Samuele, maturo ai tempi del covid: "Doveva essere l'anno più bello. Mi piacerebbe diventare neurochirurgo"

"Caratterialmente sono vivace ed estroverso - esordisce -. Mi impegno sempre per raggiungere un obiettivo prefissato e metto tutto me stesso per realizzarlo"

Tra i centisti dell'istituto tecnico "Saffi-Alberti" c'è il 19enne sammaurese Samuele Merciari. "Caratterialmente sono vivace ed estroverso - esordisce -. Mi impegno sempre per raggiungere un obiettivo prefissato e metto tutto me stesso per realizzarlo; cerco sempre di vedere in ogni cosa il bicchiere mezzo pieno che mezzo vuoto. Nel corso delle mie giornate cerco di occupare il tempo che ho a disposizione senza lasciare nulla al caso perché non aver nulla da fare è rilassante ma fino ad un certo punto".    

E' tempo di bilanci. E' soddisfatto di aver scelto il Saffi Alberti?
Inizialmente ero un po' titubante di aver fatto questa scelta solo per il semplice motivo che sarei stato l’unico della mia classe al termine della terza media ad andare al Saffi-Alberti, quindi avrei affrontato le superiori da solo. Alla fine ho deciso di affrontare questo percorso con nuovi compagni di classe e di arrivare al termine della quinta superiore più che soddisfatto di aver conseguito il diploma in questo istituto.

Perchè ha optato per l'indirizzo Biotecnologie sanitarie?
Ho optato per l’indirizzo di Biotecnologie sanitarie per la mia passione nel studiare le materie scientifiche. Fin da piccolo ho sempre trovato affascinante la chimica, la biologia e Anatomia e scegliendo questo indirizzo ho potuto studiarle a fondo come in nessun’altra scuola superiore avrei potuto fare.

L'ultimo capitolo è stato caratterizzato dalla didattica a distanza. Ha richiesto un impegno maggiore?
La didattica a distanza ha certamente richiesto un maggior impegnato da parte di noi studenti e ha portato sicuramente diversi vantaggi a noi medesimi, però ancora adesso non riesco a capacitarmi dell’accaduto, perché il quinto anno doveva essere l’anno più bello ma soprattutto l’anno finale di un percorso durato 5 anni, mentirei se dicessi che non mi è mancata la mia classe e vedere dal vivo professori e compagni di classe. Per fortuna almeno l’esame finale sono riuscito a darlo davanti all’intera commissione come ho a lungo sperato durante il lockdown.

Il suo 100 è frutto di un lavoro costruito negli anni?
Il 100 è l’esito finale che ho sempre desiderato dalla prima superiore e lo considero un premio per tutto l’impegno versato in questi 5 anni. Sicuramente lo considero una grande soddisfazione personale.

Oltre allo studio che passioni ha?
Quella più grande è il calcio, sono un portiere di calcio a 11 a livello agonistico; non solo calcio ma mi piace praticare sport in generale che vada dal basket o pallavolo/beach volley con gli amici al semplice jogging. Un’altra mia passione è viaggiare anche se di viaggi ne ho fatti pochi ma in futuro sicuramente, ovviamente se ne ho la possibilità, provvederò.

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Progetti per il futuro? 
Ora come ora mi sto concentrando sui test di ammissione all’università. La mia prima scelta sarebbe medicina, dove se passassi, realizzerei un mio sogno nel cassetto che sarebbe diventare chirurgo, più precisamente neurochirurgo. In alternativa mi piacerebbe proseguire i miei studi all’univerisità  di Scienze Biologiche per diventare biologo e specializzarmi tramite una laurea magistrale. In ogni caso il mio futuro non è subito indirizzato al mondo del lavoro ma a proseguire i miei studi per specializzarmi in un ambito lavorativo.

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