Sanità, la Uil: "Quale futuro?"

Quando nel nostro territorio tutte le forze politiche e sociali capiranno che i cittadini sono stufi di questi inutili teatrini in merito al futuro delle Ausl di Forli’ e Cesena, forse sara’ troppo tardi.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Quando nel nostro territorio tutte le forze politiche e sociali capiranno che i cittadini sono stufi di questi inutili teatrini in merito al futuro delle Ausl di Forli’ e Cesena, forse sara’ troppo tardi.
Quando la Uil un anno fa ha promosso una campagna NAZIONALE E LOCALE per diminuire i costi della politica tanti autorevoli politici hanno dichiarato di condividere questa scelta.
Purtroppo tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo un mare, che nel nostro caso sono i soliti campanilismi che imperversano da sempre nei nostri due territori di Forli e Cesena.

Siamo affetti da nanismo cronico e non ci rendiamo conto che la situazione economico-finanziaria non ci permettera’ piu’ nei prossimi anni di ragionare nei termini in cui siamo stati abituati a farlo in questi 60° anni di repubblica.
Le risorse sono sempre meno, i bisogni sempre di piu’,per far quadrare il cerchio bisogna avere la capacita’ di aprirsi a fusioni ,aggregazioni,razionalizzazioni ecce, in tutti i settori , cercando di riuscire a dare ai cittadini servizi di qualita’ ed efficenti.

La Uil non da oggi ha dichiarato che l’obiettivo ha cui puntare per il futuro della nostra sanita’ è il raggiungimento di una Ausl di Area Vasta.
Questo permettera’ sicuramente di dare un futuro di qualita’ alla sanita’ futura nei nostri territori.
Ma siccome i tempi decisionali sono spesso bibblici e forse chissa’ quanti anni ci vorranno per vedere nascere questo importante progetto, nel frattempo , se crediamo veramente nella diminuzione dei costi della politica, allora perche’ non iniziamo a fare chiarezza proprio a casa nostra e quale migliore opportunita’ possiamo avere nei prossimi mesi se non avviare un percorso di fusione tra le due Ausl della provincia.
Quante risorse potrebbero scaturire e quanto beneficio potremmo dare alla qualita’ della sanita’ riorganizzando e riprogettando il sistema  nella nostra provincia garantendo quei principi di univeralita’ e di eccellenza ; se chi deve decidere cogliesse appieno queste opportunita’?
Non si puo’ pretendere che a Roma diminuiscano i costi della politica e poi nel territorio si fa poco o nulla.
In questo modo non si fa il bene delle nostre comunita’, ma si illudono i cittadini sensibili ai richiami campanilistici, senza renderli edotti delle difficolta’ economiche gestionali a cui questo immobilismo ci portera’ nell’immediato futuro.
 

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