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Cultura

San Domenico e San Giacomo all'insegna delle grandi mostre. E c'è già il titolo di quella del 2024

Mostre che nella delibera approvata dalla Giunta il 28 dicembre scorso vengono definite “inedite, uniche e non replicabili in altre sedi"

Siglato sul finire del 2022 il nuovo protocollo d’intesa tra Comune di Forlì e Fondazione Cassa dei Risparmi per la valorizzazione del complesso museale del San Domenico, ovvero per la concessione degli spazi destinati ad ospitare le grandi mostre forlivesi. Che saranno, rispettivamente, “La moda dipinta. Il corpo tra Forma e Seduzione” dal 4 marzo al 2 luglio 2023, già annunciata e che sarà inaugurata tra pochi mesi, ma anche - ed è questa la vera anteprima definita con largo anticipo - la mostra “Preraffaelliti. Un Rinascimento moderno” in programma per il 2024, dal 23 febbraio al 30 giugno. 

Insieme all’esposizione fotografica “Atlas” di Luca Campigotto, che sarà allestita nel prossimo mese di settembre sui temi del Festival del Buon Vivere. Mostre che nella delibera approvata dalla Giunta il 28 dicembre scorso vengono definite “inedite, uniche e non replicabili in altre sedi, essendo state concepite esclusivamente per le sedi museali del San Domenico e del San Giacomo”. In base al nuovo protocollo, che avrà una durata di diciotto mesi (con scadenza a luglio 2024), tutte e tre le esposizioni saranno, come di consueto, ospitate tra i Musei San Domenico e la chiesa di San Giacomo, per un corrispettivo di concessione degli spazi pari a 360.986 euro, che verrà versato dalla Fondazione al Comune in tre soluzioni: la prima di 108.361 euro (per cinque mensilità), la seconda di 117.499 euro (per sei mensilità) e la terza di 135.124 (per sei mensilità). 

A questa cifra, relativa al San Domenico, si aggiungono i costi per l’utilizzo del San Giacomo, pari a 62.333 euro e 64 mila euro per le due grandi mostre in programma nel 2023 e nel 2024. Si conferma quindi il sodalizio tra l’Amministrazione comunale e la Fondazione che, dal 2006 ad oggi, ha consentito di realizzare 17 esposizioni "di elevato profilo scientifico che hanno registrato importanti risultati sia in termini di pubblico che di critica”, si legge nell’atto. 

“La valorizzazione dei beni storici culturali, la promozione e l'organizzazione delle attività culturali, costituiscono un compito primario della pubblica amministrazione - prosegue la delibera - anche e soprattutto attraverso la continua ricerca di forme, strumenti e modalità di efficace collaborazione istituzionale”.  Di qui la riconferma della collaborazione che ha permesso di realizzare negli anni “eventi non solo in linea con gli obiettivi istituzionali, ma anche in grado di dare prestigio alla città di Forlì, ai suoi musei civici e al suo territorio, con evidenti e significative ricadute anche in termini di indotto”. “La realizzazione di tutte le grandi mostre organizzate dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì - si legge - ha sempre consentito all'Amministrazione di far conoscere al grande pubblico anche le proprie collezioni d'arte presenti sia all'interno del Museo San Domenico sia presso Palazzo Romagnoli”.

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