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Sanità, è ufficiale. Forlì rilancia sulla fusione con Cesena

Un ospedale, il Morgagni-Pierantoni, che diventerà una struttura prevalentemente per pazienti acuti, supportata sul territorio dalle cosiddette Case della Salute

Un ospedale, il Morgagni-Pierantoni, che diventerà una struttura prevalentemente per pazienti acuti, supportata sul territorio dalle cosiddette Case della Salute (a Forlimpopoli, Meldola, Predappio, Rocca San Casciano, Modigliana non si chiameranno più ospedali), più le sedi territoriali. Lo scopo è quello di concentrare tutti i servizi del comprensorio in un minor numero di sedi. Con l'approvazione del Piano attuativo locale, votato all'unanimità da tutta la Conferenza territoriale socio sanitaria, si torna anche sul tema dell'unificazione tra Ausl.

E' il presidente della Conferenza, Paolo Zoffoli, a spiegare come “dopo l'approvazione siamo pronti a presentare richiesta ufficiale per un tavolo di confronto sull'unificazione delle Ausl di Forlì e Cesena, in vista di una più ampia integrazione di Area Vasta. Ce n'è una forte necessità dal punto di vista della razionalizzazione delle spese”. Nella premessa al Pal, si parla di “unire le due Ausl 'tascabili' di Forlì e Cesena, fra le più piccole della Regione”. Da Forlì viene ribadita la disponibilità a spingere sull'acceleratore, anche se da Cesena, il presidente della Ctss, Paolo Lucchi, aveva già tirato il freno in maniera chiara. In questo senso la Provincia di Forlì-Cesena, rappresentata dal vicepresidente, Guglielmo Russo, “non ha votato il documento politico che riguarda l'unificazione, per il ruolo istituzionale che ricopriamo”.   

L'argomento dei tagli, o delle razionalizzazioni, per chiamarle con un nome meno 'spinoso' non è gradito alla direttrice generale dell'Ausl Forlì, Licia Petropulacos, che precisa come “si voglia superare un concetto di sanità nel quale si è data sempre la priorità alle strutture”. L'indirizzo di questo Pal sembra quello di cercare una nuova dimensione della sanità, che ovviamente a fine anno faccia comunque i conti con i numeri dei bilanci e del piano di rientro.  Insomma più razionalizzazione, cercando di evitare i ricoveri superflui, partendo da un trattamento più appropriato delle patologie croniche, da una assistenza domiciliare integrata, dalla presenza di infermieri nei nuclei di cure primarie.


L'ospedale di riferimento per il trattamento dei pazienti acuti resterà il Morgagni-Pierantoni di Forlì, dove il padiglione Allende diventerà il punto nodale per la presa in carico dei pazienti anziani, con un modello di intensità di cura che ad oggi non c'è. L'ospedale di Forlimpopoli sarà  il riferimento di tutto il territorio per quel che riguarda la Medicina sportiva, mentre la riabilitazione intensiva passerà a Forlì.  

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