessore regionale alla Sanità tracciando un bilancio del suo operato accanto al governatore Stefano Bonaccini. "Se mi sono sentito perso? Forse proprio perso no - ha replicato Venturi durante la videoconferenza stampa tenutasi venerdì -, ma vicino alla 'perdizione' si'. Quando il virus cresceva e non si fermava, quando poco dopo la meta' di marzo siamo arrivati a quasi 1.000 casi al giorno. Quello e' stato un momento difficile. Ero preoccupato che tenesse il sistema degli ospedali, certo, ma lo ero anche per la tenuta del mio equilibrio personale. Quelli sono stati i momenti peggiori".

Venturi, infatti, era chiamato anche in quei momenti a rassicurare durante le dirette social una popolazione spaventata e provata dal lockdown, sapendo che sarebbero state necessarie ancora settimane di sacrifici. Ora pero' "tutto fa vedere che i numeri sono in riduzione fortissima", la fase acuta e' insomma alle spalle. Il commissario ha rievocato diversi temi caldi di questi mesi, come le difficolta' iniziali sui tamponi. "All'inizio - ha ricordato - avevamo due ospedali di riferimento a livello nazionale, lo Spallanzani e il Sacco. Poi i numeri sono diventati talmente importanti che hanno imposto che si utilizzasse quello che avevamo a disposizione in regione".

Nella prima fase si facevano circa 2.000 tamponi alla settimana, ora sono cresciuti a 5-6.000 ma "sono sufficienti perche' praticamente non ci sono sintomatici nuovi". Questi numeri di tamponi pero', ha evidenziato Venturi, "non saranno sufficienti per l'autunno. Ma a meta' maggio arriveremo a 10.000 e ci sara' il tempo per arrivare alle cifre che avete ascoltato in questi giorni", cioe' 20.000 a settembre. Di certo "nessuno si aspettava una virulenza cosi'", ha sottolineato il commissario. Comunque, "oggi non abbiamo piu' difficolta' a reperire i tamponi e c'e' una rete di tracciatori gia' sviluppata". Proprio a partire dalla 'mappa' degli interventi del 118 si puo' tracciare in qualche modo la presenza del virus. 

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Venturi ha anche evidenziato che è impossibile sapere ad oggi se in autunno il virus si ripresentera' e in che forma. Ma il confronto con il comportamento degli altri coronavirus lascia ben sperare. Venturi e' inoltre fiducioso che la lezione del lockdown sia servita per cio' che potrebbe capitare in futuro. "Abbiamo visto che cosa significa stare chiusi, se manterremo le buone abitudini che abbiamo preso in questi mesi - ha detto - saremo in grado di affrontare una eventuale ripresentazione molto piu' leggera" dell'epidemia. In un altro passaggio dell'incontro Venturi ha del resto ribadito: "Non posso dimostrarlo, ma il virus iniziale non e' lo stesso che vediamo oggi". Di sicuro va in soffitta la struttura commissariale voluta dal presidente Stefano Bonaccini per affrontare la pandemia. "Se potrebbe ricorrervi nuovamente in caso di seconda ondata? Siamo pronti a qualsiasi evenienza, ma penso che non ci ritroveremo dentro quell'emergenza", risponde il governatore. (fonte Agenzia Dire)

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