Platani di San Lorenzo, partono i tagli. I Verdi: "Ci sono dei nidi"

"Sulle 31 piante di platano e una di ailanto esaminate nel tratto tra via Ponte Calanca e via Borsano, è stata accertata l'assenza di nidi attivi", afferma Drei

Al via gli abbattimenti dei platani lungo viale dell'Appenino a San Lorenzo in Noceto nell'ambito del Progetto Pilota per la messa in sicurezza della Provinciale "del Rabbi". "Gli abbattimenti - illustra il presidente della Provincia, Davide Drei - sono stati preceduti dalle autorizzazioni di legge acquisite nel corso dell'iter progettuale e da un accurato sopralluogo del Servizio Territoriale Agricoltura Caccia e Pesca di Forlì-Cesena (Regione Emilia-Romagna), a seguito del quale i tecnici hanno redatto una Relazione di Ispezione relativa all'accertamento della presenza di eventuali nidi attivi".

"Sulle 31 piante di platano e una di ailanto esaminate nel tratto tra via Ponte Calanca e via Borsano, è stata accertata l'assenza di nidi attivi - prosegue Drei -. In particolare, durante le verifiche non è stata osservata la presenza di uccelli in loco, né attività di ripristino o di costruzione. Il verbale di ispezione, come previsto dall'articolo 11 comma 4 del Regolamento del verde del Comune di Forlì, ha concluso la fase autorizzativa e ha dato avvio all'esecuzione dei lavori nel rispetto di tutti gli adempimenti di legge. La Direzione Lavori ha disposto che la ditta appaltatrice, nel corso delle operazioni di abbattimento, segnali con tempestività ogni situazione di potenziale attività di nidificazione, al fine di adottare i provvedimenti del caso".

LA REAZIONE DEI VERDI
“Un progetto privo di senso, fatto solo per spendere un po' di soldi e dare da intendere che si lavora per aumentare la sicurezza in una strada provinciale a San Lorenzo, viene portato avanti a tutti i costi dalla Provincia e dal suo Presidente attuale, in continuità con il suo predecessore”. Questo il pensiero della Federazione dei Verdi di Forlì-Cesena alla notizia del taglio degli alberi a San Lorenzo in Noceto sulla strada provinciale del Rabbi. “Abbiamo fatto una diffida perché sugli alberi ci sono dei nidi (che abbiamo fotografato) perché il regolamento del verde stabilisce che da metà marzo a settembre non si debbano tagliare alberi per la nidificazione dell'avifauna. A nulla è servito.  Si sono inventati una procedura secondo la quale si doveva verificare se c'era nidificazione in atto e poi hanno mandato dei dipendenti della Provincia a fare i controlli. Esperti di ornitologia? soggetti terzi privi di legami con l'amministrazione ?  No, due guardie venatorie della provincia. Che comunque non hanno potuto negare la presenza di 4 nidi” si legge nella nota degli ambientalisti.

“Ma le seghe devono continuare a girare e quindi la Provincia ha certificato che quello che fa la Provincia va bene ed è in regola. Ma non è una verifica di pochi minuti che può certificare che non ci sono problemi per l'avifauna: essa può essere intenta a costruirlo il nido, secondo quanto previsto  dai  criteri internazionali standard degli atlanti ornitologici. La sola presenza  di una specie ornitica nel suo habitat riproduttivo durante il periodo in cui tipicamente costruisce il nido  costituisce già elemento sufficiente a ritenere possibile  la sua nidificazione. Tale circostanza viene elevata al rango di “probabile” se si aggiunge il rilevamento del canto territoriale, del corteggiamento, della ricerca di siti per nido da parte della coppia o altri episodi analoghi. Hanno fatto tutto questo gli uomini di Drei? Con quale competenza? Con quale terzietà?” si chiedono ancora i Verdi.

“La certezza della nidificazione è rappresentata dal rinvenimento del nido : ebbene noi abbiamo rinvenuto un nido in un albero abbattuto e di ciò è stato informato sia il Corpo forestale dello Stato sia il servizio Ausl. che hanno inviato i loro agenti a verificare.  Non vorremmo che i criteri adottati da questi ultimi per valutare se c'è nidificazione si limitassero alla verifica della presenza di uova o simili perché ciò contrasterebbe con i criteri internazionali sopra indicati”

“Presenteremo quindi come annunciato - dicono - un esposto alla Procura a proposito di quanto verificato.  Andrà ad aggiungersi agli altri due esposti presentati il 23 e venerdì stesso perché l'opera di cui in questi giorni è iniziata l'esecuzione è priva della indispensabile autorizzazione di cui all'articolo 21 del codice beni culturali e realizza perciò la condotta punita dall'articolo 169 - opere illecite - dello stesso codice. Infatti la Provincia ha usato un escamotage per farsi dare un parere favorevole dalla Soprintendenza non chiedendo il predetto parere bensì limitandosi a domandare  se gli alberi erano sottoposti a particolari vincoli e tutele”. 

“E’ stato chiesto anche un provvedimento cautelare per evitare di perdere definitivamente l'alberata, realizzata nel ventennio lungo la strada congiungente Forlì con Predappio allo scopo di celebrare il regime su cui ora, come si sa, è in corso la realizzazione di un grande progetto culturale volto allo studio e alla ricerca che ha come fulcro la ex casa del fascio recentemente ritornata nella proprietà del Comune. Altri interventi sono allo studio per impedire che le sciagurate seghe distruggano un pezzo importantissimo di paesaggio e di beni aventi un rilevante pregio storico e culturale e saranno messi in atto nei prossimi giorni”.

I COMITATI - "Nonostante la diffida da noi (Comitati in difesa degli alberi e tavolo delle associazioni ambientaliste) presentata a tutti gli organismi competenti - ravvisate nidificazioni in atto sui platani - la ditta esecutrice dei lavori si sarebbe avvalsa di una parere (delle guardie venatorie della Provincia ) che stabilisce la mancanza di uccelli e uova nei nidi che comunque sono stati effettivamente trovati fra i rami dei platani. E dunque si è dato il via all' abbattimento di quasi una ventina si alberi sani e quasi centenari. Contestiamo fermamente che sia stato un organismo comunque coinvolto nel progetto di abbattimento, e non un ente terzo, a fornire il parere sull'avifauna e ci riserviamo di procedere per sanare questo macroscopico danno ambientale", si legge in una nota dei Comitati “Giù le mani dagli alberi di Forlì”  e “Platani di San Lorenzo”.

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