Martedì, 23 Luglio 2024
Processi / Predappio

Saluti romani alla tomba di Mussolini: assolti "perchè il fatto non sussiste"

Per Minutillo si tratta di una sentenza che "ha un significato del tutto particolare, perché per la prima volta viene accertato e dichiarato il diritto di omaggiare Benito Mussolini a Predappio con il saluto romano ed il rito del 'Presente'"

Si è concluso giovedì mattina il processo sui saluti romani fatti a Predappio nel corso di una manifestazione di "nostalgici" tenutasi nel luglio del 2020. Gli imputati, assistiti dall'avvocato Francesco Minutillo, sono stati assolti perchè "il fatto non sussiste". I 5 imputati, provenienti da Faenza, da Cinisello Balsamo (Milano), dalla provincia di Bergamo e poi da Pescara e dalla provincia di Chieti, avevano impugnato il decreto penale di condanna emesso dalla Procura di Forlì, erano a processo perché, secondo le accuse, avevano eseguito il saluto romano e risposto 'Presente' in una delle fasi della cerimonia. 

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Per Minutillo si tratta di una sentenza che "ha un significato del tutto particolare, perché per la prima volta viene accertato e dichiarato il diritto di omaggiare Benito Mussolini a Predappio con il saluto romano ed il rito del 'Presente'". Entrando nel merito tecnico, l'avvocato spiega anche che “dopo quella di Ravenna tre settimane fa, questa di Forlì è la seconda sentenza consecutiva che assolve il saluto romano durante un rito commemorativo. E’ stata dunque esclusa in nuce l’applicabilità della Legge Mancino così come ipotizzato dalla Procura che faceva assurgere il saluto romano a simbolo ed atto propagandistico di movimento del razzista. Si tratta di una applicazione concreta delle Sezioni Unite di gennaio anche se dovremo attendere le motivazioni del Tribunale di Forlì che verranno depositate tra quaranta giorni".

I raduni 'nostalgici' a Predappio si tengono di norma a fine aprile, fine luglio e fine ottobre per ricordare rispettivamente la morte, la nascita di Mussolini e la Marcia su Roma. Tra tutti gli appuntamenti, quelli estivi sono di solito i meno frequentati. In quell'anno, nel 2020, non si tenne il corteo da piazza Sant'Antonio al cimitero per via delle restrizioni Covid, ma ci fu comunque la commemorazione nel piazzale esterno del cimitero comunale. Conclude Minutillo: "Auspico anche che da parte del sindaco e del Comune di Predappio non ci siano più atteggiamenti o commenti di insofferenza nei confronti dei partecipanti alle commemorazioni. Chi prega va rispettato, chiunque esso sia, soprattutto se non compie nulla di male".

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