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Giovedì, 25 Aprile 2024
Cronaca

L'INTERVISTA - Minutillo, autore di 'Anche i fascisti hanno diritti': "Ed ora si torni a fare il saluto romano senza rischi"

Con il libro “Anche i fascisti hanno diritti” la polemica è servita. L'autore è l'avvocato forlivese  Francesco Minutillo, legale patrocinante in Corte di Cassazione

Con il libro “Anche i fascisti hanno diritti” la polemica è servita. L'autore è l'avvocato forlivese  Francesco Minutillo, legale patrocinante in Corte di Cassazione, con un'esperienza politica nella destra forlivese, “definitivamente chiusa nel cassetto” vuole precisare. Il libro - edito dalla fondazione che lo stesso Minutillo anima e del costo di 10 euro - in meno di una settimana è balzato nelle prime posizioni della classifica delle novità editoriali su Amazon relativamente alla sezione 'Storia moderna e contemporanea', per poi passare al terzo posto, mentre è il secondo libro più venduto della sezione 'Diritto' se si tolgono i numerosi manuali e i testi di preparazione ai concorsi pubblici (è scalzato da 'L'inferno di Rosa e Olindo').

Nella classifica generale dei best seller di Amazon, tuttavia è in posizione 920. Col sottotitolo “Settant'anni di processi al saluto romano”, il libro esamina tutta la legislazione sul saluto romano e vuole dare “spunti per l'autodifesa e la difesa dell'imputato fascista”. Minutillo, infatti, si è specializzato proprio nel saluto romano – oggetto recentemente di una sostanziale depenalizzazione da parte delle Sezioni Unite della Cassazione – e ha difeso oltre 50 imputati a cui nel tempo è “partito” quel braccio teso, soprattutto nei raduni di neo-fascisti a Predappio,

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Avvocato Minutillo, quanto ha venduto il suo libro?
“Un migliaio di copie nella prima settimana dopo che è uscito, salendo in cima alle classifiche nelle sezioni di Storia e di Diritto”.

Si replica più in piccolo lo stesso fenomeno del libro autoprodotto del generale Roberto Vannacci?
“Il mio libro è edito dalla Fondazione 'Memoria Predappio' che ha curato i cataloghi delle mostre da noi curate, una struttura che ha la sua organizzazione, più che una mia autoproduzione. Di sicuro l'editoria libera aiuta molto, consente di essere disponibili immediatamente su tutto il territorio nazionale senza dover passare da filtri editoriali che a volte sono anche complicati”.

Anche i fascisti hanno diritti, questa frase è una provocazione?
"Non dovrebbe esserlo in un mondo normale. I diritti ce li hanno tutti, i mafiosi, gli omosessuali, i rom e gli immigrati. Non vedo perché non li debbano avere anche i fascisti. E' una frase provocatoria solo in un mondo in cui si è sovvertita completamente la normalità delle cose”.

Ha scritto questo libro perché anche lei è fascista?
“Ho difeso tanti fascisti e non nego di avere un'ideologia fascista nel mio privato. E' un diritto costituzionalmente garantito. La giurisprudenza dice proprio questo: manifestare un certo tipo di idea fascista non è punibile ed è pienamente legittimo in un sistema costituzionale. Credo che sia un'ovvietà. Mi ritengo un fascista democratico, che accetta la costituzione, le sue libertà e rifiuta la violenza”.

Invertiamo il suo titolo. Mettiamo di trovarci in un regime fascista e lei scrive un libro che si intitola 'Anche i non fascisti hanno diritti'. Lo potrebbe pubblicare e vendere con uguale libertà?
“Di sicuro quello fascista non era un regime democratico e di questo se ne faceva vanto. Era un suo caposaldo. Probabilmente non sarebbe stato possibile, il regime fascista non avrebbe avuto alcun problema a vietare un libro con un titolo come quello indicato da lei proprio perché la libertà non era contemplata”.

Che taglio ha il libro?
“E' divulgativo, parte dall'armistizio, dai trattati pace, Lì ci sono tutti i semi delle successive disposizioni, dalla XII disposizione transitoria e finale della Costituzione alla Legge Scelba, per poi passare alla Convenzione di New York del '66 e alla Legge Mancino, l'ultima, con l'analisi dei casi più interessanti. Fino alla recente sentenza della Cassazione”.

Il suo libro ricomprende anche la sentenza a sezioni unite della Cassazione di gennaio, anche se non sono uscite ancora le motivazioni di dettaglio?
“E' l'ultimo capitolo del libro, che si intitola 'Le sezioni sono unite finché morte non vi separi'. Mi sono basato, per l'analisi, sulla sentenza di remissione del caso in cui ci sono tutte le motivazioni giuridiche sottoposte alle Sezioni Unite, poi c'è stato il comunicato e il provvedimento di annullamento della sentenza di condanna, da cui si riesce ad aver perfettamente contezza del ragionamento di massima fatto dalla Cassazione. Dopo le motivazioni, se sarà necessario, farò delle aggiunte”.

In questi ultimi anni si è sostituito il saluto romano con il gesto di portare la mano al cuore, anche se il senso è lo stesso. E' stato un po' ipocrita?
“No, era una difesa per evitare che ad ogni commemorazione partisse un procedimento penale. Chi va a commemorare sono cittadini comuni che non possono essere coinvolti spesso in maxi-processi con decine di imputati. Mi auguro che entro breve si possa tornare a compiere in modo sereno e senza alcun rischio il saluto romano in tutte le commemorazioni, ripristinando il diritto di poter commemorare i propri defunti secondo un rito che appartiene alla più intima spiritualità”.

Saluto romano non punibile se non è inserito in un contesto di ricostituzione del partito fascista, sostiene la Cassazione. Almeno questa linea di demarcazione tra reato e non reato è giusta per lei?
“Giusta o ingiusta che sia è imposta da due norme, la XII disposizione transitoria della Costituzione e la Legge Scelga, norme che finché ci sono vanno rispettate. Ma che sarebbe il caso e l'ora che vengano entrambe abolite in quanto anacronistiche e perché derivano dal Trattato di Pace, cioè da un obbligo del vincitore della guerra che ha dettato una norma in Italia”.

Abolirle non sarebbe un via libera ad un potenziale rischio di ritorno al fascismo?
“L'unica definizione di fascismo nel nostro ordinamento, per quanto assurdo, è presente solo nella legge di conversione del trattato di pace di Parigi, ed è 'movimento che svolge attività anti-democratiche con metodi violenti'. Questo è il fascismo per il nostro diritto. Questo significa che la Repubblica è abbastanza matura per essere in grado di tutelare la Costituzione, la democrazia e la libertà con strumenti ordinari di legge, per cui chi commette atti di violenza viene perseguito perché ha commesso atti di violenza, chi commette atti di repressione viene punti per quelli. Sono strumenti più che sufficienti rispetto ad una Legge Scelba fatta quando la Repubblica era appena nata. Sono temi che non dovrebbero fare più paura”.

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